Non ho seguito il tuo flusso di pensieri, stamane, ma il mio.
Non ho frasi per dire bene cosa l’amore sia, ma cercherò di ascoltare qualcosa di Arvo Pärt nei prossimi giorni e se non ti va bene è così lo stesso.
Non ho seguito la forma, ho solo ballato sul pavimento di legno.
Arrivando poi verso il supermercato dove si trova la roba più organica del mondo, al punto che chi ci va è un po’ invasato perché ha confuso la parola organica con orgasmica. Ad ogni modo. Al parcheggio di questo luna park di pietanze OGM free, trovi, fai conto, 9 donne e 9 uomini, tutti correndo con fascette in testa e fiatone. Un animale spunta da una tana, chiedo cos’è e qualcuno risponde un semplice beaver, un castoro in mezzo all’asfalto, sereno.
Questi continuano a correre e uno di loro si avvicina per chiedermi che ore sono ed è paonazzo e ha il fiato di mio padre quando faceva sport.
Come si fa a descrivere un fiato? Si fa.
Come se l’alito ributtasse indietro da sotto la lingua tutti i Jack Daniel’s, come se dalla pelle fiottassero tossine di salumi.
Entro nel supermercato e cerco alghe e penso a questo insieme di ideogrammi che vidi a una cena, appeso per verticale alla parete mentre con le ginocchia incrociate mi meravigliavo del loto che prima non ero mai riuscita a fare. Gli ideogrammi, dicevamo: L’ordinario è la via. Recitavano, sì.
Insomma cerco queste alghe e mi muovo come un’alga.
Se cercate un pomodoro, pensate alla barzelletta di Pulp Fiction. Se cercate un tonno, mpà mpà con le labbra come i pesci.
Se cercate del pane, capite bene quale la forma, perché un baguette vi richiede di allungare la colonna e il pane già tagliato a fette vi costringe a dividere la vita che avete vissuto finora in periodi, ovvero, per dirla con Robert Musil, “quell’ampia disordinata fiumana di situazioni che sarebbe un susseguirsi a casaccio di tentativi di soluzione, insufficienti e, se presi singolarmente, anche sbagliati.” Se solo l’umanità sapesse riassumerli, diceva lui.
Sorprendente il modo in cui la porta, e per porta si intenda il cuore, la porta a volte scricchiola e tutto formicola senza incastrarsi al presente. Muoviti da lì, allora.
Senza lasciare la soglia dell’armonia. In questo anno particolare, avete visto?, tutto brucia, e pure velocemente.
Tutto brucia con la rapidità e l’esattezza degli oggetti in ordine.
Smettiamo di essere così visibili, così manifesti, rumorosi e masochisti.
Cerca negli occhi delle persone con cui non ti riesce di stare in silenzio, mi son detta.
E ama quelle con cui viene naturale.
Poi capovolgi tutto. E ordina in sequenza binaria, mentre l’altra mano cerca tra le ricette e trova quella del fallimento.
La bocca la ingoia come fanno le capre.
E la pancia ride, il diaframma ringrazia.
A volte riesco a metterti in un respiro e non so dirti quanto bello questo sia.
La resa dei conti in sì non molle
Question: Are you better with words or body?
Before, there was silence, but now, The Answer: Whattthehell do you mean. They go together.




