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Un po’ di sano Pa-Kua


Per Pa-Kua si intende il simbolo del Taoismo, intendendo il Taoismo,
come un sistema vero e proprio,
un sistema, direi, di coltivazione del proprio paese interiore.
E esteriore: interno/esterno, no differenza.


Lo vediamo un attimo nel dettaglio.




Pa Kua

Pa Kua




Il simbolo riunisce le 8 discipline che costituiscono un sistema di vita COMPLETO,
tutte inerenti alla coltivazione personale.

Guardiamo le “strisce” che circondano la sfera.

Partiamo dalla prima in alto, diagonale sinistra, quella con le linee tutte intere.

Tre linne continue
TAO DELLA FILOSOFIA

Disvela le reti che costituiscono il mondo, la logica su cui si reggono. Il Tao della Filosofia, in pratica, si fonda sulla scoperta spiritual delle leggi.


Linea spezzata – Linea continua – Linea spezzata
TAO DELLA RIVITALIZZAZIONE

Include un sistema di esercizi che hanno in sé l’innato potere della guarigione.
Esercizi che richiamano le movenze degli animali, o sequenze come la forma semplice del tai chi chuan (8 direzioni, codificata).
Servono a lavorare sull’energia interna, a svilupparla, incrementarla, conservarla. A questi si uniscono esercizi di meditazione e respirazione. Spesso le tre categorie (postura/meditazione/respirazione) vanno insime, inevitabilmente.


Linea continua – Linea spezzata – Linea spezzata
TAO DELLA DIETA BILANCIATA

Si riferisce ai cibi più comuni. Essenzialmente, per i taoisti, mangiare vuol dire nutrirsi e il nutrimento
deriva da un buon equilibrio acido-alcalino interno al corpo.
Se si ingurgita cibo senza rifletere su questa armonia e sull’equilibrio del PH, si mangia male, ci si fa male. Un segno rivelatore di questa corruzione è l’alito cattivo.


Linea spezzata – Linea spezzata – Linea continua
TAO DELLA DIETA DEL CIBO DIMENTICATO
Si riferisce essenzialmente alle erbe. Nel mondo esiste circa un milione di varietà di piante, da esse derivano alimenti che non sono poveri, anzi, diventano serbatoi di minerali e vitamine. “Cibo dimenticato” perché nel tempo c’è stato un processo di selezione che ha privilegiato i cibi deboli, attraenti per occhi, naso , palato.


Linea continua – Linea continua – Linea spezzata
TAO DELL’ARTE DI GUARIRE
Il Tao della Rivitalizzazione che passa per i Meridiani. Essenzialmente è il Tui-Na,
un insieme di tecniche di massaggio che si esegue lungo i canali dell’energia del corpo.


Linea continua – Linea spezzata – Linea continua
TAO DEL SESSO
Ha in sé la teoria e la pratica della sessuologia taoista.
Insegna l’uso del sesso come veicolo di gioia, energia sessuale che migliora la salutee consente la realizzazione spirituale.


Tre linee spezzate
TAO DELLA SUPREMAZIA

Ci inoltriamo nell’oscuro, tra gli strumenti poco conosciuti che aiutano a comprendere meglio il sé.
Metodi per agevolare i rapporti personali, lavorativi. Sono molto complessi, hanno a che fare con frenologia, numerologia, direzionologia, simbologia.


Linea spezzata – Due linee continue
TAO DEL SUCCESSO

Disvela la meccanica degli eventi della vita e le forze che li modellano. Gli antichi taoisti studiarono in modo analitico queste forze e costruirono degli schemi  a partire dei quali svilupparono forme strategiche di azione.


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Smottamenti e smontamenti


Taiji man


A livello personale, è una fase molto interessante.

Di base, per due motivi:

1- Sono bloccata con tutore. Causa: caduta dal motorino

2- Sto leggendo un libro che stravolge molte delle cose che credevo di sapere sul taoismo

Dettagli su 1:

Ferita molto brutta, resterà una cicatrice eloquente.

Immobilità mi porta a pensare, sognare il movimento, scrivere.

I primi giorni decelerare è stato terribile. Ora che stavo entrando con molto di me nella forma 108 tradizionale Yang. Ora che non chiudevo più gli occhi o inarcavo la schiena per la paura nel momento dello scontro durante gli allenamenti del Karate. Paura di prender peso, paura di perder tono muscolare, paura di perdere cose da vedere intorno. Paure, insomma.

Non posso meditare a fiore di loto. Ma la cosa buffa è che mi trovo a farlo quando meno me lo aspetto. Spesso con la gamba in aria, altrimenti si gonfia il piede.

A breve dovrei togliere il tutore. Oltre alla ferita c’è una fratturina dell’epifisi del perone. Sogno di nuotare, fare tai chi in acqua. Anche di andare a correre. Sogno anche il Tenente Aldo dell’ultimo film di Tarantino ma questa è un’altra storia. ;)

Di tanto in tanto ballicchio Bach, Madonna o i Black Eyed Peas o quello che capita su una stampella.

Sto scrivendo molto.

Provo forme di respirazione. La gamba, guardacaso, è la destra. Svilupperò forse finalmente la sinistra.

Spero di tornare ad allenarmi seriamente intorno al Natale, perlomeno quando arriva Chen Bing. Ma non voglio forzare nulla. See, par evero, me ‘sto a mmorì. No però ok da persona seria (?), meglio riprender dolcemente.

Dettagli su 2:

Il libro in questione è “Il Taoismo – Una tradizione Ininterrotta” edito dalla Ubaldini Editore, Roma. (Quelle edizioni in deliziosa sovracopertina celestino chiaro).

Smonta la visione tradizionale del taoismo. Sottolinea il fatto che gli specialisti spesso parlano di Taoismo in termini generali, ma, in realtà quel che dicono sul Taoismo si riferisce esclusivamente a una serie di pensatori e praticanti vissuti tra la Dinastia Han e quella T’ang (200 d.C. —> 600 d.C.). Che anche l’idea di suddivisione tra pensatori, praticanti, membri di comunità e letterati, va rivista.

Vi tengo informati nel frattempo, a chi di voi fregasse qualcosa.

Fa sorridere in certi momenti (per esempio non avevo idea che qualcuno avesse inventato il Tao di Winnie The Pooh o il Tao di Elvis), fa riflettere in altri.

Sì, belli miei, perché pare che anche in questo caso si sia verificato quello strano fenomeno del parlare di qualcosa senza resistere alla tentazione di “colonizzarlo”. Pare che l’idea del Taoismo sfornata finora risponda molto a un profilo che ha a che fare con la NOSTRA idea, voglia, deformazione di vederlo come una cosa che fa bene, una cosa che c’entra con l’essere inglobati e devoti alla natura. Noi civilizzati e sfiniti, sfiancati.

Ma, vi dirò meglio, lettura in fieri.

Dettaglio su un 3 non precedentemente menzionato:

Sto ancora cercando di armonizzare il mio maschile e femminile, ma pare che sia una roba per cui avrò ancora un po’ da fare, diciamo per un buon oltrevita.

Per ora vi lascio con un’immagine ispirata al Qi Gong che stavo approfondendo prima di farmi male

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Pensare in termini di ciclo

Spazio e Tempo sono dentro alla realtà, non hanno la valenza delle astrazioni.
Allo stesso modo, la nozione di Tao oltrepassa la categoria occidentale di Sostanza o di Forza.
Le parole di Grenier saranno senz’altro più efficaci:

“Le Tao, c’est une force cosmique, vitale, spiritelle tout à la fois, et les sages chinois divergeaient seulement sur la manière de l’appliquer; garde-t-il encore ce sens panthèistique avec le Tao-te-king?[1] Granet l’affirme, qui traduit le titre non pas prècisèment par <<Le Livre de la Voie et de la Vertu>>, mais par <<le livre concernant le Principe de l’Efficace>> sous ses deux fromes primordiales: Tao, Efficace concentré, d’aspect plus matèriel (Yang), te, efficace dilué (Yin).”[2]

Il Tao ha risonanza cosmica, vitale, spirituale. I saggi cinesi, spiega Grenier, divergono solamente in merito alla maniera in cui esso va applicato. Principio, Efficacia che agisce attraverso due forme primordiali. Si tratta dello Yin e dello Yang, che non hanno valore di creazioni dottrinali e non possono essere spiegate prendendo in prestito il linguaggio dei filosofi occidentali. Sono emblemi attivi che governano il tutto.
La tradizione cinese fa risalire la concezione dello Yin e dello Yang ai primi astronomi; appaiono come simboli di un calendario la cui storia può essere seguita a partire dal III Sec. a. C.
[3] Presenti anche nell’opuscolo di arte divinatoria attribuito a Confucio (V sec. a.C.), oggi datato al IV-III a.C.[4], si ritrovano soprattutto nei trattati di teoria musicale, dove predomina il tema dell’azione concertante dello Yin e dello Yang.
Impiegati sin dal V secolo da teorici di orientamenti anche molto diversi, l’uso largo delle due concezioni ne indica la vastità, la grandezza.

Dalla lettura della principali opere taoiste, il Lie tseu, il Tchouang tseu e il Lao tseu o Tao-tö king (Libro del Tao-tö), se ne intuisce, non si afferra, si tocca, non si possiede, il senso di questi aspetti antitetici e concreti del tempo, concreti ed antitetici dello spazio.

“<<Una (volta) yin, una (volta) yang (yi Yin yi Yang), questo è il Tao!>>, scrive lo Hi ts’eu.”[5]


[1] J. Grenier fa riferimento al Tao-tö king (Libro del Tao-tö).

[2] J. Grenier, L’esprit du Tao, Flammarion, France, 1973, p. 13.

[3] Il trattato è lo Yue ling, inserito nel Li ki [nella trad. di S. Couvreur , Ho-kien-fou, 1899, I, pp. 330 sgg.].

[4] E’ lo Hi ts’eu, appendice al manuale divinatorio Yi king [in J. Legge, pp.348 sgg.].

[5] Si veda nota 4.

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