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I bivi sono sacri

 

 

Immagine | Adriaan Garritsen

Immagine | Adriaan Garritsen

 

Molti insegnanti di tai chi parlano di denaro.
Molti non parlano che di denaro.
So bene che la palestra come insegnamento è un’entrata fluttuante, che l’Italia è sotto stress e ogni campo ne risente.
Ricordo che le ultime e-mail del caposcuola presso cui imparavo la forma Yang vertevano solamente sul denaro.

 

Torniamo quindi su come fare in modo che l’arte di una vita sia anche remunerativa e al contempo non sia strozzata, ghigliottinata nell’entusiasmo da necessità reali.
Si devono forse allora tenere più strade aperte, ancora non so, sto cercando di capire.

Molti insegnanti occidentali poi sparlano dell’intento da strozzini di quelli orientali. Ne ho sentiti molti di questi discorsi e sperimentati anche sulla pelle in America; se vuoi imparare, sborsa e molto pure. C’è poi una frammentazione di stili, intenzioni, scuole che fa gioco a tutto questo.
Per fortuna non c’è mai una sola via.

In una recente e mail scritta al mio grande amico chiropratico ed erborista Mark Jensen, gli andavo spiegando i punti cruciali per quel che riguarda il mio percorso ora:

- La sottile linea di confine tra un’arte che è marziale ma che è anche terapeutica.
In altri termini, ti insegno a batterti, ti insegno il confronto (dunque sai che potresti soccombere o accusare colpi), ma ti illustro anche come curarti, come dialogare coi tuoi organi interni.

 

- Studiare il movimento in senso anatomico puro ed energetico antico, con particolare attenzione all’orizzonte taoista.
In altre parole, se prendiamo a caso un esempio, il fegato, non è forse ora di iniziarlo a studiare per il grosso filtro che è ma anche come colui che governa attraverso gli occhi e ne determina la vitalità di luce, colui che guarda avanti mentre i Polmoni sono sede del Po, hanno maggiormente a che fare con la memoria.

 

- Unione ed esplorazione tra attività fisica “occidentale” e ginnastica sacra, che sia arte del combattimento come meditazione come qi gong.
Non quindi separazione tra energia e lato fisico, ma unione.
Corsa e meditazione, ché di per sé la corsa lo è.
Nuoto e forma, per lavorare diversamente con la gravità.
L’addominale sì ma consapevole.
Come e cosa proporre agli studenti.
Ora, su questo punto ultimamente sono in netta difficoltà, sto sperimentando sul mio stesso corpo.
Attività che vogliono un dimagrimento funzionale, esercizi di potenziamento e programmi di movimento e dieta che alzano il metabolismo basale, mi chiedo,  come si sposano con recenti esperimenti che rilevano livelli notevolmente bassi nel metabolismo basale dei maestri di qi gong bene addestrati, il cui consumo cerebrale di ossigeno è inferiore di circa il sedici per cento a quello dello stato di coscienza ordinaria e il livello metabolico di noradrenalina è intorno al 60% di quello di una persona non avvezza a regolare la mente e raggiungere lo stato di tranquillità.

 

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Di demoni, tarli ed emozioni

 

 

Immagine | Adriaan Garritsen (China)

Immagine | Adriaan Garritsen (China)

 

 

Dare è  un atto che non è detto tutti vedano.
La cecità intorno però non deve incattivire, perché incattivirsi rende più difficile poi svuotare la mente.

La pratica tutti i giorni la riproduco da sola, sulla forma Legno ho strutturato sia modalità Yang che Chen di realizzarla, per quel punto di contatto iniziale che ho con il Chen.
Del M° Gianfranco Pace ho visto qualcosa che manca in moltissime scuole della dinastia Yang, ovvero:

Rilassato, non molle.
Rilassato, non molle.

E’ raro trovare persone che si battano davvero o tengano la schiena bella fiera, che siano ironici perché vivi nel loro corpo.

 

In molte scuole esiste solo il vociare moscio e lagnoso tra sequenza e sequenza, esibizioni di stanchezza dopo la prima linea, tensioni psicologiche che si allontanavano da una passione profonda per allenarsi, dimostrazioni di presunto qi. Forse disciplina ci vuole e Pace lo vedo comunque basico, non ti monta storie assurde sul qi, non ti vuole vendere un prodotto. Torna al corpo, sempre. Per cui se c’è da seguire una struttura c’è da andare verso quella che ci pare sincera.

Esistono scuole che chiamo “carrarmatiche” (si perde l’essenza, si trascina il pesante carro armato dell’avere abbastanza allievi, abbastanza denaro, abbastanza gente che non si fa più domande) perché non mi piace la sudditanza ma la trasmissione punto.
Tu mi trasmetti, io ti rispetto.
Con Pace si sente molto la sfumatura di kung fu, ma alla fine se prendiamo l’etimologia e il significato profondo siamo sul versante del “lavoro duro”, il rendere sacro tutto questo. La spiegazione dei sapori delle e prime 4 forze non è stata banale, ma ciò che credo faccia davvero la differenza in questo insegnamento sia una verità vera ovvero concreta: si prova con il corpo. Si sente con il corpo, inteso come unione di centri.
La basicità tutta siciliana di Pace (parlo di radicamento a terra) è un bene e lo dice una laureata sul taoismo; si tende meno ai voli pindarici. L’eredità della boxe si vede anche abbastanza, ma ognuno di noi ha le sfumature che si porta addosso.
L’allenamento dello stage con Pace è stato molto bello specie nel secondo giorno: con bastone al centro, salti, allenamento della percezione e training all’imprevisto.
 
Sul versante del qi gong anche ho sentito densità, sebbene in questo Daniel Villasenor sia molto avanti, con 25 anni di studio profondissimo alle spalle e quindi una trasmissione che lo rende molto attento a spiegare ogni volta su quale meridiano si lavora, perché, come, in che stagione. Questa la sua forza, di Villasenor intendo, sebbene sia più concentrato nella fusione dantien/pranayama, asanas catalogati per elementi di MTC.
A volte quando pratico i suoi insegnamenti da sola mi sembra di avere intorno tutti i miei colleghi/praticanti della comunità di Santa Fe ed è bellissimo.
E mi trovo a scoprire che i mesi di studio in NM hanno plasmato qualcosa che resta. Anche questo è bellissimo.
Altre volte non riesco in nessuna di queste cose e mi sento immensamente sola, anche su altri versanti. In questi momenti di smarrimento completo si ha la fortuna di avere degli amici e io ne ho quei 3 o 4 che considero fratelli e sorelle e non so se ci possa essere ricchezza più grande.

Circa i maestri, ognuno forse ha il suo tarlo che è il suo demone che è la sua emozione.

L’esecuzione della forma per me è pregna di qi gong ed è molto modellata sullo yoga e sullo studio di movimentoterapia per l’apertura che ho fatto con Naomi Milne e se avessi allievi questo si vedrebbe. Ma questo ci rende specifici ed è questo che non ho trovato in quel poco contatto con Bosco e Chen Bing, ti si dà un insegnamento che non tiene molto conto della diversità che ci caratterizza.
Non abbiamo avuto Mao, non è nella nostra cultura, nemmeno nei nostri fisici. Ma da qui parte il punto interessante.
Rispettare la peculiarità dell’allievo, vederne lo spirito come la struttura e lavorarci.
Continuo la riflessologia, ad Aprile ho il secondo livello, l’insegnante è Cristiano Mazzoni che ha studiato presso l’Istituto Rudy Lanza.
Capire dove si trovano gli organi sotto i piedi e a quali logge o elemento corrispondono è magnifico.
Io stessa ho visto i mie denti del giudizio inclusi dal piede.
Dopo mesi senza formaggio ho provato un a sera a introdurre formaggio caprino. Il giorno dopo piccolo brufolino bianco attorno alle narici. In riflessologia questo corrisponde all’intestino. Molto interessante. Ho stoppato per altri tre giorni. Ho rimesso dentro del formaggio, stesso effetto, controllato anche sotto al piede. Quindi è chiaro. Già lo sapevo ma è chiaro. Bella scoperta, mi direbbe Arnold Ehret, ma un conto è studiarli questi grandi, un conto è sperimentarlo su se stessi credo.

 

Mi mancano molto le lezioni con Naomi Milne, riprodurle da sola a volte non è semplice.
Al contempo, credo mi abbiano aperto il cuore e questo conta, perché pare resti nel tempo.
Stiamo parlando di farne anche in video, è stata una buona idea la sua, appena si attrezza con Skype, provvederemo.

 

 

Nel frattempo mi è venuta questa bizzarra idea di farne una qui, di lezione di movimentoterapia e danzaterapia, con tale Fernando Di Battista che mi ha accolto nel suo studiolo, gli ho spiegato il discorso che stavo facendo con Naomi (uscire dall forma per rientrarci più fluida). Quando qualcuno entra nella tua stanzetta tu dovresti scomparire. Tu che insegni, tu che veicoli, tu che. E invece lui è rimasto con la sua folta presenza a gambre incrociate, un piccolo riscaldamenti per ristare dentro al copro (Ora muoviamoci come alberi suuuuu suuuu nel cielo – giuro ho fatto tanta fatica, mi veniva da ridere a oltranza).
Lui a gambe incrociate, mi suggeriva con voce profonda e impostata, ogni tanto controllava l’orologio, non si sa mai.
Ha messo un po’ di Gotan Project, ha messo un po’ di musichetta afro.
Io alla fine mi sono mossa, mi sono autodivertita, ma mi mancava l’aria.
Alla fine mi ha fatto sganciare 50 euro e mi ha salutato chiamandomi Lucia.

Premetto che al telefono ho insistito più volte per capire quanto venisse una singola lezione: Poi vediamo, poi vediamo. Mi è stato risposto più volte.
Questa cosa all’estero non mi era mai capitata.
Ho tenuto duro sullo sganciare quei quattrini perché non credevo li meritasse, c’è stato una specie di ricatto implicito (se torni con costanza saldiamo poi alrimenti se facciamo una volta tanto saldi ora e poi vediamo. Saldi ora. Salda ora. si è fatto deciso perché era chiaro come fossi insoddisfatta, non so fingere); siamo giunti a un punto di tensione per cui glieli ho lasciati come si fa con chi non stimi per niente.

Su questo versante il ritorno in Italia continua a deludermi, mi sembra ci sia sempre una possibilità in più di prenderla nel culo, scurrile ma ci vuole.

Uniche due eccezioni, appunto, Pace e Pozzato.
L’intervista a Silvia Pozzato e OLIT leggetela se volete capire perché ho rispetto verso la strutturazione di questo metodo cui è giunta una donna con una ricerca sincera nel cuore e nei muscoli. L’addominale è forte, le transizioni sono importanti, l’allungamento è dinamico, la mente sintonizzata in quella zona che molti chiamano zona alfa, la stessa della meditazione zen. 

Sento che stretching e addominali, per dire, andare a correre, il movimento in acqua, studiare l’anatomia e la fisiologia, saltare la corda sono tutte cose funzionali a un corpo sveglio, pronto per la pratica del taiji. Sento che le due cose non vanno l’una contro l’altra. Al ritorno dal New Mexico la mia pressione oculare era alta e il ritmo ormonale sotto stravolgimento. Potrebbe essere la carne che hanno in USA, potrebbe essere la mancanza di un esercizio aerobico forte (sono andata a correre poche volte, era un caldo rapace). Entrambe queste cose, al mio ritorno, si sono trasformate in ulteriore studio.

 

I giorni sono una continua variazione e un raggio di luce bianca non si dà sia visibile forse.
O ci vuole un prisma che la renda visibile.

 

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