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		<title>Panikkar riposi nella Babele di Borges</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 14:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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Il 26 del mese appena scorso è morto, all&#8217;età di 91 anni, Raimon Panikkar (Barcellona 03.11.1918 &#8211; Tavertet 26.08.2010). 
 
Di notevole, segnalo un articolo di Armando Massarenti apparso sul preziosissimo Domenicale de Il Sole 24 Ore. 
 Un articolo a goccia, di quelli che spargono contenuto senza l&#8217;ansia di dire, senza la pretesa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
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<div id="attachment_856" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/09/panikkar.jpg"><img class="size-medium wp-image-856" title="Raimon Panikkar" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/09/panikkar-300x130.jpg" alt="Raimon Panikkar" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Raimon Panikkar</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il 26 del mese appena scorso è morto, all&#8217;età di 91 anni, <strong>Raimon Panikkar</strong> (Barcellona 03.11.1918 &#8211; Tavertet 26.08.2010). <br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Di notevole, segnalo un articolo di <a href="http://armandomassarenti.nova100.ilsole24ore.com/">Armando Massarenti</a> apparso sul preziosissimo Domenicale de Il Sole 24 Ore. <br />
 Un articolo a goccia, di quelli che spargono contenuto senza l&#8217;ansia di dire, senza la pretesa di chi sta sulla cattedra, senza il vestitino nero per l&#8217;occasione. <br />
 Semplice, spoglio, che richiamava Seneca per parlare non tanto di Panikkar, quanto della cosa che tutti ci ritroviamo per le mani, prima e dopo, quella cosina che alcuni chiamno vita, altri morte.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Molto di ciò che ho imparato su questo studioso lo devo al Professor Giuseppe Cognetti, docente di Filosofia Comparata delle Religioni presso l&#8217;Università di Siena. Il Professor Cognetti ha scritto parole che veicolano la prospettiva di Panikkar (Es.: <em>&#8220;La pace è un&#8217;utopia?&#8221;</em> edito da Rubbettino) ed è tra i soci fondatori del <a href="http://www.raimonpanikkar.it">Centro Interculturale Raimon Panikkar</a>, di cui Panikkar stesso era Presidente Onorario. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Dopo lo studio &#8220;accademico&#8221;, mi è capitato di parlare di Panikkar con</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">1 persone che avevano alle spalle studi di scienze politiche</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">2 accaniti viaggiatori</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">3 maestri di Yoga</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">4 un bizzarro attore di teatro + una psicologa poliedrica</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Credo Panikkar sarebbe stato felice di questa enorme orma impressa in anime così eterogenee. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Lui, che eran nato da madre catalana cattolica e padre indiano induista, lui che univa preghiera, azione, impegno politico, dialogo tra religioni. Che a Madrid si era laureato in filosofia, poi in chimica e successivamente in teologia a Roma, presso la Pontificia Università Lateranense.<br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Lo avessi avuto davanti per un attimo, gli avrei chiesto: la tua prospettiva sulal pace e sul dialogo arriva solo nelle mani di persone che sono già dentro o che sono già vicine a un certo modo di aprirsi al mondo, all&#8217;altro, alle cose. Persone lontane dal monoculturalismo. Gli avrei chiesto: come facciamo a far penetrare il tuo messaggio luminoso anche negli adamantini riduzionisti convinti? Come li si spinge ad applicare l&#8217;idea multiculturale alla conoscenza degli estranei, al cibo, alla vita? Come si fa? A lasciare indietro la violenza che si portano appresso le idee monolitiche, che non accettano il confronto?</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Un percorso interessante per chiunque volesse avvicinarsi al pensiero di questo grande pensatore, che ha bevuto alla fonte molteplice delle religioni, dicevo, un perocrso interessante potrebbe passare non per titoli ma per temi, temi grandi, roventi, da articolare poi nel quotidiano, perché la grandezza delle parole è nella loro versatilità in senso semplice, adattabile a muscoli, azioni, conversazioni. Per esempio il tema del nostro fallimento su un piano storico-politico, filosofico-dialettico e religioso-culturale. Nostro in quanto fallimento di noi uomini e donne.<br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Direte voi, come? Si parte dalla perdita? Sì. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Si parte da equilibri rotti, ottusità, ansia duale. Per riavviare il discorso a partire dall&#8217;uomo che non cede a tentazioni diaboliche &#8211; nel senso etimologico,<em> dia-ballo</em>, da <em>dia-ballo</em>, diavolo è colui che spinge a rottura. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Con che occhi guardate al mito di Babele (cap.11, Genesi)? Vedevo il mito di Babele come un mito grande, immenso, bellissimo. Panikkar mi ha fatto riflettere per la prima volta su un fatto: ammassando tutto, non si hanno sfumature, differenze. Gli essrei umani sono diversi tra loro e cercare di uniformarli a tutti i costi vuol dire azzerare, passare la tinta unita piatta sulle sfumature. La costrizione al pensiero unico è violenta e scatena violenza in forma di reazione. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">A molti Babele fa venire in mente non la torre, ma la biblioteca del racconto di Jorge Luis Borges. Racconto (se vuoi leggerlo on line <a href="http://www.slideshare.net/fosk/la-biblioteca-di-babele-jorge-luis-borges">clicca qui</a>) che sembra quasi un disegno divino. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Una biblioteca infinita con finita serie di caratteri che ci abitano dentro (tutti i possibili libri di 410 pagine). Le pagine dei libri si susseguono e talvolta formano frasi sintatticamente corrette, ma prive di senso compiuto. Tutti i possibili libri di 410 pagine combinabili in tutti i possibili modi. In altre parole, in quell&#8217;oceanica distesa di caratteri, potrà anche comporsi, o meglio, sarebbe trovabile, la Verità. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">« Da queste premesse incontrovertibili dedusse che la Biblioteca è totale, e che i suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici (numero, anche se vastissimo, non infinito) cioè tutto ciò ch&#8217;è dato di esprimere, in tutte le lingue. Tutto: la storia minuziosa dell&#8217;avvenire, le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo autentico, [...] la traduzione di ogni libro in tutte le lingue, le interpolazioni di ogni libro in tutti i libri. »</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Una biblioteca eterna. Non accoglie due libri identici. Ha un ordine che si ripete all&#8217;infinito. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Borges è fuori e dentro le cose, ti parla della Biblioteca per dire l&#8217;universo; il fatto è che, leggendolo, senti grandezza e visione purea, ultraumana. Una multiforme biblioteca che contenga le parole necessarie a spiegare anche l&#8217;origine dle tempo, che contenga ciò che dalle bocche dei filosofi non riesce o non potrà mai uscire. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Panikkar lo immaginiamo lì, tra i simboli, mescolando le lettere da formarsi nel senso della direzione non duale. Lì  consumare la sua esperienza cosmoteandrica e a spingere energia perché un po&#8217; di questo passare attraverso si concretizzi anche tra noi che siamo rimasti qui. Da lassù abbatte il mito di una religione universale, ci spinge alla disciplina interiore che si traduce in pratica esteriore, con calma, con calma.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">La parola di Panikkar è potente. Che si legga uno dell&#8217;ottantina di libri pubblicati o che si approfondisca uno dei quasi 800 articoli da lui scritti. La sua parola spinge all&#8217;azione chi già ne sente l&#8217;eco ma non lo sa. Cattura chi non ne conosce la forma. E se anche molti non si avvicineranno mai, a questi molti, qualcuno si aprirà, abbandonandosi, dando semini. Indipendentemente dal raccolto. Con calma, con calma. <br />
 </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">&#8220;La vita non ci è data per fare una corsa, ma perché la viviamo.&#8221; </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">(R. Panikkar, <em>Pace e disarmo culturale</em>, p.44, Rizzoli, 2003) </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">&#8220;[...] Che si riesca ad essere non mero<em> individuo,</em> ma <em>persona, </em>centro di relazioni che includono gli uomini e le culture di tutte le latitudini e di tutti i tempi. Questo si può fare solo allargando a dismisura il proprio cuore, la propria <em>anima. </em> Occorre quindi muovere dal riconoscimento del <em>pratityasamutpada</em>* buddhista: tutto è in relazione con tutto, anche se le parti di questo tutto son diverse e anche opposte. Ogni uomo e ogni donna sono unici, eppure dentro una relazione costitutiva; se la relazione viene spezzata, se la differenza diventa <em>separazione</em>, allora nasce l&#8217;individualismo, e con esso l&#8217;armonia è perduta e ci si rifugia in un&#8217;astratta identità individuale, dimenticando il legame originario. [...] Si tratta di allargare lo sguardo, di relativizzare, mantenendo la propria identità, non forte né debole, ma <em>dinamica</em>, aperta ad altri orizzonti di senso.&#8221; </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> (G. Cognetti, <em>La pace è un&#8217;utopia? La prospettiva di Raimon Panikkar</em>, p.97-99, Rubbettino, 2006) </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">* <em>pratityasamutpada</em>: parola che deriva dal sanscrito, nella terminologia buddhista l&#8217;espressione indica la relazione totale delle cose, la prospettiva per cui le cose sono in quanto sono in relazione l&#8217;una con l&#8217;altra<br />
</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Tieni alta la guardia ma perditi nell&#8217;abbraccio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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Una buona pratica passa per le dita.
Si tratta di un momento molto particolare perché il piacere della trasmissione affiora sempre più. La trasmissione che passa per il gesto e gli occhi. Oltre alla forma tradizionale Yang ho iniziato a studiare con Daniel Villasenor, incontrato per caso nel percorso. Pratico con loro a Gubbio da circa [...]]]></description>
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<div id="attachment_847" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/09/the_fountain10.jpg"><img class="size-medium wp-image-847" title="&quot;The Fountain&quot;, di Daniel Aronofsky (2006)" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/09/the_fountain10-300x200.jpg" alt="&quot;The Fountain&quot;, di Daniel Aronofsky (2006)" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;The Fountain&quot;, di Daniel Aronofsky (2006)</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Una buona pratica passa per le dita.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Si tratta di un momento molto particolare perché il piacere della trasmissione affiora sempre più. La trasmissione che passa per il gesto e gli occhi. Oltre alla forma tradizionale Yang ho iniziato a studiare con Daniel Villasenor, incontrato per caso nel percorso. Pratico con loro a Gubbio da circa 3 mesi e oltre. La settimana scorsa ero con la mia mano dietro alla schiena di una praticante per cercare di farle rilassare le spalle in una posizione che la irrigidiva non poco. Quando ho chiesto al maestro come fosse possibile aiutarla e ho ottenuto la risposta ho sentito molto caldo dentro, perché la mano ha avuto un effetto.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il terreno è fertile perché ho trovato quel che da un po&#8217; ricercavo, quella nota antica che fece risuonare yoga e tai chi insieme, su quella montagna, un tempo, forse mai nel reale. Il punto è che se lo yoga è unione e il tai chi crea sfere e lavora sull&#8217;energia che è al centro, sviluppa efficacia, ecco, insomma, la radice non deve essere così lontana. Il ginocchio sta meglio, il fisico sta cambiando e io pure tutta. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Un acrobata ciclista lungimirante e squisito mi ha fatto imbracciare una bici, attrezzo che ho sempre guardato a distanza. Quel tipo di movimento fa molto bene alla mia gamba invece, come il movimento in acqua, come nuotare in aria. Sono stati giorni di pratica intensa. Accade con le persone come con le cose. Quando ti lasciano dei semini che non vuoi perdere. Ti appartengono e dunque non li perderai ma vanno coltivati.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Quando senti il tuo percorso c&#8217;è una specie di euforia anche un po&#8217; triste. E dunque non vedi l&#8217;ora di iniziare. Perché non ce l&#8217;hai ancora in mano e davvero non lo avrai mai. Una melanconia del dire senza dire qualcosa e dunque non parlare. In realtà è il modo migliore per sospendersi e sospendere.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">E sto così, sospesa.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Anche rispetto all&#8217;amore. Anche rispetto ai libri, a Roma. Sospesa e, dentro, quasi graziata, dopo giorni neri, convulsi.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">La sospensione può anche essere turbolenza, così come, circa la forza che non ci appartiene ma che è dell&#8217;altro, avvicinarcisi, può voler dire liberare.  Nel mio caso è comprendere che ci si può anche fidare, affidare, essere in sosta e non essere sostegno, per una volta. Come conoscere qualcuno che ti dice di tenere alta la guardia, di difendere il viso. E che poi ti abbraccia. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>[...] Cela va sans dire (trad.it.: va da sé), [...] una di quelle felici formule che provengono non sappiamo bene da dove, che permangono, levigate dall&#8217;uso, nel cuore del linguaggio più familiare e nelle quali si coglie all&#8217;improvviso un invito a filosofare. [...] Essa dice ciò che va da solo, e senza trascinarsi dietro la pesantezza referenziale di quel sé, e in quel va che non ha bisogno di giustificarsi. </em></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>Ora, se fosse la parola a divenire essa stessa il soggetto di tale &#8220;va&#8221;, la parola che, spinta esclusivamente dal suo slancio, si dispensa dall&#8217;insistente controllo di questo &#8220;dire&#8221;?</em></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>Parlare senza parole &#8211; Logos e Tao</em>, François Jullien, Sagittari Laterza, 2008 <br />
 </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scandagliare per un inconfessato bisogno</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 07:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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Riposo

 
Innegabile è il fatto che dopo un periodo di lavoro e di impegno, l&#8217;uomo ha il diritto, nonché la necessità, di godere di alcuni giorni o settimane di riposo e ricarica per affrontare, con rinnovato vigore, le occupazioni quotidiane. [...] 
- Cominciate con un piccolo esame di coscienza preliminare: siete in buona salute? Vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/170620103188.jpg"><img class="size-medium wp-image-836" title="Viaggiare / Ospitare / Scoprire" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/170620103188-300x225.jpg" alt="Viaggiare / Ospitare / Scoprire" width="300" height="225" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Riposo</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
 </strong></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Innegabile è il fatto che dopo un periodo di lavoro e di impegno, l&#8217;uomo ha il diritto, nonché la necessità, di <strong>godere di alcuni giorni o settimane di riposo e ricarica</strong> per affrontare, con rinnovato vigore, le occupazioni quotidiane. [...] </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Cominciate con un piccolo <strong>esame di coscienza preliminare</strong>: siete in buona salute? Vi sentite in forma? Siete solitari, abitudinari? Se optate per il viaggio verso un paese straniero aggornatevi prima sulle sue caratteristiche più importanti: religione, costumi, tradizioni, usanze, moneta: quando vi giungerete vi sentirete meno estranei. Se sapete di russare o di essere particolarmente irrequieti di notte, dormite da soli. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- <strong>Non dimenticate</strong>: applicate a ogni valigia le etichette con le vostre generalità e l&#8217;indirizzo. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Fate un buon rifornimento di rotolini per macchina fotografica e cinepresa. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Adeguatevi alla <strong>cucina locale</strong> senza pretendere spaghetti, lasagne o risotti. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Ferro da stiro, rasoio elettrico, macchinetta per il caffé, spirale scaldacqua per il tè o la camomilla sono utilissimi, sappiate però che in talune nazioni <strong>le prese di corrente</strong> sono diverse dalle nostre. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- <strong>Non portate gioielli di valore</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Se volete portare <strong>provviste</strong> con voi, evitate cibarie che si sbriciolano, sporcano, rischiano di irrancidirsi. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Portatevi un <strong><em>nécessaire</em> per le medicine</strong>. Portate con voi il <strong><em>nécessaire</em> per il cucito</strong> (utile anche a un uomo) e quello per la<strong> toilette</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Se siete in due, non fate coppia fissa, ma <strong>legate con tutti</strong> e unitevi spesso agli altri a dividere con loro l&#8217;entusiasmo per un monumento o per una ghiottoneria. Inutile dire di tenere un comportamento corretto e non corteggiare altri che non siano il vostro lui o la vostra lei. [...] </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Limitate il bagaglio all<strong>&#8216;indispensabile</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- Prima di partire fornitevi qualche<strong> buona lettura</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">- <strong>Aiutate i viaggiatori</strong> in difficoltà con bagagli pesanti. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">[...]<br />
 </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>Ospitalità </strong></span></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><br />
 </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ospitalità è <strong>saper offrire con uno spirito del tutto particolare</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Vi sono <strong>persone semplici e modeste</strong> sempre pronte ad aprirvi la porta, che hanno sempre in serbo delle ciliege sotto spirito o un bicchierino di liquore, delle sigarette magari nazionali e il &#8220;posso offrirle&#8230;&#8221; sulla punta delle labbra. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ve ne sono altre che, come diceva <strong>Dante</strong>, sembra abbiano <em>il mondo in gran dispitto</em>, non perché hanno gravi problemi da risolvere ma perché il timore che qualcuno possa violare la loro intimità sia pure per brevi istanti, li pone sulla difensiva ancr prima di essere attaccati. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Certo, i tempi in cui il salottobuono si apriva per ricevere le amiche della nonna, gli amici del nonno, sono ormai lontani; <strong>la vita è diventata difficile, convulsa</strong>; i tempi si sono abbreviati e i giorni volano, le settimane sembrano sempre più corte, gli anni ci sfuggono. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>Tuttavia non è giusto rinunciare al piacere di stare in compagnia</strong> ed ecco che organizziamo di riunirci intorno al tavolo di un ristorante; soluzione auspicabile in molti casi, poco risolutiva in altri, poiché le sedie di una trattoria non sono le poltrone di un soggiorno dove, terminato il pasto, ci si può rilassare chiacchierando in intimità mentre si gusta il caffé o il liquorino. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br class="spacer_" /></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>IL LIBRO DEL GALATEO &#8211; Il galateo oggi</em>, Donato Lucifora, Govanni De VEcchi Editore, Milano, 1987</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Dalla prefazione dell&#8217;autore: </span></p>
<p><em><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>Monsignor Della Casa</strong> è passato alla storia non per la sua attività di storico, di letterato e segretario di stato, bensì grazie al suo volumetto sulle buone maniere pubblicato postumo nel 1558 e dedicato al Cardinale Galeazzo da Norcia. [...] Preferiamo dire che il galateo sta tornando di moda anche tra i giovani. <br />
 Forse le <strong>ragioni principali</strong> sono due: la prima è che i giovani, desiderosi di scoprire, si sono messi a scandagliare il passato, trovandoci cose divertenti, buffe, talvolta patetiche, ma sempre tali da svegliare nuovi interessi. La seconda ragione può derivare da un incoffessato bisogno di sicurezza in questo mondo tanto instabile. </span></em></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Lo pagai diecimila lire. Vale molto di più. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Algidi? Fragili? O in equilibrium.</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 14:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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Equilibrium (2002)  Regia: Kurt Wimmer. Con Dominic Purcell, Christian Bale, Sean Bean. 

Da vedere se ne avete il tempo, non è un capolavoro, ma almeno non c&#8217;è lietofine nel senso affettivo. Voglio dire, il minimo prezzo per aver cancellato le emozioni. Sì, perché l&#8217;ambientazione è quella: un futuro sterile fatto di armi strane (proiettili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_826" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/equilibrium26.jpg"><img class="size-medium wp-image-826" title="C. Bale in &quot;Equilibrium&quot; (2002)" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/equilibrium26-300x129.jpg" alt="C. Bale in &quot;Equilibrium&quot; (2002)" width="300" height="129" /></a></span><p class="wp-caption-text">C. Bale in &quot;Equilibrium&quot; (2002)</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><em>Equilibrium</em></strong> (2002)  Regia: Kurt Wimmer. Con Dominic Purcell, Christian Bale, Sean Bean. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Da vedere se ne avete il tempo, non è un capolavoro, ma almeno non c&#8217;è lietofine nel senso affettivo. Voglio dire, il minimo prezzo per aver cancellato le emozioni. Sì, perché l&#8217;ambientazione è quella: un futuro sterile fatto di armi strane (proiettili e katane), uniformi in cuoio, fuoco, storia rivista, formazione alterata. Ok, Bradbury ok Orwell. Ok, ma conviene continuarne a parlare, delle emozioni, specie dopo mattinate in metro o contro tentativi di omologazione che passano per veline, droga, cibi non nutrienti. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Christian Bale è nel tentativo costante di fare il figo, cosa che gli riesce alla grande, considerando che può esporre il suo faccino algido come gli pare. Però quando prova emozioni (davanti a un canino o alla tipa, è uguale), fa effetto. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Molto interesante il <strong>retroterra marziale</strong>, peccato che le azioni siano velocizzate stile Matrix. Praticamente, questo enorme ammasso di grigi esecutori riuniti nel nome del Padre (non ha valenza spirituale, solo gerarchica e filiale nel senso di affiliazione), ha messo a punto una serie di <strong>tecniche marziali</strong> orientate in tutte le direzioni, che permettono di neutralizzare qualsiasi pericolo/ostacolo/nemico si materializzi intorno alal propra persona. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> I Cleric sono coloro che ricoprono i ruoli destinati agli alti ranghi, controllori dell&#8217;ordine sempre minacciato dalla Resistenza (ovvero gli uomini che ancora provano sentimenti e che stanno nel Sottosuolo). I bimbi sono agghiaccianti e io i bimbi agghiaccianti stile A.I. nei film li reggo pochissimo, ma ci si può passar sopra.  C&#8217;è della ritualità nel vestiario (notare la veste bianca di Bale nelle scene finali) e quei rischi bellissimi del sentire. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il film fa leva su quella cosa che innegabilmente affascina tutti, la stessa cosa che sta dietro alla macchina della verità, agli indovinelli. <br />
 Guadagnare fiducia, sentirsi al sicuro, provare sorpresa e meraviglia. Sentire.  <br />
 </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">E forse la chiave è in quel sentire nel momento che l&#8217;attimo c&#8217;è. <br />
 Alternare questo al suo opposto, ovvero alla cosa che al <strong>sentire molto</strong> si avvicina di più: <strong>sentire nulla</strong>. <br />
 <strong>Quel vuoto che precede l&#8217;azione piena. </strong></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><br />
 </strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;equilibrio nel non esserlo, in equilibrio</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 21:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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 Tripudio di zanzare, fuori dall&#8217;altopiano dell&#8217;estate, non sia mai, è finita già?, c&#8217;è stato un oceano di pioggia alla stazione io ero sotto, al riparo, da chi e  cosa, fiottando pensieri in forma di stoviglie per apparecchiare prelibato il futuro con grande irresponsabile slancio ho ballato intorno ai pilastri pregando gli umani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/DSC02679.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-823" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/DSC02679-300x225.jpg" alt="" width="328" height="246" /></a></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> Tripudio di zanzare, fuori dall&#8217;altopiano dell&#8217;estate, non sia mai, è finita già?, c&#8217;è stato un oceano di pioggia alla stazione io ero sotto, al riparo, da chi e  cosa, fiottando pensieri in forma di stoviglie per apparecchiare prelibato il futuro con grande irresponsabile slancio ho ballato intorno ai pilastri pregando gli umani differenziate i vostri rifiuti. Mentre mi dicevo che un lavoro, monete da dare è ridicolo dipendano da un interruttore, un&#8217;invenzione che ancora manco hai capito bene come funziona ma dentro ci si trovano tante informazioni scopiazzate. <br />
 Mentre anche facendo finte con le ginocchia passeresti il mattino a provare i gesti e invece ti tocca partire in qualcosa di invio avvio con fine pagnotta e lungo il percorso ti va bene se sfoderi e stacchi un sorriso. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Allora si apre scissione che scrittura santissima cura. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Per noi, il sole è per noi, per quelli di noi che in quanto scissi vogliono l&#8217;unione. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">E&#8217; stato interessante parlare con te che di Roma mi hai detto che hai abitato in centro alzando il sopracciglio l&#8217;hai detto che     hai          abitato    in       c e n t r o. E che la periferia non la conosci bene e non ti piace e io ti ribadisco il tuo stesso pensiero ovvero che non la conosci e tu replichi con la contraddizione, ovvero non la conosci e non ti piace. Si dà il caso che ci sto io, e ci imparo cose e mi ci sento dentro Pasolini, a volte. Dentro allo sterno ce lo sento.  <br />
 Ma ripeti punti e non spunti dunque io non so che dire quando il discorso tutto si fa materiale e tiri fuori le tue due figlie e immagino anche un caen piccolo che sempre abbaia e uofffffottiti. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Sarò libera tra un attimo, appena potrò scegliere ma scegliere sempre si può. Potrò fare dire lettera baciare testamento. <br />
 Fare testamento. Contro il cancro dei bisogni materiali. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ti lascio, amore tatuato, un libro di Yeats, il nostro libro di Yeats. La mitologia greca che mi porto tra retina e sclera. Tante cose in alabastro e cuoio. Tanto orto e i miei giocattoli da piccola per il figlio di cui ho avuto paura. Tutta la forza che mi hai dato e mi dai, ecco, quella sarà dura restituirtela, non credo di essere in grado, sarebbe il momento opportuno per ridartela indietro, ci provo ma non sarà mai come la tua. Il calcio in aria che ho dato quando camminavamo, quello che mi hai detto ti ha conquistato. Le sfere di cristallo che ami, ecco, io ti regalo una sfera immateriale da mettere in pancia. Per portare a termine le cose e non solo. Ti regalo anche una casambulante nuova e colorata di rugiada. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">A te, lascioti i miei sonni, il sangue sotto le dita, a volte succede te dici. I pupazzetti del destino, lo spazio sulla pelle che avremmo dovuto riempire, le stampelle per farci un rogo insieme, il libretto rosso di Epicuro. I miei palmi restano sulla tua schiena. Benzina, lascioti. Valanghe di mirtilli. Ti lascio un libro che non ho fatto in tempo a scrivere, magari ne trai un film, non si sa mai. Ti tolgo difesa per indole o indole in continua difesa. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Una palestra per ballare a tutti voi, una stanza che ha per soffitto uno spartito in continua mutazione, come le nuvole che corrono gommose nel cielo. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> Tu, poi, sangue del sangue, non sentirti mai perso; ti regalo l&#8217;elasticità. <br />
 E tutte le direzioni che penserai definitive e invece le potrai tradire quando e come ti pare. <br />
 L&#8217;accoglienza e il caldo. Viaggi. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Reinventarti a ogni estraneo che incontri e che ti sorride e tu non te lo aspetti. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decidere è atto di chirurgia. Estetico, nel migliore dei casi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[


A un certo punto le mani saranno come di pasta, pasta frolla. E la vita dirà nulla. A un certo punto starai sul terrazzo senza mangiare more, solo pensando di mangiarle. E ti inonderanno chiamate di persone interessate ad abitarti e tu risponderai cordialmente, dirai che il letto è come il baldacchino che D&#8217;Annunzio s&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_814" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/y-011.jpg"><img class="size-medium wp-image-814" title="Immagine | Adriaan Garritsen" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/08/y-011-300x225.jpg" alt="Immagine | Adriaan Garritsen" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine | Adriaan Garritsen</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">A un certo punto le mani saranno come di pasta, pasta frolla. E la vita dirà nulla. A un certo punto starai sul terrazzo senza mangiare more, solo pensando di mangiarle. E ti inonderanno chiamate di persone interessate ad abitarti e tu risponderai cordialmente, dirai che il letto è come il baldacchino che D&#8217;Annunzio s&#8217;era fatto preparare nel suo mausoleo, che il letto è come la vita: una preparazione alla morte.<br />
 Fatta essa stessa, la vita, &#8211; ovvero il letto &#8211; di piccole morti &#8211; ovvero gli orgasmi. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ma, senza tristezza. Lo dirai agli aspiranti coinquilini senza tristezza. O sarà solo un velo. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Lo dirai con quegli occhi che fanno le pieghette al lato, stringerai le chiappe e strai dritta con la schiena, sperando che non piova.<br />
 Io ti penso sempre infinitamente, cercando il silenzio de giganti e gli scarti di tutte le donne che si sono fatte liposuzionare. Mi chiedo ora, per la prima volta, dove vada quel grasso in eccesso. Una lucertola mi leggerà la mano e ci passerà sopra con il talento delle lucertole. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Che le vostre destinazioni di vacanza, le vostre mete di relax<br />
 siano<br />
 poco<br />
 mortificanti.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il grande amore è tempo ben speso</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 20:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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Fin quando quella cosa granchiosa non ti prende più.
 Fin quando riuscirai a mandare giù tutto il Martini. 
 Fin quando volerai leggera con le dita dei piedi affilate sulla vita. 
 Fino al momento in cui non ti strizzerai da sola l&#8217;intestino come un panno e guarderai fuori dalla finestra senza chiederti se sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_807" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/Picture-028.jpg"><img class="size-medium wp-image-807" title="Immagine | Adriaan Garritsen" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/Picture-028-300x225.jpg" alt="Immagine | Adriaan Garritsen" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine | Adriaan Garritsen</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Fin quando quella cosa granchiosa non ti prende più.<br />
 Fin quando riuscirai a mandare giù tutto il Martini. <br />
 Fin quando volerai leggera con le dita dei piedi affilate sulla vita. <br />
 Fino al momento in cui non ti strizzerai da sola l&#8217;intestino come un panno e guarderai fuori dalla finestra senza chiederti se sei davvero finita, pensandolo direttamente. Fin quando continuerai a morderti le labbra figurandotele di zucchero e colori. Fin quando avrai pan di zenzero al posto del coraggio. Fin quando la tua nobiltà d&#8217;animo leccherà code di topi sotto al tombino di tutti quelli che si sono amati, il tombino che raccoglie le lacrime di tutti quelli che si sono amati. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Fin quando continuerai a scrivere senza conoscere. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Mandare giù tutto il Martini di botto e chiedere al primo che passa: &#8220;Scusa, ma come fai a essere così muscoloso?&#8221; anche se ha due agretti al posto delle braccia. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Fin quando avrò dubbi senza averne davvero, ma allattandoli come gattini finiranno col tornare in forza e allora potrò maledirmi di nuovo. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Metto una musichetta blanda per far andare la sera e chiedo al letto se può diventare il letto del pede di un gigante, il cavo del piede di un gigante. Di Polifemo, così mi spiega come ci si sente quando qualcuno ti inganna così. E lo interrompo e gli dico: &#8220;Non spiegare lo so già.&#8221; </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Fin quando potrò dire: &#8220;L&#8217;hai voluto tu&#8221; e  non cambiare idea, ma continuare a fare la donna apocalittica e non integrata. Fin quando l&#8217;urlo bianco smetterà di essere debole. Fino al momento in cui saprai esattamente cosa hai fatto e potrai lavare via l&#8217;aragosta dietro alla cervicale. Inviterai allora qualcuno a cena, dicendo: &#8220;Ecco, vedi, questo è il corpo del mio corpo, mangialo tutto, amen.&#8221; Ecco, vedi, questa è l&#8217;entità che mi accingo a diventare. Potrai spostare un oggetto, accendere dentro del marciume, quel che ti pare. Nella stanza risuonerà forte: &#8220;Non farti più vedere.&#8221; </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
 </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.liquida.it" title="Notizie, immagini e video dai blog italiani su Liquida"><img src="http://www.liquida.it/img/scudetti/segnala120.gif" width="128" height="46" border="0" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Florence favola viola, Macchina ritmo in gola</title>
		<link>http://www.ekalix.eu/2010/07/florence-favola-viola-macchina-ritmo-in-gola/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Auditorium]]></category>
		<category><![CDATA[Florence + the machine]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[

Insomma arriva questa vestale lunga e bianca, pallore in forma di tutina fresca che riveste il corpo. 
 Il rosso dei capelli sta complice sopra e quando si scompone la fa sembrare una volpe. Piedi scalzi, gabbie con l&#8217;anima lucente, argento nell&#8217;intimo. 
 Le mani le batte in alto perché il ritmo ce l&#8217;ha in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_793" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/Florence++The+Machine+flo.jpg"><img class="size-medium wp-image-793" title="Florence + The Machine" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/Florence++The+Machine+flo-300x191.jpg" alt="Florence + The Machine" width="300" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">Florence + The Machine</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Insomma arriva questa vestale lunga e bianca, pallore in forma di tutina fresca che riveste il corpo. <br />
 Il rosso dei capelli sta complice sopra e quando si scompone la fa sembrare una volpe. Piedi scalzi, gabbie con l&#8217;anima lucente, argento nell&#8217;intimo. <br />
 Le mani le batte in alto perché il ritmo ce l&#8217;ha in pancia, e, quando i palmo sbattono, lei mette la testa di lato come quando si sta in ascolto.<br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Tutto è viola e di favola. A sigillare una percussione che sta poco timida davanti a tutti, un arpista e una tastierista. Il batterista fa l&#8217;occhietto alla stecca che Florence tiene come una bacchetta da direttore d&#8217;orchestra. La tiene delicata anche quando la sbatte forte per far sentire a noi il suo battito, quel che la muove. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Le gambe sono lunghe e una fuoriesce dai veli bianchi per cercare sempre il terreno in fasi alternate e tattili. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Gli strumenti li comanda lei a colpi di cuore e mani. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Mentre suonano e canta, a te viene da muovere il corpo e solo dopo ci pensi che lo stai muovendo nel modo in cui si fa l&#8217;amore. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Speriamo il successo non guasti il sacro.</span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">COSE CHE SAPPIAMO DI LEI: </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>&#8220;I just used to stay in my room and dance around&#8221; </em><br />
 E si vede tutto. Del palco fa la sua stanza. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il padre ha lavorato in pubblicità, la madre è Professoressa ad Harvard (Studi rinascimentali, ho detto tutto)</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>&#8220;Welch often got in trouble in school for impromptu singing&#8221; <br />
 </em>Quando sta sul palco il verso le scoppia dentro e così le parole che si mette a cantare. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Florence has stated in the past that her songs are &#8220;<em>stories with consequences and weird morality issues.&#8221;</em></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">(Fonti: Wiki e non solo)</span></p>
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		<title>In Italia, 4 secoli fa, nasceva l&#8217;opera. Oggi, la si mutila.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cura EKaliX]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Malusardi]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Fondazione Lirico Sinfoniche]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro dell'Opera]]></category>

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Ekalix &#60;&#8211;&#62; Alessandra Malusardi 








Già non si parla più di molte cose che divampano poi sfiammano, come sappiamo. 

Allora la parola va ripresa. Ekalix ne scambia qualcuna con Alessandra Malusardi, Viceresponsabile dell&#8217;Archivio Storico ed Audiovisuale della Fondazione Teatro dell&#8217; Opera di Roma. Alessandra è diplomata in Arpa al Conservatorio di S.Cecilia di Roma e laureata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>Ekalix &lt;&#8211;&gt; Alessandra Malusardi </strong></span></span></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_774" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/c4g_schroeder.gif"><img class="size-medium wp-image-774" title="Schroeder riflette e suona dopo aver letto l'intervista ad Alessandra Malusardi" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/c4g_schroeder-300x225.gif" alt="Schroeder riflette e suona dopo aver letto l'intervista ad Alessandra Malusardi" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Schroeder riflette e suona dopo aver letto l&#39;intervista ad Alessandra Malusardi</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Già non si parla più di molte cose che divampano poi sfiammano, come sappiamo. </span></p>
</div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Allora la parola va ripresa. Ekalix ne scambia qualcuna con <strong>Alessandra Malusardi</strong>, Viceresponsabile dell&#8217;Archivio Storico ed Audiovisuale della Fondazione Teatro dell&#8217; Opera di Roma. Alessandra è diplomata in Arpa al Conservatorio di S.Cecilia di Roma e laureata in Storia della Musica all&#8217; Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma. Dopo aver ricoperto il ruolo di prima arpa in diverse orchestre italiane ed aver suonato in formazioni cameristiche nel 2005 inizia a collaborare con l&#8217;Archivio Storico de Teatro dell&#8217;Opera.</span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Oltre titoli e onoreficenze, donna di cultura che nella cultura lavora e di cultura si nutre.  La sua sensibilità può aiutarci a capire meglio cosa sta succedendo. </span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> Perché le cose non sfumino all&#8217;ombra dell&#8217;ombrellone.  Capiamo meglio cosa implica la conversione in legge del Decreto sulle Fondazioni Lirico-Sinfoniche. Chi manifesta, chi condivide, perché, a quale prezzo, con quale intento. Per un&#8217;intenzione che resti viva e accesa, in nome della bellezza, del bagaglio culturale. Bagaglio che DEVE restare più forte del bavaglio. </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></div>
<div><span style="color: #3366ff;"><strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">1- Il latino è una lingua morta. &#8220;Per l&#8217;estate, ragazzi, leggete Moccia, non Voltaire.&#8221; Il teatro è complicato, sperimentale e noioso. La tv, quella sì.</span></strong></span></div>
<div><span style="color: #3366ff;"><strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Dimmi, l&#8217;opera, quella cosa che per dire una roba ci vogliono tremila parole e tutti stanno male e si lamentano dandoci di acuti e mille smorfie e poi alla fine lei muore. Ecco, è inutile, no? Tanto vale tagliare, no? </span></strong></span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Indubbiamente i tempi ed i gusti cambiano ma l&#8217;opera è un genere inventato in Italia quattro secoli fa, lo abbiamo esportato con successo in tutto il mondo, inoltre abbiamo anche inventato il luogo nel quale rappresentarlo (Vedi Teatro all&#8217;Italiana). Nel teatro si sommmano  tutte le arti: canto, ballo, suono, arti figurative, regia, arti applicate etc.  Attraverso regie e scenografie nuove, l&#8217;opera si rinnova continuamente pur nel rispetto della partitura voluta dal compositore. La Traviata non è mai uguale a se stessa, si potranno sempre ascoltare nuovi cantanti ed ammirare scene ed interpretazioni registiche diverse. </span></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>Rinunciare all&#8217;opera significherebbe rinunciare ad una parte  importante e identitaria di noi. </strong></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong> </strong>Purtroppo in Italia i giovani e non solo, leggono poco, non vanno all&#8217;opera sono attratti da veline e calciatori ossia vacuità e superficialità, ma non credo che possa essere solo colpa loro, all&#8217;estero di contro, si legge molto ed i teatri sono sempre pieni di persone di tutte le età, come mai? Forse c&#8217;è un problema a monte!</span></p>
<div><span style="color: #3366ff;"><strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></strong></span></div>
<div><span style="color: #3366ff;"><strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">2- So che ti sei occupata della parte relativa all&#8217;archivio musicale del Teatro dell&#8217;Opera. Quanto lavoro c&#8217;è voluto? Siete soddisfatti? Ci dai il link dove le persone possono cliccare e spieghi in breve cosa trovano se lo fanno? </span></strong></span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">L&#8217;8 febbraio 2010 abbiamo inaugurato il sito web interamente dedicato all&#8217; Archivio Storico del Teatro dell&#8217;Opera di Roma, nel quale progressivamente stiamo mettendo  on-line tutta una serie di documenti (cronologie degli spettacoli, fotografie, video, rassegna stampa, bozzetti , figurini) che testimoniano la ricchezza e lo spessore di un percosro artistico iniziato 130 anni fa. Attraverso un&#8217;interfaccia intuitiva costruita per nessi logici, sia il neofita che lo  studioso, possono navigare nelle diverse sezioni del sito e conoscere  processi produttivi del teatro, normativa, percorsi tematici e molto altro. L&#8217;indirizzo è <a rel="nofollow" href="http://www.archivioperaroma.it/" target="_blank">www.archivioperaroma.it</a><br />
 </span></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div><span style="color: #3366ff;"><strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">3- Il tuo compositore preferito? </span></strong></span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Johann Sebastian Bach. </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></div>
<div><strong><span style="color: #3366ff;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">4- </span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il 17 maggio 2010 orchestra, coro e corpo di ballo del Teatro dell&#8217;Opera di Roma si sono esibiti nella piazza davanti al Teatro dell&#8217;Opera piazza B. Gigli </span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica contro il noto Decreto Bondi volto alla precarizzazione di chi lavora nel mondo della Musica Lirica e Sinfonica. Eri presente? Esiti della manifestazione?</span></span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ero presente alla manifestazione che a causa del cattivo tempo si è poi spostata all&#8217;interno del teatro in platea. E&#8217; stata una giornata molto importante per tutti noi che lavoriamo nelle 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche, erano infatti convenute delegazioni provenienti da tutti i Teatri d&#8217;Italia. Hanno partecipato sindaci, presidenti di regioni, parlamentari, senatori ed anche il nostro presidente il Sindaco Alemanno. </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">E&#8217; indubbiamente stata una giornata di confronto ed anche di scontro.<strong> Io credo sia importante manifestare per dimostrare vitalità e rifiutare logiche che tendono a smembrare per poi far cadere il &#8220;tesoretto&#8221; nelle mani delle solite &#8220;cricche&#8221; di turno che lo amministreranno con i soliti sistemi clientelari.</strong> In fondo siamo un settore di nicchia (solo 5000 lavoratori in tutta Italia) ma fondamentale nel panorama della cultura italiana </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><span style="color: #3366ff;"> </span></strong></span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><span style="color: #3366ff;">5- Spiegaci, come se avessimo 2 anni d&#8217;età, cosa comporta la conversione in Legge del Decreto sulle Fondazioni Lirico- Sinf</span><span style="color: #3366ff;">oniche</span></strong></span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">La conversione in legge comporterà: <strong>ulteriore riduzione del FUS</strong> (fondo unico per lo spettacolo). Dal 1998 questo fondo è stato continuamente ridotto portando le Fondazioni a non,poter più sostenere le spese fisse. I tagli sono stati apportati sempre dai governi di centrodestra. In questa legge non c&#8217;è un elemento fondamentale ossia la defiscalizzazione delle donazioni di eventuali sponsor, negli altri paesi esiste ed i teatri si mantengono in larga parte con sponsor privati. Ripeto che il decreto mira a precarizzare l&#8217;intero sistema, e sappiamo tutti che nella precarietà è difficile mantenere un alto standard di qualità. Nel decreto si intuisce, tra le righe, da una parte la volontà di controllo totale  esercitata dal ministero dei Beni Culturali il quale elargirà fondi su base discrezionale e dall&#8217;altra la volontà di abbandonare alle Regioni alcune fondazioni più periferiche e ritenute meno prestrigiose innescando una lotta tra poveri.</span></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><br />
 </strong></span></p>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><span style="color: #3366ff;"><strong>6- Un cittadino deciso a farlo come può sostenervi e sostenere il teatro in generale?</strong></span></span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il cittadino potrà sostenere il teatro frequentandolo il più possibile, non è affatto vero che sia un fatto elitario, negli altri paesi non lo è ! E sino a qualche anno fa il teatro era molto frequentato, era un fenomeno di massa, poi ha cominciato a subire la concorrenza di tv, cinema, computer etc.</span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><br />
 </strong></span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><span style="color: #3366ff;"><strong>7- Segnalaci qualche appuntamento del Tatro dell&#8217;Opera da mettere in agenda. </strong></span></span></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">I prossimi appuntamenti saranno:</span></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>-</strong> <strong>Terme di Caracalla</strong>:  <em>Rigoletto</em> di Giuseppe Verdi dal <strong>28 luglio all&#8217;8 agosto</strong><br />
 <strong>-</strong> <strong>Teatro dell&#8217;Opera</strong> : <em>Roberto Devereux</em> di Gaetano Donizetti  <strong>1 &#8211; 6 ottobre</strong><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Per gli appuntamenti successivi si può consultare <a rel="nofollow" href="http://www.operaroma.it/" target="_blank">www.operaroma.it</a></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.liquida.it" title="Notizie, immagini e video dai blog italiani su Liquida"><img src="http://www.liquida.it/img/scudetti/segnala120b.gif" width="120" height="52" border="0" /></a></p>
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		<title>Senza stancarsi di immaginare Dante</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 07:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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Non so come ciascuno di voi abbia letto o studiato la Divina Commedia, ma ecco sarebbe interessante anche spostare la domanda su come visualizzate o avete immaginato certi momenti storici (o anche quelli meno famosi) della Divina Commedia. Ad esempio, io ho una certa mia idea del bel personalino di Farinata. Ho una certa idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_769" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/altoinferno1.jpg"><img class="size-medium wp-image-769" title="Fabrica - Inferno Dante secondo Waterhouse e Hutton - Altoinferno" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/07/altoinferno1-300x243.jpg" alt="Fabrica - Inferno Dante secondo Waterhouse e Hutton - Altoinferno" width="300" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Fabrica - Inferno Dante secondo Waterhouse e Hutton - Altoinferno</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Non so come ciascuno di voi abbia letto o studiato la <em>Divina Commedia</em>, ma ecco sarebbe interessante anche spostare la domanda su come visualizzate o avete immaginato certi momenti storici (o anche quelli meno famosi) della <em>Divina Commedia</em>. Ad esempio, io ho una certa mia idea del bel personalino di Farinata. Ho una certa idea di quando Bice e Dante guardano nella stessa direzione come due aquile. Ancora, i sospiri del povero, durante il viaggio, me li sono immaginati tutti. La lonza me la disegnavo sul banco di continuo. Virgilio che si eclissa. certi spiriti che volteggiano cantando, bagliori che daznano in triplice corona. E così via. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Non so se conoscete <a href="http://www.fabrica.it/">Fabrica</a>, gruppo di ricerca istituito dalla Benetton e concentrato sulle nuove forme della comunicazione creativa. Che io non capisco mai se Toscani sta ancora con Benetton, se han fatto pace, se no. Manco mi interessa credo. Pensavo gli avesse fatto ciao ciao con la manina per avviare un progetto chiamato <a href="http://www.lasterpaia.it/">La Sterpaia</a> (ricorderete l&#8217;anoressica sui pannelli a dimensioni enormi / l&#8217;odiosa Pane Amore e Fantasia per la Sanità, quella col sorriso da tirarle via tutti i denti con una spranga), poi rieccotelo con Fabrica patrocinata da mamma Benetton. Ma, non si capisce mica. <br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Insomma, è stato detto ai ggiovani creativi: &#8220;Prego, rivitalizzare la Divina Commedia. La prima cantica, nello specifico, grazie.&#8221; <br />
 Due inglesi, Patrick Waterhouse e Walter Hutton, hanno raccolto la sfida. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ne vengono fuori immagini piene di dettagli, un&#8217;incursione operata per mano e matita finita proprio dentro al mondo metaforico di Dante.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il tutto è confluito in un libro &#8220;<a href="http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp?PRODID=SH246198616">L&#8217;inferno di Dante &#8211; Una storia naturale&#8221;</a>, pubblicato da Mondadori. Ora, io non l&#8217;ho ancora fatto mio, hanno la precedenza due libri e degli allenamenti privati, ma ci metterò le mani presto. La speranza è che non si tratti del solito &#8220;Aho che famo?&#8221; &#8220;Famo Dante ché fa figo&#8221;, me li immagino &#8217;sti due da loft, dopo il brunch, prima del milkshake, a Converse slacciate e con i Ray Ban in casa mentre fuori piove. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Però magari sbaglio e loro son bravi, hanno studiato, sono entrati nelle viscere di quella cosa grande che è la </span><em>Comedìa</em><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">, quella cosa che in una vita si legge bene e tutta se rinunci a altre cosette o hai dei bravi maestri. Magari c&#8217;è il volto alzato e gli occhi sopra al naso che cerca il mento, il coraggio ritrovato (<em>Quali fioretti dal notturno gelo / chinati e chiusi&#8230;</em> <strong>If</strong>, II, 127-138). </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Magari ogni illustrazione è minuziosamente corredata da descrizione che da Dante parte e in Dante si muove.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Da quel che ho nasato finora, le illutrazioni conservano una certa inquietudine, un certo qual brivido, uno strisciare di metafore. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ecco alcuni <a href="http://www.designerblog.it/galleria/fabrica-inferno/1">disegni</a>.<br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Qui una video <a href="http://vimeo.com/12394645">intervista a Hutton e Waterhouse.</a><br />
 (Ditemi se non vi capita di volere, a volte, che le espressioni sulle facce di certi disegnatori siano, di tanto in tanto, un pochetto più accese).</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">A Ekalix piace perché ogni volta che si rivive Dante c&#8217;è un pezzo di cosmo che guizza, forme di smisurata bellezza come la rugiada al mattino che vanno ilari per l&#8217;asfalto prima che le strade siano riempite di noi umani. Ogni volta che si fa rivivere Dante non solo in qualche Piazza e non solo da quel Benigni, ecco, si rivitalizza l&#8217;immaginario collettivo anteriore, sostrato di quello che abbiamo adesso. Una bella sfida. Chissà cosa ne avrebbe pensato zio Gustavo (Doré). </span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">O Rodin, Corot, Delacroix e bla e bla.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.liquida.it" title="Notizie, immagini e video dai blog italiani su Liquida"><img src="http://www.liquida.it/img/scudetti/segnala120b.gif" width="120" height="52" border="0" /></a></p>
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