Articoli con tag colpa

Our deep twist

 

Pic | Adriaan Garritsen

Pic | Adriaan Garritsen

 

La donna sotto casa mia ha capelli biondi e viso ogni volta diverso, dipende da come è stata col suo uomo la sera prima.

A cena abbiamo trovato persone già disposte attorno al camino del ristorante e ci siamo guardati, chiedendoci per quanto si sarebbero fermati, con la sola voglia di prendere il loro posto. Poi, vedendoli così ingolfati dal calore del fuoco, ci siamo detti che era meglio così, che la passione internamente movente, quella è da inseguire.

 

Hai detto che non avresti mangiato più formaggi, perché sai quanto fan male ai tuoi polmoni.

Hai detto che quando sono gelosa di qualcuno non ci si può far niente, si vede subito.
A volte le persone che non si sentono all’altezza, che hanno sempre paura di non essere all’altezza, sono quelle che lasciano nell’atmosfera tutto questo pulviscolo di cui non abbiamo bisogno.

 

Hai detto che hai paura di perdere il contatto stesso con la vita e io ti stimo per aver enunciato qualcosa di cui ho paura anche io, in questi tempi di crisi.
Suoni e sensori per accattivare i nostri destini, questi dovremmo sviluppare.

Aprendo a caso il Simposio, hai letto: 
“In verità solo gli amanti sono disposti a morire per gli amati, e non solo gli uomini ma anche le donne. (Apollodoro amico, 179 b) e spostando le molliche di pane dal tavolo, lasciandole cadere a terra come se le mattonelle potessero succhiarle, mi hai di nuovo guardato con quel modo che hanno gli investigatori:
“Si vede lontano chilometri quando sei gelosa di qualcuno che ami e che è distante da te al momento.”
“Sarà la mia condanna, che ti devo dire.” ho risposto nervosa.
“Non ti agitare, è così bello tutto questo sentire.” 

 

C’era una grande tavolata alle nostre spalle e una pianificatrice di nozze alquanto affannata.
Abbiamo sentito dei rutti e delle risate, che non ci hanno distolto dal parlare di cura, empatia, immaginazione.

 

Ho abbassato gli occhi quando ci siamo messi a parlare della misteriosa trasmissione tra vivi e morti.
“Ogni volta che rivedo il mio amore, scoppiano tre stelle. Ogni volta se ne fanno fuori tre, se va bene. Sto cercando parole nuove per concetti abituali. Sto cercando di concepire quel che mi succede quando annuso il vento. La parola che mi conforta non viene detta.” ho pensato. poi mi hai parlato del tuo problema, quello di traslochi in cui devi rimuovere tanti libri, lasciarne molti. Del dolore che provi ogni volta. E io ho pensato al mio amore. Così forte che di stelle ne sono scoppiate tre, una è diventata cometa ed è andata ad annunciare una natività alla coppia sbagliata, non quella che se ne è andata in Spagna a combattere con le provette e i test.

 

Cerco poeti per dire con le loro parole come ci si autocensura al meglio.
Sono circondata da persone che mi dicono di stare attenta.
E tu non sai nemmeno cosa voglia dire, stare attenti, non lo hai mai saputo, in vita tua.

 

Manterrò i muscoli non flosci per accoglierti tra le braccia e cadere in tentazione come si deve.
Sei sexy anche quando conti fino a tre.
Sei sexy quando, invocando un gesto pratico, chiudi gli occhi come chi vive una vita che si serve della vita stessa.
Il riscatto che trovo pensandoti è lontano da salvezza, colpa, bene, male e tutte queste cazzate.

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Chi punisce le streghe

 

 

Matteson's (1853) painting, "Examination of a witch." Collection of the Peabody Essex Museum, Salem, MA

Matteson's (1853) painting, "Examination of a witch." Collection of the Peabody Essex Museum, Salem, MA

 

 

Le creature sensibili. Una parola può far male, un pensiero schiocca la mandibola.
Quando sognano passi stanno dormendo e quando sognano nuvole stanno mangiando.
Le creature sensibili non si sa come sopravvivano al giorno d’oggi.
Nella trasformazione degli eventi e delle emozioni vedono la salvezza.
Quando guardano negli occhi, guardano dentro.
Sensibilità, ovvero abilità dei sensi.
La lunga rotta verso il futuro per loro è una mappa tridimensionale, i monti sono gomiti che spingono verso il cielo e le colline seni o spalle.
Le clavicole sono ostacoli da baciare e le mani, oh le mani.

Durante il pasto da sola ho immaginato di averti davanti, mi chiedevi quanto ancora da mangiare ci potesse essere per gli abitanti di questo pianeta e insieme abbiamo guardato l’orologio per riderne. Vorrei baciarti ora, su un letto boehmièn francese, come il letto di una casa alla fine del mondo.

C’era l’immagine di te con un bicchiere in mano, una sagoma bruciata nel pavimento di te con un rosso in mano.
Sorridendo con le labbra hai detto parole che appartengono a noi solamente.

Vorrei essere più brava, vorrei essere stata più brava davvero, brava nel senso di un processo sensibile in atto.
Vorrei essere più brava a dirtelo, quanto amore c’è per te nell’atrio del cuore. Vorrei essere più brava a dirlo.

Quando le cose sono ferme non sono fluide?
Quando le cose sono dure non sono utili?
Quando penso che guarderai ancora dentro questi occhi mi tremo dentro,
perché stenderai il diaframma in un minuto e tutti i respiri dopo saranno respiri veri,
di quelli che ti fanno capire quanto sei in vita. Quanto siamo in vita.

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