Articoli con tag sorriso

L’amante

 

 

Immagine | Somewhere in Frisco

Immagine | Somewhere in Frisco

 

Che non ti abbia a dire che sei da meno oppure che tu non debba domandare od osservare. 
Che ti tratti con libertà e quindi ti tratti affatto.
Che un giro di sguardi sia semplice e onesto.  

 

Non c’è niente di più bello di una carezza data come funzione nutriente di coscienza che vuole ampliarsi e diventare più penetrante. 
Non saprà nemmeno come si fa a ridere di te con cattiveria.

 

Ti porterà a bere un buon caffé in silenzio, e se non vorrai il caffé, saprà che saprai cosa fare.
Ad alcune donne, quando le noterà, saprà dispensare un sorriso solo se ce ne sarà il reale bisogno, ma è la tua mano che tornerà a cercare. 
La cercherà nel letto al mattino, quando un aereo lo avrà portato altrove, lontano. La cercherà durante un pasto consumato in solitudine. 
La cercherà anche quando l’avrà nella sua.

 

Augurerà alla stella di implodere solo dopo averti sentito parlare con passione di ciò che ti accende.
Saprà guardare dentro ai tuoi occhi molto a fondo, talmente tanto che ti acuirà la bellezza di starci, in questo mondo.

 

E potrai dire di aver conosciuto quello che in molti vanno cerando ogni istante.
Un amore. Un amante. 

 

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Vastità dentro

 

Immagine | Somewhere near home

Immagine | Somewhere near home

 

Avranno di te anche tutte le foto da giovane, non come quelle scrittrici di cui ti viene da cercare una foto senza rughe ma invano.
Avranno di te anche le cifre che non sai di avere sotto la pelle.
Avranno di te quel sorso di vino che hai preso a bere anche a pranzo.
Avranno di te le lettere e le volte che non hai saputo dire di no a una serata persa insieme a qualcuno che teme il silenzio.

 

Te ne stavi con i fianchi al muro e quel tuo sorriso dolcissimo e deciso.
Dicevi sempre qualcosa di carino ma senza sforzo.
E mangiavi masticando molto lentamente.
Mi parlavi dei sassi che avevi raccolto il giorno prima, me ne parlavi come si fosse trattato di incontri con umani.
Sapevi stare senza preoccupazioni e con gli occhi vivi.
Ce lo siamo insegnati per un po’.

 

La donna della libreria in centro, dicevi, dovrebbe sorridere di più, invece viene quasi paura a chiederle qualcosa.
Ed è vero. “Spiacente ma non posso aiutarla.” ripete da sempre e ancora oggi, quando, dopo aver cercato il titolo del libro nella scatola elettronica, alza la faccia da pesce ingrassato e si fa gli occhi taglienti apposta. So che le avresti dato una carezza, qualche volta. Perché ci sono persone che nascono con le carezze nelle mani e questo è tanto bello. 

 

“Mi manca la vastità.”
Zittendomi con un bacio: “La vastità è dentro.” 

 

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Vai.

 

 

Immagine | Langa Sbreama

Immagine | Langa Sbreama

 

Senza tante parole la sai fare volare perché hai capito che il sole e il sorriso coincidono, uno li può avere dentro.

Grazie per avermi detto che potevo anche dire niente.
Grazie per avermi lasciata lì sulla spiaggia a fare le mie cose, per il soffio che fai al tuo ciuffo quando ti dico che le mie ossa scricchiolano troppo.  

 

Una certa pietra lasciata sul camino ho pensato fosse lì a ricordarti una sconfitta e tu hai detto che non c’è niente di più difficile di mandare via chi hai amato e forse ti ha amato indietro ma senza prospettiva, senza rullo di tamburi, solo con guizzi, senza pianificazione di giorni sognanti e concreti insieme.  

 

Se cerco tanto è per andare via, ma via dove, se la testa è sempre materia e spirito insieme.
Sai che quando prendo per mano una nuvola noi diventiamo amiche.
Ci sono movimenti di meteore e la terra che dice? La terra parla con le nostre teste e le fa girare. 
La densità del corpo pensiamo ci tradisca invece ci manda messaggi. Sempre.

 

Mi piacciono gli uomini che hanno le spalle molto grandi, aveva detto lei, aggiungendo che non devono essere fisicamente grandi ma devono essere forti da abbracciare non solo una donna. Devono abbracciare la donna nella sua totalità. Cercare di capirla quando è spezzata e comporsi insieme al maschile che la abita. 
Non c’è possibilità di sviluppo senza un sistema che sia proposto su più ante di pensieri, su più livelli di centri.  
A me basta una risata e che non cerchi la di mamma poppata, ti ho risposto circa gli uomini. E abbiamo riso. Anche le mani contano, ha aggiunto qualcuno dal fondo della sala, vicino al camino. 

 

Ti ho visto andare via con una rullata di batteria. E adesso ti lascio andare con una musica che non conosco e va benissimo così.
Vai. 

 

 

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L’era degli autovelox

 

Un forno a Sant'Arcangelo

Un forno a Sant'Arcangelo

 

Soprattutto ti voglio dire che guardando dalla finestra mentre fuori piove si acquistano nuovi spazi colorati nel cervello, nel senso, attivi, attivati. Soprattutto ti voglio dire che ci deve essere un ritmo altro in qualche parte di mondo che fa accadere le cose silenziosamente e questo silenzio nella nostra condizione banale di mortali è rumore. Quando c’è poca possibilità di aprire discorsi nuovi, ti dico, ritirati e medita sul progetto più lucente che hai e conducilo alla realizzazione mangiando una mela croccante.

 

 

Di solo sorriso viveva l’uomo che vendeva il formaggio vicino alle terme volgarotte. Di solo sorriso. Lo avevano scagionato dal suo peccato più grande con una paroletta solo: ludopatia. Non so quale sia il mio peccato più grande, in senso di occasione sprecata.

 

Si ripresenteranno infiniti ponti tra te e le nuove possibilità da aprire.
Ma comportati come se così non fosse.

Sto notando che molta gente non parla più del meteo, ma degli autovelox.
Come sono distribuiti, se sono attivi, se ce ne son di nuovi in zona.
L’era degli autovelox, dopo i velociraptor.

 

L’introspezione è difficilmente accolta e rispettata nell’era degli autovelox.
Pare che sia qualcosa cui dare una schicchera o una smossa alla svelta.

 

Nessuno di noi sa come le cose entrano dentro, come si mescolano, come si ibridano.
Ma c’è da lasciare spazio affinché accada, in qualsiasi modo accada.

 

Soprattutto vorrei domandarti se possiamo starcene un po’ con i nasi contro i vetri a guardare oltre la finestra o dentro noi. Che è lo stesso.
Poi ci metteremo davanti al camino come due gatti che miagolano a una candela.

 

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