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Ananas per cena

 

Immagine | Oh, the seaImmagine | Oh, the sea

 

Il cane l’ha morsa ma era un cane piccolo e prepotente e più che mordere sembrava pungesse.
Lei si è piegata in due dalla risate per quell’improvvisa bestialità da una creaturina tanto piccola. Ed è stata comprensiva.  

 

Non capita spesso di sentire donne che palesano il loro desiderio. Che dicono di avere un desiderio forte.
Lui ha chiuso la macchina una volta poi ha dimenticato e ha dovuto riprovare. Succede così quando uno è con la testa per aria.

 

Hai detto che queste rose stanno sbocciando con una forza inesorabile e piena e io ho pensato che le rose sono il contrario delle convinzioni. E delle cose che si  sedimentano , in generale. Ti auguro di vivere qualcosa che ogni giorno sbocci. Abbine cura, abbine rispetto.

 

Non metterò paura tra me e quel muro su cui si arrampicano i giorni.
Sai che in alcune culture noi non siamo così accoglienti?

 

C’è l’ananas vicino alla finestra, l’ho lasciato per cena.  

 

Dimmi da quando va avanti questo pensare che le persone siano adattabili a come tu in persona disintegri la tua medesima vita.
O non dirmi nulla, non conta.
Ma le cose non sono mai fuori, sono sempre dentro.

 

Se scopri da dove vengono i sentimenti che travolgono, dimmelo, li prendiamo e li portiamo davanti a uno dei saggi. 
Glieli disporremo sul tavolo e lui li esaminerà tutti. 
Chiederemo se hanno ragione d’essere o se davvero tutto deve sempre mantenere un andamento calibrato.
Se non vorrai chiedergli altro, andrò io, con la mia domanda sul nutrimento che si dà alle illusioni.

 

Ho sentito la porta che si chiudeva e ho capito che il saggio non esiste.
O comunque uno lo assimila dentro sé solo dopo passi continui e colmi di passi più piccoli.

Il saggio è la matta.  

 

Sviluppa la visione.

 

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Sono entrata nella stanza e tutto è stato subito chiaro

 

 

Somewhere in Barcelona

Somewhere in Barcelona

 

Vivacemente andare verso la morte bene diceva Bene Carmelo quando quel giornalista gli chiese perché di Pinocchio aveva detto essere una storia sulla morte. “Mi scusi, perché non è forse un andare vivacemente verso la morte, la vita?”.

Del genio prendi il ritmo.

Metti le mani sulla pelle di chi vuoi e trova il tempo per dirti le connessioni.  

 

Chiudeva gli occhi lavando i piatti. 

Qualcuno che incontrerai lo conosci già da tempo.
Le cose stupide che abbiamo detto nei giorni andati mettiamole in qualcosa che mangiamo e ricaghiamo. 
Se sogni, scrivimeli sulla pelle i tuoi sogni con inchiostro del colore che vuoi, al mattino me li rileggerai sopra la cute dormiente. 
Poi mi sveglierai e ci chiederemo se il risveglio è tale davvero, passeggeremo come per darci pizzicotti verso il reale. 

 

“Baciami se ti muoio tra le mani, baciami subito, prendi quel respiro finale che ti aprirà ancora di più il cuore. E non piangere per me. Piangi per l’alba e il tramonto. Mi ritroverai lì sempre.”

Quello che è sconnesso lo riconnetti e lo integri saltando sui tuoi piedi almeno dieci volte. 

Se avrai bisogno di una coperta ti offrirò del tè e se avrai bisogno di una frase sussurrata preparerò una candela. 

 

“Baciami se ti muoio tra le mani. Poi toccami le ginocchia che hanno sostenuto tutto il peso.”
 Ti prenderò in braccio e mi sentirò la carne tratteggiata da un Caravaggio. E i tuoi muscoli non saranno rigidi subito, saranno ancora caldi e pronti allo scatto, lo scatto verso l’alto che è basso. La pancia mi sarà come di linee di un Pontormo e tutta la pietas si scaricherà al centro caldo della terra.

 

Le nuvole parleranno a  distanza con i fiori e i colori della frutta mi lasceranno sempre sbalordita, spero, anche dopo la tua dipartita.

 

 

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Alla fine del tempo c’è la o

 

 

La predizione del tempo che sembra debba finire in questi giorni e se il tempo finsice cosa comincia amore mio, comincia il temporale? 

O alla fine del tempo c’è la o e basta, come quando con la penna in bocca mi hai guardato – era un giorno di cui forse non hai memoria – e spostando gli occhi hai detto: “Vieni qui.” ma l’hai detto così teneramente che si devono essere spostate delle stelle. 

Alla fine del tempo c’è la o.
L’ho pensato guardando il fruttarolo stamattina, mentre sorrideva passandomi una varietà di cachi che non conoscevo.

Lascia che sul tuo corpo lavorino i giorni e non prendere troppo sul serio l’equilibrio.
Le sensazioni con cui non so fare i conti credo siano simili a qualche specie di nervo che si apre sottopelle come radici.
Qualche nervo che mette radici o se le riprende.

 

Al formicolìo delle gambe si unisce una qualche forma di mese che per ognuno di noi è più dura, sempre più dura.
Transizione e preoccupazione e non centro.
E tutto questo, mi viene detto e leggo, si può trasformare.

Tutte le cose semplici che posso fare in una giornata corrispondono forse a quelle che nel labirinto si pensano e basta, nel labirinto delle intenzioni. Mi hai chiesto di insegnare un modo agli umani, disse il profeta. Ma il profeta è ubriaco e si rotola ai lati del supermercato. Mi hai chiesto di curare le piaghe, ribadì la curandera. ma la curandera fa le carte all’angolo del negozio di biancheria e nei suoi occhi vedi una specie di chimera d’Arezzo che si rotola disperata.

Mi hai chiesto di farmi da parte, ha detto l’amante.
Le mani si cercano, certe mani si cercheranno per sempre.

 

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Grandi panze. (Punto).

 

 

Il caffé mi fa sudare, tutto mi fa sudare, i vermi nel barattolo mi fanno sudare, il muscolo zigomatico mi fa sudare.
Avevate appena mosso il corpo in un certo modo e subito avete lasciato risalire il bisogno di veleno ovvero zucchero e con una grossa brioche
vi siete catapultate nel posto più burroso di Londra, spaparanzate sulla poltrona, con la pelle olivastra e i capelli stupendi.
Mentre uno scrittore – ma con la faccia di un pianista – ha preso a guardare oltre i vetri, oltre i passanti, oltre gli organi, oltre gli edifici, oltre le ruote delle biciclette e i ristoranti indiani. 

 

Avevo come un senso di morte, quando ti incontrai all’inizio, oh vita.
Pare che crescendo le cose si rovescino. 

 

Sono fatte di carta straccia le promesse di chi è sempre sul punto di attaccare.
Si può essere morbidi e leggeri anche mentre tutto crolla, me lo ha insegnato bene un mago strano e alto. 

 

La piccola e bassa signora con la borsetta rossa che passa sulle strisce pedonali stringendo le chiappe somiglia alla donna frigida che non vorresti mai diventare.
Lungo il canale, passeggiando lungo il canale, si è incontrato un ubriaco che aveva tutte le risposte alle cose, qualsiasi cosa. 

 

E tu gli hai domandato, tra tutte le cose che si potevano chiedere, tu gli hai domandato proprio quella:
Il grasso addominale è davvero quello più pericoloso di tutti?

 

Lui ha detto, senza staccare gli occhi da terra, come una Pizia provata dei muscoli del collo, come un oracolo coi peli sotto alle ascelle:
Quello viscerale. Pericolosissimo.

 

Poi le nuvole si sono messe a suonare il piano con le loro lunghe dita che sono gocce di acqua e il vento ha fatto sbattere porte e rotto vetri.
Tu mi hai detto:
Non preoccuparti, la roccia è dentro alla pancia, la luce nel cuore.
Non preoccuparti. Continua a onorare i morti.

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