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Provaci tu ad andare avanti in questo mondo senza oggetti magici e senza ritualità

 

Madrid - Calle Anton Martin

Madrid - Calle Anton Martin

 

Una lunga frase di pianoforte senza pavimento di orchestra sono stati i nostri ultimi respiri insieme, prima di altre partenze.
Il respiro è estasiante/entusiasmante perché ci ricorda che siamo inquieti o sereni, comunque vivi.
Ti lascerò a guardare un panorama che conosco, poi chiuderò gli occhi cercando un’armonia tonale con questo vento caldo. 

Riaprendoli, tutto sarà nuovo.
Quella casa, quel colore di prete, quell’incedere di vecchio, quelle campane che ridono, sarà tutto nuovo.

Anche la signora che fa lo stesso giro tutte le mattine o la moglie del macellaio che ora sta alla finestra perché il marito è ormai in pensione, ma anche prima stava spesso appoggiata solo che ora ha quest’aria mezza rilassata mezza appollaiata tutta distesa come un avocado maturo.
Una marcia funebre alla Wagner mi sembrerà la sinfonia dietro al gelataio che sta attento a non spaccare il cono.
Il crepuscolo degli dei saranno i banchieri che tornano a casa.
Il pasticciere della notte sarà il Caronte delle farine bianche che scorta droga agli umani e torna a casa senza senzo di colpa perché a tradizione così vuole, la tradizione del benessere. Lo guarderò facendogli l’occhiolino, che tra noi peccatori ci si intende, all’alba poi.

 

 

Ci siamo accompagnati per lungo tempo con un folle, alcuni lo ritrovano appeso nelle carte, altri, sai?, lo mettono nelle fiabe, altri ancora lo ritrovano nei miti popolari.
Il nostro era tutto nostro, con gli occhietti vivi e piccoli.
Per chiudere una frase lui metteva parole-calamita e aspettavi di proiettarti nel dopo, ricordi?

Ci cascavano tutti. Anche noi, anche dopo aver capito il trucchetto.
Non lo ammazzavano le bidonate di realtà che gli tiravano addosso.
A volte lo vedevamo estremamente irascibile, questo sì, e ti credo.
Provaci tu ad andare avanti in questo mondo senza oggetti magici e senza ritualità.
Lo abbiamo visto gonfiarsi tutto e crollare mangiando mille banane.
Gli dicevamo che c’era ancora una o due speranze, ma non ci stava più a sentire.
Ranicchiato sullo sgabello alto, spaventato e un po’ viscido.
Provaci tu ad andare avanti in questo mondo senza oggetti magici e senza ritualità.

 

Risento sulla cervicale tutto il suo dolore, un dolore immenso.
Non c’è dubbio che vivere sia anche mettere in esecuzione.
Non c’è dubbio che quando ci si innamora ci sono gli elementi che salutano il mondo e danno un addio all’alba per ritrovarla il giorno dopo.

 

Sai? Sto conoscendo una divinità che dice di essere genesi, unione e rovina.
Pare che funzioni per me andarci a fare delle lunghe camminate.
Le ho parlato del nostro folletto e si è preso uno scalpello per ficcare la sua faccia nel muro e fissarlo così.
I passanti, sotto, avranno, abbiamo pensato, tutta l’enfasi e l’influsso del suo modo di stare al mondo senza starci troppo in fondo.
Narrazione senza angolazione, in quel corner di mondo.
Dobbiamo generarne altre di facce muro. Presto.
Se avete folletti nella vostra vita, sotto mentite spoglie, dovete voler loro tanto bene, perché son fragili.
E per la bellissima arte del rovesciamento, sono anche fortissimi.

 

Genereremo altre facce muro.

 

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Di demoni, tarli ed emozioni

 

 

Immagine | Adriaan Garritsen (China)

Immagine | Adriaan Garritsen (China)

 

 

Dare è  un atto che non è detto tutti vedano.
La cecità intorno però non deve incattivire, perché incattivirsi rende più difficile poi svuotare la mente.

La pratica tutti i giorni la riproduco da sola, sulla forma Legno ho strutturato sia modalità Yang che Chen di realizzarla, per quel punto di contatto iniziale che ho con il Chen.
Del M° Gianfranco Pace ho visto qualcosa che manca in moltissime scuole della dinastia Yang, ovvero:

Rilassato, non molle.
Rilassato, non molle.

E’ raro trovare persone che si battano davvero o tengano la schiena bella fiera, che siano ironici perché vivi nel loro corpo.

 

In molte scuole esiste solo il vociare moscio e lagnoso tra sequenza e sequenza, esibizioni di stanchezza dopo la prima linea, tensioni psicologiche che si allontanavano da una passione profonda per allenarsi, dimostrazioni di presunto qi. Forse disciplina ci vuole e Pace lo vedo comunque basico, non ti monta storie assurde sul qi, non ti vuole vendere un prodotto. Torna al corpo, sempre. Per cui se c’è da seguire una struttura c’è da andare verso quella che ci pare sincera.

Esistono scuole che chiamo “carrarmatiche” (si perde l’essenza, si trascina il pesante carro armato dell’avere abbastanza allievi, abbastanza denaro, abbastanza gente che non si fa più domande) perché non mi piace la sudditanza ma la trasmissione punto.
Tu mi trasmetti, io ti rispetto.
Con Pace si sente molto la sfumatura di kung fu, ma alla fine se prendiamo l’etimologia e il significato profondo siamo sul versante del “lavoro duro”, il rendere sacro tutto questo. La spiegazione dei sapori delle e prime 4 forze non è stata banale, ma ciò che credo faccia davvero la differenza in questo insegnamento sia una verità vera ovvero concreta: si prova con il corpo. Si sente con il corpo, inteso come unione di centri.
La basicità tutta siciliana di Pace (parlo di radicamento a terra) è un bene e lo dice una laureata sul taoismo; si tende meno ai voli pindarici. L’eredità della boxe si vede anche abbastanza, ma ognuno di noi ha le sfumature che si porta addosso.
L’allenamento dello stage con Pace è stato molto bello specie nel secondo giorno: con bastone al centro, salti, allenamento della percezione e training all’imprevisto.
 
Sul versante del qi gong anche ho sentito densità, sebbene in questo Daniel Villasenor sia molto avanti, con 25 anni di studio profondissimo alle spalle e quindi una trasmissione che lo rende molto attento a spiegare ogni volta su quale meridiano si lavora, perché, come, in che stagione. Questa la sua forza, di Villasenor intendo, sebbene sia più concentrato nella fusione dantien/pranayama, asanas catalogati per elementi di MTC.
A volte quando pratico i suoi insegnamenti da sola mi sembra di avere intorno tutti i miei colleghi/praticanti della comunità di Santa Fe ed è bellissimo.
E mi trovo a scoprire che i mesi di studio in NM hanno plasmato qualcosa che resta. Anche questo è bellissimo.
Altre volte non riesco in nessuna di queste cose e mi sento immensamente sola, anche su altri versanti. In questi momenti di smarrimento completo si ha la fortuna di avere degli amici e io ne ho quei 3 o 4 che considero fratelli e sorelle e non so se ci possa essere ricchezza più grande.

Circa i maestri, ognuno forse ha il suo tarlo che è il suo demone che è la sua emozione.

L’esecuzione della forma per me è pregna di qi gong ed è molto modellata sullo yoga e sullo studio di movimentoterapia per l’apertura che ho fatto con Naomi Milne e se avessi allievi questo si vedrebbe. Ma questo ci rende specifici ed è questo che non ho trovato in quel poco contatto con Bosco e Chen Bing, ti si dà un insegnamento che non tiene molto conto della diversità che ci caratterizza.
Non abbiamo avuto Mao, non è nella nostra cultura, nemmeno nei nostri fisici. Ma da qui parte il punto interessante.
Rispettare la peculiarità dell’allievo, vederne lo spirito come la struttura e lavorarci.
Continuo la riflessologia, ad Aprile ho il secondo livello, l’insegnante è Cristiano Mazzoni che ha studiato presso l’Istituto Rudy Lanza.
Capire dove si trovano gli organi sotto i piedi e a quali logge o elemento corrispondono è magnifico.
Io stessa ho visto i mie denti del giudizio inclusi dal piede.
Dopo mesi senza formaggio ho provato un a sera a introdurre formaggio caprino. Il giorno dopo piccolo brufolino bianco attorno alle narici. In riflessologia questo corrisponde all’intestino. Molto interessante. Ho stoppato per altri tre giorni. Ho rimesso dentro del formaggio, stesso effetto, controllato anche sotto al piede. Quindi è chiaro. Già lo sapevo ma è chiaro. Bella scoperta, mi direbbe Arnold Ehret, ma un conto è studiarli questi grandi, un conto è sperimentarlo su se stessi credo.

 

Mi mancano molto le lezioni con Naomi Milne, riprodurle da sola a volte non è semplice.
Al contempo, credo mi abbiano aperto il cuore e questo conta, perché pare resti nel tempo.
Stiamo parlando di farne anche in video, è stata una buona idea la sua, appena si attrezza con Skype, provvederemo.

 

 

Nel frattempo mi è venuta questa bizzarra idea di farne una qui, di lezione di movimentoterapia e danzaterapia, con tale Fernando Di Battista che mi ha accolto nel suo studiolo, gli ho spiegato il discorso che stavo facendo con Naomi (uscire dall forma per rientrarci più fluida). Quando qualcuno entra nella tua stanzetta tu dovresti scomparire. Tu che insegni, tu che veicoli, tu che. E invece lui è rimasto con la sua folta presenza a gambre incrociate, un piccolo riscaldamenti per ristare dentro al copro (Ora muoviamoci come alberi suuuuu suuuu nel cielo – giuro ho fatto tanta fatica, mi veniva da ridere a oltranza).
Lui a gambe incrociate, mi suggeriva con voce profonda e impostata, ogni tanto controllava l’orologio, non si sa mai.
Ha messo un po’ di Gotan Project, ha messo un po’ di musichetta afro.
Io alla fine mi sono mossa, mi sono autodivertita, ma mi mancava l’aria.
Alla fine mi ha fatto sganciare 50 euro e mi ha salutato chiamandomi Lucia.

Premetto che al telefono ho insistito più volte per capire quanto venisse una singola lezione: Poi vediamo, poi vediamo. Mi è stato risposto più volte.
Questa cosa all’estero non mi era mai capitata.
Ho tenuto duro sullo sganciare quei quattrini perché non credevo li meritasse, c’è stato una specie di ricatto implicito (se torni con costanza saldiamo poi alrimenti se facciamo una volta tanto saldi ora e poi vediamo. Saldi ora. Salda ora. si è fatto deciso perché era chiaro come fossi insoddisfatta, non so fingere); siamo giunti a un punto di tensione per cui glieli ho lasciati come si fa con chi non stimi per niente.

Su questo versante il ritorno in Italia continua a deludermi, mi sembra ci sia sempre una possibilità in più di prenderla nel culo, scurrile ma ci vuole.

Uniche due eccezioni, appunto, Pace e Pozzato.
L’intervista a Silvia Pozzato e OLIT leggetela se volete capire perché ho rispetto verso la strutturazione di questo metodo cui è giunta una donna con una ricerca sincera nel cuore e nei muscoli. L’addominale è forte, le transizioni sono importanti, l’allungamento è dinamico, la mente sintonizzata in quella zona che molti chiamano zona alfa, la stessa della meditazione zen. 

Sento che stretching e addominali, per dire, andare a correre, il movimento in acqua, studiare l’anatomia e la fisiologia, saltare la corda sono tutte cose funzionali a un corpo sveglio, pronto per la pratica del taiji. Sento che le due cose non vanno l’una contro l’altra. Al ritorno dal New Mexico la mia pressione oculare era alta e il ritmo ormonale sotto stravolgimento. Potrebbe essere la carne che hanno in USA, potrebbe essere la mancanza di un esercizio aerobico forte (sono andata a correre poche volte, era un caldo rapace). Entrambe queste cose, al mio ritorno, si sono trasformate in ulteriore studio.

 

I giorni sono una continua variazione e un raggio di luce bianca non si dà sia visibile forse.
O ci vuole un prisma che la renda visibile.

 

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21 marzo 2012 – Giornata mondiale della poesia

 

Ekalix abbraccia totalmente la Giornata mondiale della poesia istituita dall’UNESCO nel 1999.
Città per città, cosa accade, cosa fanno i versi, la poesia non l’abbiam persa, è immensa.

 

Immagine | Adriaan Garritsen

Immagine | Adriaan Garritsen

 

Radio3 dedica l’intera giornata alla poesia, questa informazione le precede tutte, perché questo canale Rai non ci delude mai e noi ne siamo assetati come fossimo in pieno deserto.

L’Aquila: manifestazione in versi, con la speranza di far rinascere la città dalle sue macerie.

A Varese l’Associazione Estro-versi organizza Sono nata il ventuno a primavera, il 21 Marzo alle ore 20.30 presso il Centro Gulliver. L’evento sarà un omaggio alla poesia e alla poetessa Alda Merini, nata proprio il 21 marzo 1931 a Milano (foto: Infophoto). Sarà proposto un reading interpretato da poeti, scrittori e attori del territorio varesino il tutto accompagnato dal pianoforte del musicista Kingsley Elliot Kaye.

A Vicenza è Dire poesia 2012, la rassegna di 10 incontri che si articolano dal 21 al 13 giugno, con poeti contemporanei in luoghi d’arte giunta alla quarta edizione. La rassegna si avvale delle collaborazioni con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, con la Cattedra Manuel Alegre dell’Università di Padova, con il Festival Biblico, con Vicenza Jazz, con il festival Libriamo e con l’Officina arte contemporanea di Vicenza, da sempre colonna portante della manifestazione.

A Milano mercoledì 21 marzo dalle 12 alle 14, in 9 biblioteche rionali delle 9 zone di Milano, alcuni attori leggeranno le poesie di Alda Merini e Antonia Pozzi accompagnati da musicisti del Conservatorio; alle 20.30 alla Casa Museo Alda Merini l’attore Giancarlo Giannini leggerà alcune poesie della grande poetessa con la partecipazione di Elena Ghiaurov, Orazio Sciortino al pianoforte, Stefania Fiandase che danzerà su coreografie di Roberto Fascilla, e Roberto De Gennaro per la regia di Manuel Serantes Cristal.

A Roma: Noi abbiamo Dante 2012, mercoledì 21 marzo alle ore 21.00 presso la sede dell’Istituto Nazionale Telematico e del CIMA – Centro Italiano Mappe dell’Apprendimento di Battaglia Terme. Per il tributo al Sommo Poeta l’attore Damiano Fusaro reciterà e spiegherà i passi più famosi della Divina Commedia, accompagnato dal Maestro di flauto traverso Roberto Bevilacqua e dalla poetessa Manuela Stocco.

A Lecce: l’anniversario della morte dei tre poeti Dino Campana, Walt Whitman e Carmelo Bene

Il comune di Belluno vuol ricordare Dino Buzzati e Beniamino Dal Fabbro.

 

A Caserta c’è “21 poesie per il 21 marzo“: centomila segnalibri poetici saranno lanciati da un aeroplano su tutto il centro della città. Con 21 poesie di grandi autori di tutto il mondo, da Jorge Luis Borges fino a Charles Bukowski, Edgar Lee Masters ed Erri De Luca, passando per Lucio Dalla con la sua poesia “Le Rondini“.

A Venezia: allo SpazioEventi al Casinò, oggi alle 18:00, George Elliott Clarke, autore canadese, e Paolo Ganz, il bluesman veneziano all’armonica (e voce) accompagnato alla chitarra da Ale Voltolina.


A Firenze la compagnia teatrale “Chille de la Balanza” organizza l’incontro/flash mob “Ti regalo una poesia” alle ore 18.00 all’ex Libreria Martelli. In questa sorta di flash mob, tutti sono invitati a portare con sé il proprio libro preferito di poesia e 10 fotocopie di una breve poesia da leggere nell’occasione (foto: Infophoto). Una copia di tutte le poesie sarà attaccata alle vetrine dell’ex libreria, chiusa dallo scorso settembre: al suono di una campanella, lettura collettiva contemporanea delle poesie prescelte

Per chi fosse, per qualche strana ragione, in Spagna: La Biblioteca Nazionale di Spagna, a Madrid, ospita per la prima volta una maratona poetica per la celebrazione della ricorrenza.
Poeti, editori e amanti della poesia oggi pomeriggio dalle 17 alle 19.30 saranno nel Salon de actos della Biblioteca madrilena per la lettura e interpretazione di testi poetici da loro scelti. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

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Poesia/Primavera

Ce ne concediamo alcune, la prima parte si dedica solo al grande, immenso, oceanico Dante Alighieri.
A seguire, carrellata.

 

Tu mi fai rimembrar dove e qual era
Proserpina nel tempo che perdette
la madre lei, ed ella primavera”.
Come si volge con le piante strette
a terra ed intra sé donna che balli,
e piede innanzi piede a pena mette,
(PURGATORIO – CANTO VENTESIMOTTAVO vv. 49 e segg.)


Quelli ch’anticamente poetaro
l’età dell’oro e suo stato felice,
forse in Parnaso esto loco sognaro.
Qui fu innocente l’umana radice;
qui primavera sempre ed ogni frutto;
nettare è questo di che ciascun dice”.
(PURGATORIO – CANTO VENTESIMOTTAVO vv. 139 e segg.)


L’altro ternaro, che cosí germoglia
in questa primavera sempiterna
che notturno Ariete non dispoglia,
perpetüale-mente ‘Osanna’ sberna
con tre melode, che suonano in tree
ordini di letizia onde s’interna.
(PARADISO – CANTO VENTESIMOTTAVO vv. 115 e segg.)


E vidi lume in forma di rivera
fluvido di fulgore, intra due rive
dipinte di mirabil primavera.
Di tal fiumana uscían faville vive,
e d’ogni parte si mettíen ne’ fiori,
quasi rubin che oro circunscrive.
(PARADISO – CANTO TRENTESIMO vv. 61 e segg.)

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Momento


Rampicanti in fiore
Giocano col vento
Primaverile.
Rondini si dondolano
Nell’aria serale.


(Wei Li Bo)

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Primavera brilla nell’aria


Primavera d’intorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
sì che a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli, contenti, a gara insieme,
per lo libero ciel fan mille giri,
pur festeggiando il loro tempo migliore.


(G. Leopardi)

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E’ dolce primavera


Alla selve,alle foglie dei boschi è dolce primavera;
a primavera gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
Con piogge fertili
E acende ogni suo germe. Gli arbusti risuonano
Del canto degli uccelli, i prati rinverdiscono.
E i campi si aprono: si sparge la tenera acqua;
ora al nuovo sole si affidano i nuovi germogli.

(Virgilio)

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Primavera

Sarà un volto chiaro.
S’apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra….
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.

(Cesare Pavese)

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Prima di primavera

Prima di primavera ci sono dei giorni
che alita già sotto la neve il prato,
e sussurrano i rami disadorni
e c’è un vento tenero ed alato.

(Anna Achmatova)

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Un giorno mi sorprese la primavera

Un giorno mi sorprese la primavera
che in tutti i campi intorno sorrideva.
Verdi foglie in germoglio
gialle rigonfie gemme delle fronde,
fiori gialli, bianchi e rossi davano
varietà di toni al paesaggio.
E il sole
sulle fronde tenere
era una pioggia di raggi d’oro;
nel sonoro scorrere del fiume ampio
si specchiavano.

(Antonio Machado)

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Primavera

Le sementi, disgelandosi, manderanno
fuori i loro germogli; questi ingrosseranno
nella terra; dalle vecchie radici verranno
fuori germogli nuovi, e gli alberi e le erbe
cominceranno a crescere. Gli orsi, le talpe
usciranno dal loro torpore; le mosche e le
api si sveglieranno; le zanzare nasceranno e
le uova dei pesci si schiuderanno.
L’aria scaldandosi, si innalzerà, al suo
posto verrà l’aria fredda e il vento soffierà.
Le nubi saliranno…
Chi farà tutto questo? Il sole

(Lev Nikolaevic Tolstoj) 

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L’inverno è ormai passato

L’inverno è ormai passato,
l’epoca delle piogge se n’è andata.
I fiori sono apparsi sulla terra
Ed in questo momento è primavera.
E’ tempo di cantare.
La voce della tortora è nell’aria,
e il fico ha messo i primaticci teneri:
le viti in fiore mandano profumi.

(Cantico dei Cantici)

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Fiera del niente – Le abolizioni

 

 

Villa Redenta - Spoleto

Villa Redenta - Spoleto

 

- Si può respirare qui? -

- Si deve. – rispose alzandosi di scatto.

Si guardarono poi per lungo tempo.

- Non mi va che mi leggi, smetti.-

- Ti leggo già, mi leggi già. Siamo maledette e inutili. -

- No, dobbiamo spargere le nostre maledizioni tra gli umani. Questa l’utilità.-

- Solo il tuo cercarmi mi abilita al mondo. M’annoiano gli umani.-

- Aboliamo le stagioni, allora! -

- E sia! Tutto cade per gli umani e molte cose li fanno cadere, anche. Aboliamo la caduta. –

 

- Va bene, madonna mia. Cos’altro? -

- La poesia. -

- Abolita già, tu dimentichi, in questo son bravi. -

 

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