Irena (Ksenia Rappoport) - "La sconosciuta" di Giuseppe Tornatore

Irena (Ksenia Rappoport) - "La sconosciuta" di Giuseppe Tornatore





Lei sul tavolo ha apparecchiato un maxi tovagliolo di carta.
Sotto tiene le ginocchia unite, che si toccano.
Ha qualcosa che riesce a far sembrare elegante il bicchierino di carta dentro cui c’è il caffè fumante.
C’è una specie di eco diffuso, è Let’s dance di David Bowie, ma non si riconosce facilmente, è un suono ovattato, potrebbe benissimo sembrare una canzone di Elvis.
Lei, col piedino, discreta, batte il tempo contro il pavimento.
Non di certo quello della canzone, è un altro tempo, vai a capire quale.
Forse, visto che è stata sbattuta tutta la notte da 6 uomini diversi,
forse batte il controtempo dell’amore. Batte euro e sudore.

Qualcuno, non molto tempo fa, mi raccontava di una tipa che si era fatta sbattere per 4 ore.
Senza battere ciglio, anzi, dicono che intanto si limasse le unghie.
Ora, sembran proprio quelle cose che si dicono per dire, no? Però, pensiamoci un attimo.
4 ore filate. Vuol dire che finisci come dopo i tappetini molleggiati dei luna park.
C’è da capire quanti ti sono venuti dentro e quante volte. Magari 4 ore, un solo uomo (cui vanno i nostri omaggi).
C’è solo da capire se alterni fori o ci vai dritta di un buon star sotto per sano tempo continuativo.

Lei si pulisce gli angoli della bocca con dovizia. Sono le due, gli altri attorno pranzano, lei smollica il cornetto.
Forse ripieno, forse no. Lo zuccherino glassato sul dorso del cornetto, esteticissimo.
Quando si accorge che la guardi, si mette a fissare gli oggetti. O a smollicare il cornetto.
Forse ripieno, forse no.


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