Articoli con tag te

Vastità dentro

 

Immagine | Somewhere near home

Immagine | Somewhere near home

 

Avranno di te anche tutte le foto da giovane, non come quelle scrittrici di cui ti viene da cercare una foto senza rughe ma invano.
Avranno di te anche le cifre che non sai di avere sotto la pelle.
Avranno di te quel sorso di vino che hai preso a bere anche a pranzo.
Avranno di te le lettere e le volte che non hai saputo dire di no a una serata persa insieme a qualcuno che teme il silenzio.

 

Te ne stavi con i fianchi al muro e quel tuo sorriso dolcissimo e deciso.
Dicevi sempre qualcosa di carino ma senza sforzo.
E mangiavi masticando molto lentamente.
Mi parlavi dei sassi che avevi raccolto il giorno prima, me ne parlavi come si fosse trattato di incontri con umani.
Sapevi stare senza preoccupazioni e con gli occhi vivi.
Ce lo siamo insegnati per un po’.

 

La donna della libreria in centro, dicevi, dovrebbe sorridere di più, invece viene quasi paura a chiederle qualcosa.
Ed è vero. “Spiacente ma non posso aiutarla.” ripete da sempre e ancora oggi, quando, dopo aver cercato il titolo del libro nella scatola elettronica, alza la faccia da pesce ingrassato e si fa gli occhi taglienti apposta. So che le avresti dato una carezza, qualche volta. Perché ci sono persone che nascono con le carezze nelle mani e questo è tanto bello. 

 

“Mi manca la vastità.”
Zittendomi con un bacio: “La vastità è dentro.” 

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ricordati di sacrificare un gallo

 

Immagine | Adriaan Garritsen

Immagine | Adriaan Garritsen

 

Il grande salto lo faremo non rompendoci le ossa ma danzando a passo di dita attive dei piedi. Il grande salto lo faremo mangiando con una masticazione lenta e guardandoci negli occhi mentre questo ruminare per denti avviene. Il grande salto lo faremo a stagioni sconvolte, purtroppo.
Ma anche per fortuna, dirai, perché potremo abbracciarci nel freddo imprevisto e saltare per scaldarci.
Poi soffiarci addosso quando è caldo, bagnare la parte, poi soffiarci sopra ridendo.

 

Il tè si beve lungamente per tutto il mattino che le nuvole ci hanno dato.

 

Quando alla porta sentiremo suonare, sarà un serpente gigante che chiederà di entrare.
Accomodandosi sul terrazzo, starà a sentire l’odore delle foglie bagnate.
Avremo un po’ di timore, sempre di un serpente si tratta, in fondo, mi dirai come a puntualizzare che forse non avrei dovuto dargli tanto spazio.
Se lo prende comunque, ti risponderò con gli occhi, preparando per lui un frullato di banane e avocado, lasciandoci sopra qualche fettina di zenzero. Si stancherà di stare in terrazzo e verrà verso la cucina, sedendosi ma scivolando ogni volta, pur senza perdere la sua enorme eleganza.

 

Quando arriva? ripeterà in modo galante più volte.
E noi, noi non sapremo rispondere, ma lui non ci farà caso.
Dovete essere preparati per quando arriverà. Ammazziamo il tempo. Raccontatemi qualcosa che ricorre nelle vostre vite di umani.
Tu spiegherai una paura e un bisogno, io mi metterò a parlare di prodotti onirici difficili da capire e gestire. 

 

Nella cosa che più ci spaventa, in quattroequattrotto, ci insegnerà a entrare lì dentro.
Quasi come si trattasse di un gioco delle carte, in poco tempo e stimabile efficienza. 
L’unica volta che ho amato era bellezza pura, dirà, a un certo punto. E noi vedremo quella bellezza attraverso gli occhi a fessura verticali e rossi.
E capiremo quanto niente abbiamo capito dell’amore, fustigato, blaterato amore.

 

Impaziente, tornerà a chiedere Quando arriva?

Sentiremo come un rombo lontano, poi sotterraneo.
Si aprirà un varco proprio dove era il grande pino.
E verrà su un altro serpente.

 

I due serpenti si attorciglieranno con una lentezza simile alla velocità.
E noi avremo tutta la vita per ripensare la medicina.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Chi punisce le streghe

 

 

Matteson's (1853) painting, "Examination of a witch." Collection of the Peabody Essex Museum, Salem, MA

Matteson's (1853) painting, "Examination of a witch." Collection of the Peabody Essex Museum, Salem, MA

 

 

Le creature sensibili. Una parola può far male, un pensiero schiocca la mandibola.
Quando sognano passi stanno dormendo e quando sognano nuvole stanno mangiando.
Le creature sensibili non si sa come sopravvivano al giorno d’oggi.
Nella trasformazione degli eventi e delle emozioni vedono la salvezza.
Quando guardano negli occhi, guardano dentro.
Sensibilità, ovvero abilità dei sensi.
La lunga rotta verso il futuro per loro è una mappa tridimensionale, i monti sono gomiti che spingono verso il cielo e le colline seni o spalle.
Le clavicole sono ostacoli da baciare e le mani, oh le mani.

Durante il pasto da sola ho immaginato di averti davanti, mi chiedevi quanto ancora da mangiare ci potesse essere per gli abitanti di questo pianeta e insieme abbiamo guardato l’orologio per riderne. Vorrei baciarti ora, su un letto boehmièn francese, come il letto di una casa alla fine del mondo.

C’era l’immagine di te con un bicchiere in mano, una sagoma bruciata nel pavimento di te con un rosso in mano.
Sorridendo con le labbra hai detto parole che appartengono a noi solamente.

Vorrei essere più brava, vorrei essere stata più brava davvero, brava nel senso di un processo sensibile in atto.
Vorrei essere più brava a dirtelo, quanto amore c’è per te nell’atrio del cuore. Vorrei essere più brava a dirlo.

Quando le cose sono ferme non sono fluide?
Quando le cose sono dure non sono utili?
Quando penso che guarderai ancora dentro questi occhi mi tremo dentro,
perché stenderai il diaframma in un minuto e tutti i respiri dopo saranno respiri veri,
di quelli che ti fanno capire quanto sei in vita. Quanto siamo in vita.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

L’Angelus aspettando


La lunga fila delle anime
messe a inverno
guanciotte rosse
freddo
fede
in punta de magnà
du spaghi e cosci
d’agnello
che togli i peccati del volgo.


Tra la folla d’Epifania
alle suore mostrare
l’intimo comprato pei saldi
Sette pezzi, sorella,
a 40 eurelli
non sono tanti.
Bella in padella,
ma lei sotto com’è messa? E a Lui
a Lui fa vedere tutto tutto?


Tra la folla d’Epifania
babbi bravi oggi
con le dita tozze
domani a mignotte.
Il Papa, me scusi tanto, ‘ndo s’affaccia?
LA’.
che non è ovunque, è proprio LA’,
LA’ solamente.


Se i Magi si fossero persi
lungo il tragitto nel diletto
solleticanti eventi
di stalla in stalla. Se.


Io piantata nel mezzo,
sanpietrini, mercatini,
solo sono capace di dire io
quanto l’odore del vin brulé passando
il nostro sesso
come un singhiozzo a rigurgiricordo
di rimando,
reflusso gastroigneofageo,
acme abisso apogeo.
Bellezza era intatta
quello starsi tra le braccia,
il Papa,
il Papa ‘ndo s’affaccia?
chiede un dito bussandomi poi una faccia.


Una notte gelato alle lingue portando
mentre a parlare di gelosia
nel passeggio notturno
con cono estivo
malcelavo la mia.


La basilica apre all’una,
una e trina ero tua,
ora tra questi epifanici entusiasti
tengo il rastrello tra i polmoni,
il pensiero di te,
mentre il ricordo è un aratro
trancia dentro da fuori.

Il mio Angelus per te,
bellezza acqua starti tra le braccia,
sì, ma il Papa, me scusi,
il Papa ‘ndo s’affaccia?






Tags: , , , , , ,