E’ che Roma è così, capito?
Scendi dal treno, allunghi il passo, che ti porta oltre la fermata metro che dovresti prendere.
Allunghi ancora e quando il peso della borsa si fa sentire ti dirigi verso la fermata più vicina al punto in cui sei arrivata.

Ma intanto, di lontano,
una musica elegante e brutale assieme.


Ma che fanno?
Mica staranno ballando il tango a Piazza Vittorio?




E invece sì.

Ballano proprio il tango a Piazza Vittorio.

E i visi sono schiacciati, la maggior parte di loro sta ascoltando l’altra persona con cui balla, sta aderente col viso, fregandosene di te che guardi.
Piazza Vittorio diventa la palestra di ognuno di loro, la palestra o la sala da ballo di sempre.

E tu che stai guardando non esisti.

Splendido. A NY mi è capitato di trovare esattamente l’opposto. Quel mettersi in mostra sempre e comunque.
Ma è proprio così, questi ballano il tango e tu non devi da ruppe er cazzo.


Ma questi ballano il tango per davvero, limortacci

Ma questi ballano il tango per davvero, limortacci



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