Quando poi ricorderai un modo per stare al mondo che sia ai bordi dell’equilibrio, tu chiamami e andremo a bere insieme, a ricordare quanto sangue latino scorre nelle nostre vene. Ti darò tutta quella difficoltà a stare in piedi da alticci e mi appisolerò sul tuo petto ma solo per scherzo, un attimo, poi riprenderemo a camminare come due felini bellissimi e pieni di macchie io blu tu rosse e poi sapremo dire di quanta acqua il nostro corpo avrà bisogno. Ma il vino sarà sufficiente. Sarà abbastanza sarà molto.
Il resto lo faranno i nostri baci sotto la luna che non sapremo se piena o crescente o calante, no tu saprai dirmelo, tu che sai i misteri dello zodiaco, giochi col fuoco e stai al mondo per esplorarti l’anima, cosa non da poco affatto.
Impareremo tre lingue diverse in una notte e saprai farmi ballare come non ho mai fatto. E sarà interessante vedere come reagiscono le altre persone che hanno le loro vite, qualcuno sta festeggiando per un fottuto addio al nubilato, qualcuno sta facendo girotondo sulla sua immensa pancia, altri mimano di essere la coppia felice, altri nascondono preferenze sessuali, altri scherzano con quel fuoco che è l’esistenza. Tu il fuoco lo maneggi come un pupazzo reale, un acrobata geniale, mi fai sentire dentro quanta voglia avrei di affidarmi alle tue sole abili mani.
Ti prego dimmi che gira la testa a entrambi e che mi baceresti fino all’alba.
Ti prego dimmi che la parte del mio corpo che non ti piace, su quella possiamo lavorare insieme parlandone o solo scopami come a volerla rimodellare daccapo. Ho un senso netto di come si deve stare al mondo certe volte e quelle volte avvengono con visioni varie ed eventuali di cui fa parte un futuro pieno di metafore e figure retoriche tradotte in giorni.


