Somewhere in Nord Europa

Somewhere in Nord Europa

“Se dobbiamo rovinarci la colazione, meglio smettere qui.”

Lei lo guarda come fanno certi cani, mettendo di traverso la testa. Vuole farlo sentire idiota.

“Hai capito bene”- continua lui – “la colazione è sacrosanta. E___lo___sai .” scandisce.

Lei rimette dritta la testa: “Fammi capire: scoppiasse adesso una guerra mondiale, continueresti a rimpinzarti di caffé, pane e marmellata? Con il tuo prezioso formaggino sotto alla marmellata?”

Lui scatta. La zona della dignità gli si colora e si mette a pulsare all’altezza delle tempie.

I labbro si alza. Si difende: “Che ha che non va la mia colazione?”

Intanto, una specie di uccello colorato si pianta davanti alla finestra. La testolina piumata scandisce scatti rapidi. Lei se ne accorge, ma non prova niente. Non prova niente per la presunta madre natura. Non prova niente tra le gambe, non prova niente in generale. Non prova niente per il tizio che non si fa la barba da due giorni e già ha l’alito che sa di caffé. Il tizio che qualche estate fa, l’aveva fatta ballare. E ridere. E mangiare al ristorante. E rinascere. L’aveva fatta rinascere.

Così presto al mattino, quel tipo non aveva più l’alito neutro.

Così presto al mattino, non avere più l’alito neutro, che peccato.

Come esser sverginati la notte prima della comunione.

“Insomma, che ha che non va la mia colazione? Cosa c’è che ti disturba?”

L’uccellino vola via. “Poco male. Volatene via!”, pensa lei, che aveva già smesso di guardarlo per dispetto a supposta madre natura. Gli occhi le cadono ora sui pantaloni del pigiama color panna di lui.

C’è come una chiazza unta e densa.

“Mi urta che hai i pantaloni sporchi di sperma e manco te ne sei accorto.”

Spiazzato, divarica le gambe e si guarda. Poi torna a fissarla:

“Ma che sei impazzita?”

“Annoiata, direi”.

L’aveva anche fatta ballare, in passato.

Tags: , ,