Molti insegnanti di tai chi parlano di denaro.
Molti non parlano che di denaro.
So bene che la palestra come insegnamento è un’entrata fluttuante, che l’Italia è sotto stress e ogni campo ne risente.
Ricordo che le ultime e-mail del caposcuola presso cui imparavo la forma Yang vertevano solamente sul denaro.
Torniamo quindi su come fare in modo che l’arte di una vita sia anche remunerativa e al contempo non sia strozzata, ghigliottinata nell’entusiasmo da necessità reali.
Si devono forse allora tenere più strade aperte, ancora non so, sto cercando di capire.
Molti insegnanti occidentali poi sparlano dell’intento da strozzini di quelli orientali. Ne ho sentiti molti di questi discorsi e sperimentati anche sulla pelle in America; se vuoi imparare, sborsa e molto pure. C’è poi una frammentazione di stili, intenzioni, scuole che fa gioco a tutto questo.
Per fortuna non c’è mai una sola via.
In una recente e mail scritta al mio grande amico chiropratico ed erborista Mark Jensen, gli andavo spiegando i punti cruciali per quel che riguarda il mio percorso ora:
- La sottile linea di confine tra un’arte che è marziale ma che è anche terapeutica.
In altri termini, ti insegno a batterti, ti insegno il confronto (dunque sai che potresti soccombere o accusare colpi), ma ti illustro anche come curarti, come dialogare coi tuoi organi interni.
- Studiare il movimento in senso anatomico puro ed energetico antico, con particolare attenzione all’orizzonte taoista.
In altre parole, se prendiamo a caso un esempio, il fegato, non è forse ora di iniziarlo a studiare per il grosso filtro che è ma anche come colui che governa attraverso gli occhi e ne determina la vitalità di luce, colui che guarda avanti mentre i Polmoni sono sede del Po, hanno maggiormente a che fare con la memoria.
- Unione ed esplorazione tra attività fisica “occidentale” e ginnastica sacra, che sia arte del combattimento come meditazione come qi gong.
Non quindi separazione tra energia e lato fisico, ma unione.
Corsa e meditazione, ché di per sé la corsa lo è.
Nuoto e forma, per lavorare diversamente con la gravità.
L’addominale sì ma consapevole.
Come e cosa proporre agli studenti.
Ora, su questo punto ultimamente sono in netta difficoltà, sto sperimentando sul mio stesso corpo.
Attività che vogliono un dimagrimento funzionale, esercizi di potenziamento e programmi di movimento e dieta che alzano il metabolismo basale, mi chiedo, come si sposano con recenti esperimenti che rilevano livelli notevolmente bassi nel metabolismo basale dei maestri di qi gong bene addestrati, il cui consumo cerebrale di ossigeno è inferiore di circa il sedici per cento a quello dello stato di coscienza ordinaria e il livello metabolico di noradrenalina è intorno al 60% di quello di una persona non avvezza a regolare la mente e raggiungere lo stato di tranquillità.


