Forse l’unico modo per liberare le gambe è potenziare la parte addominale.
Può darsi che il tempo possa non essere solo il tempo liberato da.
Con molte probabilità ti farò un regalo e, semmai ti venisse la voglia di ringraziarmi, dovrai fare finta di avere le branchie e non saper parlare.
Ci incontreremo di nuovo sott’acqua e sarà bellissimo.
C’è ancora molto da rendere sacro, non finire tra quelli che non se ne rendono conto.
L’impossibilità apre quasi sempre una possibilità. Forse.
Arriverà un giorno che lascerai tutto per noi. Non guardando i tuoi occhi, saprò leggerli meglio.
Non vedrò noia, non vedrò spettri di noia, non vedrò accuse, testi scritti di fretta, occhiate che veicolano altri messaggi.
O forse non arriverà mai per me e per te, per te con me.
La sintonia tra gli esseri umani è una combinazione selvaggia,
va oltre le parole che non abbiamo bisogno di dirci e infatti non so perché ce le diciamo.
Lascerò un violoncello al lato della tua porta d’ingresso e lo suonerai solo pensando.
Ogni tua riflessione farà risuonare melodie differenti e scatenerà nell’aria quella cosa che nessuno ha mai provato.
Appena il cielo manderà pioggia, noi avremo bisogno di cercarci nel mondo e abbracciarci semplicemente.
Abbracciarci semplicemente.
O forse il violoncello resterà lì a marcire. Non avrà più compattezza, sembrerà una spugna.
Merda di topo, ragnatele con ragni e masnade di tarli lo abiteranno.
E io mi chiederò dov’è che sei nel mondo e perché non rispondi all’abbraccio.


