Sono belli, ti assicuro.
Mi è capitato di sentirli parlare a una cena; ero molto stanca, ma questa coppia catturava tutta l’attenzione. Li ho beccati lì a immaginare che un mondo apre tante chiavi e che la sicurezza dei pensieri traballa quando l’asse terrestre si sposta. Si amano molto ma se lo dicono poco.
Lui per lei ha lasciato “la prima lei”, quella con cui ha messo al mondo tre figli. E tutti lì a dire che lui per quella lì c’aveva lasciato la famiglia, ‘sto farabutto.
Io non lascio la famiglia, lascio te. Non ti lascio veramente, perché tra noi c’è un filo. Ci sarà sempre, tre fili/figli bellissimi.
Clara, la prima moglie, nervosa: Puoi non giocare con le parole anche ora che mi stai lasciando per favore? Puoi fottutamente smettere un attimo di fare il Munari del mio gran cazzo?
Usava sempre quella brutta espressione lì, ma quando la diceva aveva un che di Lana Turner ne Il postino suona sempre due volte.
Lui aveva solo lasciato lei per vivere la storia con Heina, la donna che aveva aspettato per tutta la vita. Pittrice, disinvolta coi suoi capelli bianchi e lunghi e le rughe verticali sulle labbra. Ironica come nessuna, d’una magrezzza delle persone serene, sorridente, tranne quando vedeva gente picchiarsi o che non sorrideva a bambini o che faceva del tutto per non aderire a se stessa.
Lui aveva lasciato Clara perché la donna che si aspetta certe volte viene, quella che non ti ammazza le idee matte sul nascere, quella che ti riempie anche quando ti senti saturo di stimoli. E insieme ti viene voglia di andarci a vivere, vedere se è una che ama le candele, scegliere insieme il divano, mangiare solo quando viene fame, trasferirsi in città, ma in una parte speciale della città, bere vino prima della cena, mentre ognuno legge la sua posta.
Lui aveva lasciato Clara perché certe volte la chiave per leggere il mondo arriva e allora ti esplode dentro la voglia di dire che ti senti dentro tutte serrature che a loro volta danno sul mare, mentre la mente fa pace con ogni altro elemento naturale.
Nessuno però se la diceva così, nessuno dei compaesani che stavano nelle abitudini e radicati nelle cose di chiesa, diocesi e bar Sport e panchine verde smunto. Nessuno in paese la diceva così. Perché nessuno è nell’intimità di altri e perché è bello raccontarla con aneddoti inesistenti e avvelenati, no?
Meglio la zizzania, senti che suono, zizzania.
Immagina cosa hanno detto in paese quando alla Clara è venuto un tumore.
Tu prova soltanto a immaginare.




