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Sudare

 

Immagine | Adriaan Garritsen

Immagine | Adriaan Garritsen

 

Abbiamo davvero parlato a lungo della morte dopo che sei morto. 
Abbiamo davvero potuto esplorare, anche con gli altri vivi, dico.

 

La pena del vivere è una vecchia donna 
che sembra una mucca con parrucca bionda, 
se ne sta sempre tra letto e televisore 
e si sgraffigna la pelle 
poi ci passa i fazzoletti impregnati di profumi chimici.

Si gratta talmente tanto 
che le esce il sangue dalle pustole. 
Ha le password di ogni umano dentro alle scarpe 
e le cifre per aprire tutte le valigie dei viaggiatori.

Questa è la vita vissuta come una pena, senza leggerezza o ironia.

 

L’ansia di vivere è un uomo castano 
con la forfora 
che parla veloce e ha gli occhiali da vista 
come fondi di bottiglia 
e apre con le sue unghie lunghe, sudice sotto, 
apre tutti i lucchetti del mondo 
e non dà pace nemmeno agli animali, 
quando li incontra per strada, parla di continuo.

 

Non sono arresa. 
Non sono lesa. 
Ti dico che non sono offesa.

 

Non voglio passare tempo 
con quelli cui fa schifo il mondo ora. 
Solo alzandosi ogni giorno lo civilizzano meglio.

 

Di amore e morte vale la pena di dire. 
Bevendo e lavorando duro. 
Non interrompendo la danza.

Sudando

(San Francisco, 6 novembre 2011)

 

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Decidere è atto di chirurgia. Estetico, nel migliore dei casi



Immagine | Adriaan Garritsen

Immagine | Adriaan Garritsen




A un certo punto le mani saranno come di pasta, pasta frolla. E la vita dirà nulla. A un certo punto starai sul terrazzo senza mangiare more, solo pensando di mangiarle. E ti inonderanno chiamate di persone interessate ad abitarti e tu risponderai cordialmente, dirai che il letto è come il baldacchino che D’Annunzio s’era fatto preparare nel suo mausoleo, che il letto è come la vita: una preparazione alla morte.
Fatta essa stessa, la vita, – ovvero il letto – di piccole morti – ovvero gli orgasmi.

Ma, senza tristezza. Lo dirai agli aspiranti coinquilini senza tristezza. O sarà solo un velo.

Lo dirai con quegli occhi che fanno le pieghette al lato, stringerai le chiappe e strai dritta con la schiena, sperando che non piova.
Io ti penso sempre infinitamente, cercando il silenzio de giganti e gli scarti di tutte le donne che si sono fatte liposuzionare. Mi chiedo ora, per la prima volta, dove vada quel grasso in eccesso. Una lucertola mi leggerà la mano e ci passerà sopra con il talento delle lucertole.

Che le vostre destinazioni di vacanza, le vostre mete di relax
siano
poco
mortificanti.

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