Articoli con tag elisa cappelli

Soqquadro




Immagine | Ida Macondo

Immagine | Ida Macondo



Soqquadro sorride meschina 
a tutte le banali altre parole, 
che han bisogno di una ccù con una cci dietro. 

Questa è una dichiarazione (woah!) d’amore
e tu sei la mia cosa che mette a soqquadro tutte le altre. 


La mia cosa che non controllo e nemmeno mi controlla. 
L’imprevisto, la resa, ma una resa piena d’attacco. 

Incivilizzabile, pienamente potente. 

La mia cosa scorretta come un brigante e delicata come un galantuomo o una dama,
ostinata come certi uomini che lavorano con le mani o hanno fatto la guerra. 


I tuoi occhi capaci di tutto. 


Auguro soqquadro a chiunque si dica umano, 
perché riempie di deità, 
fora il pensiero e
la ragione diventa un grosso Lerdammer olandesissimo 
che riempi forse con nuvole e tatto. 


Ne esci con fluidità pari al metallo 
e un rivestirsi repentino
alla luce di treni e all’alba di traslochi. 


Un’apertura spasmodica verso la possibilità. 

Un modo di morire affatto rammollito,
e quindi un modo di stare in vita
che lascia l’universo rintronato. 


La mia cosa coricata sui viaggi, 
le mie labbra come dita furiose che sfogliano 
cercando il codice tra tante formule, 
il codice della tenerezza 
coniugata a curiosità e un certo qual modo spontaneo 
di stare in vita e quindi morire.


I tuoi occhi capaci di tutto. 

Mi sdraio come una donna.
E le spalle ti cercano complici. 
E come una manata di cellule impazzite,
la notte nera sta nel letto ma non del tutto, piena di elettricità

Mi sdraio da donna sui tuoi occhi capaci di tutto. 


(Immagine | Ida Macondo)


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Dessertatrici come noi



Dessertatrice all'opera

Dessertatrice all'opera




In forma di braccia sembrerebbe avere un prolungamento molto utile, quello del cuore.
La sera prima ha riversato grande stress sui figli e la sera dopo ha mangiato biscotti, 8 tutti assieme, per fermentare amore.
La sera dopo ancora ha provato a farsi bella per lui allo specchio. Il rossetto era vecchio.
Qualche sorrisino inattivo, qualche ciocca rimandata indietro.
Qualche strap di pelo.
Ma non c’è riuscita, nulla da fare.

Poi la mostra, la foto, la mostra, il muratore che la fischia e il nervoso si fa sentire di meno.

Come ci vuole l’ironia (10 minuti al giorno, dosi a salire quando arriva l’inverno),
l’atarassia (esercizi in serie, specie di fronte ad atti di prepotenza).

Appunti per il futuro:
PREPARARE UNA TORTA DI MELE AL PRINCIPE AZZURRO.

Spargerci sopra non alchermes ma gocce di mestruo,
non zucchero velato ma perle di sudore,
non gocce di cioccolato fondente, ma pallettine metafisiche delle volte in cui avresti voluto, ma qualcosa ti ha bloccata.
I gradi di cottura saranno la somma degli orari in cui l’aereo arrivava e lui non c’era.
Il tempo di cottura lo daranno le durate degli abbracci repressi. A segnalarlo, gli allarmi di sveglie volutamente ignorate.
Andrà disposta su un centrino ricamato da mani che hanno pianto sul viso.
Il piatto sottostante sarà rigido come certe porte in faccia.


Come strumenti di lavoro sulla torta,
avrai un vibratore e aogni vrr vrrr riporrai sull’impasto il tuo stupore.


Sarai un aperfetta massaia coreografata dalla Bausch,
colorata da Gaudì,
vestita da Coco.

Un bel pezzo di donna ai fornelli, altroché.


La torta sarà avvelenata q.b. per sciogliere il mito dell’amorefeliciecontenti.

Mai misurare gli ingredienti con la bilancia, ma a colpo d’occhio, come a colpo d’occhio ti hanno catturato spalle mani e occhi dell’uomo che passava per strada.
Assolutamente vietato sbattere le uova senza mandare un pensiero a quando il lui che hai amato ti stava dentro, e tu gli hai chiesto di spingerlo tutto, senza sapere che stava arrivando l’orgasmo o giù di lì.

Spremere bene il limone sulle ferite, specie quelle dello spirito.


Azioni da fare con il pensiero, intanto, mentre la torta cresce nel forno:
RIDIMENSIONARE L’AMORE.
L’AMORE E’ UN BACIO DATO PIANO, UN ESERCIZIO DI ANIME CHE COZZANO,
UNO SPAGHETTO CONDITO D’ASSURDO,
DOVREBBE ESSERE COME QUANDO ANNUSI IL LIBRO E TI PIACE.
NON E’ ALTRO.
Non frasi sottese, non e-mail lette perché “era lì e proprio non avrei potuto fare altrimenti”, non psicorobe represse.

La torta, torniamo alla torta.
La crema, per non farla impazzire, mentre la girate, mandate a memoria qualche battuta da “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” o canticchiate La vie en rose.
Se non si arriva allo scaffale degli altri ingredienti, prego, creare una pila di frasi fatte e sovrapporla a quella degli inutili “bene, grazie” dopo i facili “come stai?”.


La torta c’è da dividerla in 4 grandi spicchi, nel nome delle frazioni che vi riuscivano più o meno bene:


1 fetta per l’ultima storia vissuta
1 fetta per tutti i panni stesi dopo la lavatrice
1 fetta per l’altalenante autostima
1 fetta per le risate e il caffé al mattino


Da servire calda.

E se l’avvelenato ancora respira,
prego, procedere con trielina.

E dopo tutto sarà bianco, neutrale, stanco e pronto.

Tutto sarà pronto. Per essere vissuto.


Elisa Cappelli

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Noi ci portiamo dentro il cromocaso




Immagine - Adriaan Garritsen

Immagine - Adriaan Garritsen




Scrivi mi dicevi sempre nella luce bianca di non so cosa
e parlavi del sesso senza metafore come piace a noi
parlavi non di accademia ma di corpo
gracchiavamo non di tessuti ma di panni sporchi
quelli che mi dimentico di tirar via.


La nostra influenza stagionale è entrare a contatto con chi solo parla
di fare la spesa e truccarsi bene.

E però.

E però ci eravamo detti di essere sempre veri, amore mio.
C’era tanto a  far da vela e leva.

Non crediamo nei dipartimenti del farmaco e nei lettini di un laureato
che devi pagare perché ti ascolti.

Nessuno ha mai pensato che sarebbe stato facile.
Forse solo i colori senza gradazione pensano sia facile.
Le tinte uniche.


Noi invece siamo pieni di sbrodolii cromatici.


Oh, noi, noi ci portiamo dentro
tutto il cromocaso.


Non ti amerò mai senza quel mistero del non parlarsi e dirsi tutto. Quello non perdiamolo.
L’intestino è una pasta incollata contro la pentola,
tutto mi trova vulnerabile e attiva.
Tutto mi prende il respiro
in forma di fionda contro i polmoni.
“Lasciami solo tregua” s’è detto. “Solo un attimo.”
Deglutire come infravelenopapille e burrasca ormonale.
Miscugli di fori.


Con buona dose di eleganza mi ritiro sentendoti la bocca stanca e niente sudato.
Se niente ti suda per me,
saprò che il nostro tram non ha quel nome
e a poco servirà il burro
che avevo per provocarti lasciato sul pavimento.



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DROME magazine – N.17 – TEMPO / TIME


DROME si definisce The contemporary art magazine based on integrity and visions.
Si tratta di una rivista a periodicità trimestrale, ogni articolo lo trovate nella lingua di Dante e in quella di Shakespeare.

Il N.17 è dedicato al TEMPO.




DROME magazine - N.17  - Tempo / Time

DROME magazine - N.17 - Tempo / Time





Le Prélude porta in calce la firma del direttore responsabile ed editoriale Rosanna Gangemi,
che scansiona il tutto in una introduzione, una maledizione, una rivelazione e una devozione in forma di ricordo.
La Woolf troneggia sopra.

Segue un countdown tra ingranaggi dal paese delle meraviglie e non di Silvano Manganaro, che più in là ci presenta anche David Claerbout.


I – NEWS FOR THE NEAR FUTURE

Léopold Rabus è strano, mette insieme cervi e personine, legno e ricordo, divani e motoseghe, bei paesaggi, bei paesaggi, bei paesaggi che dentro ci vedi quasi l’inquietudine e il cinismo di un certo tipo di effettiva bellezza. Ce lo presenta bene Micol Di Veroli, che, qualche pagina più in là, insieme a Costanza Baldini, ricompone frammenti di vita di Fiona Tan e le sfodera tre domande più che dense.

Twisted Identities, visioni distorte, glitterate e corpose di Lea Golda Holterman, artista visiva che vive tra Tel Aviv e Berlino

Ed Templeton di Daniele Fiacco; accelerazioni, scatti veloci che pure la velocità la catturano e simultanei si vanno a ficcare in qualche sensazione di chi guarda.

Time out lo scrive Gabriele Tinti, personaggio interessante tra arte e muscoli, arte dei muscoli e tendini metafisici-lirici per legare assieme le due cose

Portfolio by Janine Gordon + Giuseppe Gabellone
Paride Petrei
visto da Marco Antonini

Sul tempo della performance di Franco Rella, filosofo, docente allo IUAV di Venezia

DV8 / Con il corpo deviare il tempo, su danza, tempo e corpi-visioni nuove scritto da Elisa Cappelli


In cinere ignis interessante e oracolare, dal Dipartimento di Arte e Propaganda
Evelina Dominitch e Dmitry Gelfand
passati da occhi e mani di Yu Tse-Li e Gabriele Feleppa
Vincenzo Latronico, scrittore interrogato da Barbara Mattei


II – IN MEMORIAM

Andrea Chiesi inspired by DROME
Christian Boltanski squisitamente, degnamente presentato da Amélie Pironneaud
Urs Lüthi
, ce ne mostra intenti, continuità, perire-divenire la penna di Elena Florin
Anja Kirschner & David Panos / Miler Lagos by Marianna Liosi


Il ricordo personale, che è uno “slaam, fulmine, bagliore accecante”, del Prélude emerge tutto in La guerra da polso di Uccio Sarcina

Les cahiers intempestifs, Venezia in odori e pezzi di cose viste e non e un “tempo che ha bisogno di eternità”, di Yuri Elena

Paola Prestini, compositrice e performer, presentata da Augusto PetruzziMarithé + François Girbaud, ce ne mostrano ricerche e rivoluzioni le parole di Tea Romanello-Hillerau

I’m onehundredsixtyyears old, I’ve seen history unfold di Rachel de Joode


III – FROM HERE TO ETERNITY

Portfolio, Nathalie Daoust – Frozen in time, Switzerland

Spiral Tribe, articolo errante e mutevole di Luiza Samanda Turrini

Horiyoshi III , inchiostro ancora e sempre, pelle tatuata quindi per sempre, pelle tatuata quindi da sempre, di Silvano Manganaro, scatti di Mote Sinabel

Melvins , dinosauri punk buoni addomesticati per l’occasione, e nei limite del possibile, da Sada Ranis

Moatti et Rivière di Tea Romanello- Hillereau, con tanto di questionario Proust

Maarten Baas, oggetti in stato di agitazione e collezioni animate messe davanti ai nostri occhi da Antonella Aquaro

D Sign di Valeria Corti
All stars
di Jean-Jacques Maleval

Time for art and fashion, tra effimero ed eterno, di Barbara Polla

The Imaginarium of Alexander McQueen di Sada Ranis

Adeline André, autorità elegante che arriva prima del tempo, precedendolo lo inaugura e corteggia, presentata da Mirella Longo

Anachronismes di Emmanuelle Mafille
Miserum eius cor di Antonio Arevalo
D for life, anche se è tardi è tardi è tardi!


RUBRICHE


Note utili alle sinapsi su Tracklist
Testi in contesti e fuori su Fresh Ink
Linee e lineamenti e nuvolette e tratti su Strip
Mag, periodici svelati in Kiosque
Regie varie ed eventuali, eventually in Digitalvideodrome
Valentina Pugliese incontra Anna Mattirolo e insieme ricreano il MAXXI dentro a Pro found
Mirella Longo e Francesca Cogoni per D tour
Angelo Capasso presenta Orazio Battaglia in Hippodrome
Ci scorta in artealtrove Tamara Lorenzi, in Memento
Note a chiudere, Sada Rains in Syndrome



PUNTI VENDITA

In questo post troverete solo i dettagli circa Roma, Firenze e Milano.
Per l’elenco completo di punti vendita dislocati in Italia e all’estero, dirottatevi su http://www.dromemagazine.com


ROMA    VIA NUORO, 17    DOROTHY CIRCUS GALLERY                                                                                      
ROMA    VIA MILANO, 15/17    PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI – BOOK À BAR                                                                                                                                                           
ROMA    VIA E. ORLANDO, 78-81    FELTRINELLI                                                            
ROMA    VIALE DELLE BELLE ARTI, 131    GNAM – GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA                                                                          
ROMA    VIA MACERATA, 46    IL CORSARO                                                                                            
ROMA    LARGO DI TORRE ARGENTINA, 5-10    FELTRINELLI LIBRI E MUSICA                                                          
ROMA    CAMPO DE’ FIORI, 44    LIBRERIA FAHRENHEIT 451                                                                                        
ROMA    VIA PERUGIA, 4    LO YETI                                                                                              
ROMA    VIA REGGIO EMILIA, 54    MACRO – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA ROMA
ROMA    VIA DELLE MANTELLATE, 16    STUDIO MISCETTI
ROMA    VIA CHIANA, 15    E’STILE

FIRENZE    VIA DEI PALCHETTI, 3/3A    FASHION ROOM FIRENZE                                                                                                                                                              
FIRENZE    VIA CERRETANI, 30-32/R     FELTRINELLI

MILANO    CORSO COMO, 10    10 CORSO COMO CONCEPT STORE
MILANO    VIA VENTURA, 5    ART BOOK MILANO
MILANO    VIA DURANDO, 10    COOP. STUDIO E LAVORO
MILANO    VIA MANZONI, 12    FELTRINELLI
MILANO    VIA UGO FOSCOLO, 1-3    FELTRINELLI
MILANO    CORSO BUENOS AIRES, 33-35    FELTRINELLI LIBRI E MUSICA
MILANO    VIA AMPÈRE, 20    LIBRERIA CLUP SOCIETÀ COOPERATIVA
MILANO    VIA G. GIACOMO MORA, 4-12    LIBRERIA DELLA MODA
MILANO    VIA HOEPLI, 5    LIBRERIA HOEPLI
MILANO    VIALE ALEMAGNA, 6    LIBRERIA SKIRA
MILANO    VIA G. VERDI, 2    NUOVA MILANO LIBRI



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