Scegliere la via dei simboli.
Un Dao caldo vicino che respira e ruota sull’asse. Volteggia.
Come le persone respirano.
Quanto il lavoro che fanno appartiene loro.
Quanti sanno rimontarsi una mensola.
Come sta la schiena.
Gli animali, anche in sogno.
E l’amore, che potenza l’amore.
Una chiamata per sapere come è andato il viaggio.
Infusione di silenzio.
Non dire più ti prego ascoltami, perché è già dato, assunto, lo è sempre.
Scannarsi, anche. Poi con la testa contro la testa, abbracciarsi che è abbracciare il mondo intero.
Che potenza l’amore.
Ti rincorre.
Non mancanza o vicinanza per imitazione dell’altro.
Solo poche parole.
Epurazione dal bisogno.
Sorriso non forzabile o che esplode a caso per imbarazzo.
Sorriso non cercato coattivamente.
Sorriso quando viene.
Risata dotata invece di una sua passione, quindi appassionata, quindi, forse per questo, raramente manifesta.
L’amore senza preti.
L’amore mangiando cose buone.
L’amore mentre si leggono libri diversi nella medesima stanza e alcuna pesantezza è in aria.
Tenere testa al senso o alla sua assenza.
Insieme.



