Articoli con tag donna

Vastità dentro

 

Immagine | Somewhere near home

Immagine | Somewhere near home

 

Avranno di te anche tutte le foto da giovane, non come quelle scrittrici di cui ti viene da cercare una foto senza rughe ma invano.
Avranno di te anche le cifre che non sai di avere sotto la pelle.
Avranno di te quel sorso di vino che hai preso a bere anche a pranzo.
Avranno di te le lettere e le volte che non hai saputo dire di no a una serata persa insieme a qualcuno che teme il silenzio.

 

Te ne stavi con i fianchi al muro e quel tuo sorriso dolcissimo e deciso.
Dicevi sempre qualcosa di carino ma senza sforzo.
E mangiavi masticando molto lentamente.
Mi parlavi dei sassi che avevi raccolto il giorno prima, me ne parlavi come si fosse trattato di incontri con umani.
Sapevi stare senza preoccupazioni e con gli occhi vivi.
Ce lo siamo insegnati per un po’.

 

La donna della libreria in centro, dicevi, dovrebbe sorridere di più, invece viene quasi paura a chiederle qualcosa.
Ed è vero. “Spiacente ma non posso aiutarla.” ripete da sempre e ancora oggi, quando, dopo aver cercato il titolo del libro nella scatola elettronica, alza la faccia da pesce ingrassato e si fa gli occhi taglienti apposta. So che le avresti dato una carezza, qualche volta. Perché ci sono persone che nascono con le carezze nelle mani e questo è tanto bello. 

 

“Mi manca la vastità.”
Zittendomi con un bacio: “La vastità è dentro.” 

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Vai.

 

 

Immagine | Langa Sbreama

Immagine | Langa Sbreama

 

Senza tante parole la sai fare volare perché hai capito che il sole e il sorriso coincidono, uno li può avere dentro.

Grazie per avermi detto che potevo anche dire niente.
Grazie per avermi lasciata lì sulla spiaggia a fare le mie cose, per il soffio che fai al tuo ciuffo quando ti dico che le mie ossa scricchiolano troppo.  

 

Una certa pietra lasciata sul camino ho pensato fosse lì a ricordarti una sconfitta e tu hai detto che non c’è niente di più difficile di mandare via chi hai amato e forse ti ha amato indietro ma senza prospettiva, senza rullo di tamburi, solo con guizzi, senza pianificazione di giorni sognanti e concreti insieme.  

 

Se cerco tanto è per andare via, ma via dove, se la testa è sempre materia e spirito insieme.
Sai che quando prendo per mano una nuvola noi diventiamo amiche.
Ci sono movimenti di meteore e la terra che dice? La terra parla con le nostre teste e le fa girare. 
La densità del corpo pensiamo ci tradisca invece ci manda messaggi. Sempre.

 

Mi piacciono gli uomini che hanno le spalle molto grandi, aveva detto lei, aggiungendo che non devono essere fisicamente grandi ma devono essere forti da abbracciare non solo una donna. Devono abbracciare la donna nella sua totalità. Cercare di capirla quando è spezzata e comporsi insieme al maschile che la abita. 
Non c’è possibilità di sviluppo senza un sistema che sia proposto su più ante di pensieri, su più livelli di centri.  
A me basta una risata e che non cerchi la di mamma poppata, ti ho risposto circa gli uomini. E abbiamo riso. Anche le mani contano, ha aggiunto qualcuno dal fondo della sala, vicino al camino. 

 

Ti ho visto andare via con una rullata di batteria. E adesso ti lascio andare con una musica che non conosco e va benissimo così.
Vai. 

 

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Eppure saltano

 

 

 

Un uomo senza il dito del piede camminava molto male. 

Un uomo senza la lingua meditava con metodi propri. 

Un uomo senza speranza ballava benissimo nella sua stanza da solo. 

Un uomo con il fuoco dentro non aveva pazienza con i semi dei mandarini. 

 

Una donna cantava una canzone di rivoluzione ma con un nervosismo che partiva dai denti. 

Una donna che non sapeva trovare le parole si rifugiava negli elementi e nelle relazioni frettolose. 

Una donna restava incinta di poesie e nessuno pensava potesse essere possibile. 

Una donna senza quiete tra i capelli sempre andava cercando il suo amante smemorato. 

Una donna voluttuosa metteva le preoccupazioni a pulire casa, mentre lei, restandosene in terrazzo faceva quella che sa le costellazioni, senza davvero saperle. 

 

Non lo sai mai quel che viene fuori. 

 

Ma ci saranno momenti in cui ti prenderò senza sosta la mano e ti dirò che anche essere fatti di carne ha il suo perché. 
Lasciando la luce del giorno passato alle spalle mi dirai quanto costa la notte, ora per ora, che prezzo hanno i rumori del buio.
E compreremo fiori appassiti per vedere come rianimarli. 
E saremo insieme correndo come ghepardi, che da lontano non si vedranno nemmeno le nostre zampe. 
Mi basterà vederti rispondere al mio sorriso col tuo. 
E partiremo senza sosta, nell’agilità e nel rispetto. 
Per le steppe e le plaie e le sabbie e le rocce e le stelle. 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Solo di notte vedeva le luci doppie

 

 

Pic | Adriaan Garritsen

Pic | Adriaan Garritsen

 

Quando tornerai sarai mai il freno dei miei passi. Starai invece nella totale necessità immobile, parlandomi forte dei momenti in cui la vita c’era prima di noi, prima dei dinosauri. Il tramontare delle cose può dare tante informazioni sul respiro, tante che nemmeno immagini. Mi riuscirà difficile descriverti una promessa fatta davanti al fuoco in una parte di mondo dove la chirurgia è ancora l’ultima spiaggia. Ma saprò dirti del pianista di Monaco che ho incontrato in un luogo caldo d’Europa. Una malattia gli aveva infettato le dita per più di tre anni, i medici erano scettici, ma lui su ogni esercizio per riprenderne la mobilità dava l’anima, ogni sera, nella solitudine legnosa della sua stanza. Fino a tornare a suonare, alle 22:26 di un giorno qualunque, dopo aver cenato con sua moglie, una rossa di capelli, gli occhi stanchi ma ancora giovani, un po’ appesantita dalla frutta secca tra pasto e pasto. Era stata una cena semplice, quella sera: purè, piselli e del pane del giorno stesso. E le dita erano tornate a muoversi agili, più o meno.

 

Vorrò ascoltare ciò che hai da dirmi proprio sul pre-dinosauri, dicevo, mi interessa. E rotolandoci in una qualche forma di incontro non borghese, starò a sentire cosa ne pensi delle malattie in generale. Mangeremo bene, mentre un altro ghiaccio si scioglie. 

 

Cos’è intraprendere una risata mentre il giorno si srotola, le molte stazioni del mondo accolgono e vomitano fuori e il fruttivendolo chiude bottega per la crisi?

Me lo hai insegnato tu cosa sia ridere così, non lo sapevo prima. E le molte cose che non sappiamo, le si andranno imparando insieme.

 

Non sarai d’intralcio, tornando. 

Come lo si direbbe a un brachiosauro che mastica la foglia sereno, con gli altri del branco i cui colli escono a cannuccia sulla linea dell’orizzonte. 

 

Ho conosciuto questa donna che fa i punti di qualsiasi cosa, per prendere premi di qualsiasi natura. Quando diventa troppo felice – accade se vince premi simultaneamente da due cataloghi diversi – le esce il sangue dal naso.

Mi dirai se hai incontrato il pugile poeta che ha i muscoli di un cavallo pieno zeppo d’avena. Mi dirai dei due karateka, rinomati seduttori di femmine agli occhi di tutti, che furono ritrovati a rotolarsi insieme sul tatami verde e rosso. Mi dirai di loro due e rideremo insieme. 

 

Non so bene cosa tenga insieme i pezzetti del mondo, a volte viene il dubbio che il mondo non sia fatto a pezzetti, ma a fili di gomitolo. Fili di lunghezza e tessuto diversi. Il gatto obeso che ci gioca muove le sorti. Concorderai con me che l’ipotesi di un muscoloso Atlante era ben più allettante. Ma il mondo va avanti a zucchero e miagolii inutili, c’è da adattarsi. 

 

Ho preso in mano il grande sorriso della divinità egizia che ti aveva sedotto. Gli ho chiesto: “Tieni vivo tutto.” E così sarà, per te, fino alla fine. Non incontrerai mai niente di più grande delle mie mani sulla tua schiena. Per quanto superba possa sembrarti, questa non è una condanna, è il vero.

Perché con la medesima intensità tu mi hai fatto toccare il mondo.

 

Gli angeli di tutte le filosofie e i mostri di tutte le religioni o dei sogni, loro cantano in diverse lingue quando accade quello che può dirsi un Incontro. Un Incontro.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,