Archivio per la categoria Intervisto la gente viva

Ekalix <-----> LaFilleDeLaFollie

 

Ekalix intervista LaFilleDeLaFolie di recente ospitata dal Fringe di Spoleto presso lo spazio Largo Oberdan.

Potremmo stare a spendere parole su Beatrice Passeggio ma è meglio che le chieda se mi dà qualche foto da mettere nel pezzo. Se non troverete le foto, magari vuol dire che non era in vena. Magari inserisce una bio ma non penso proprio. Se non trovate né foto né bio le chiedo io di fare una foto a me magari con dettaglio sulla prima ruga che spunta se è già spuntata.

 


 

Sei ubriaca?
Oddio sai che effettivamente sono ancora un pochino sbronza da ieri sera. Ho quel mal di testa che mi rende praticamente uno zombie da questa mattina. Quindi non mi sembra il caso di ricominciare a bere, e poi si beve per festeggiare,quindi dovrei trovare una ragione per festeggiare, teoricamente.


 

 

Quando un arto si rompe fa più crac di un cuore che si spezza vai a capire per quante delle umane misere ragioni o su per giù il suono è lo stesso? E una fotografia potrebbe riprodurlo?
No, o almeno non sarà la foto a riprodurlo.

Tu puoi pensare di creare qualcosa che possa rappresentare il dolore che hai provato mentre ti si spezzava qualcosa.
Sta poi nella sensibilità dello spettatore immaginarsi il suono, i perché e via dicendo.

 

Perché la figlia della follia e non la zia o la nonna?
Non mi sono mai piaciuti i parenti alla lontana.

 

Ti incuriosiscono gli oggetti, le persone che somigliano a certi oggetti o vai più su cose esistenziali tipo il concetto di limite per coloro che limiti non se ne son mai automessi?
Dici che ci sono persone che assomigliano a un vibratore? Di oggetti ne sono circondata, forse mi circondo più di oggetti che di altro per compensare qualche mancanza, vai a capire. Ma con gli oggetti solitamente se non sai farli funzionare hai le istruzioni per capire come fare, magari non comprenderai appieno l’utilità del suo utilizzo, ma saprai come fare. Gli oggetti hanno anche dei limiti, specificati sempre nelle istruzioni. Ma non ti rompono le palle, e questa secondo me è una cosa molto importante.

 

Ti ecciti quando fotografi? Proprio nell’istante del clic.
No, se sono in studio no. O almeno, mi agito (a meno che non sia stanca per colpa della fase di “pre-scatto” in cui sistemo luci cazzi mazzi e via dicendo) mentre continuo a scattare, entro diciamo in uno stato di agitazione che mi rilassa, non sento il caldo, il freddo, la stanchezza.. ma dipende da cosa sto fotografando. Diverso è invece quando sono in giro, e voglio fare delle foto a gente che magari se sapesse che sto tentando di fotografarla mi tirerebbe un cazzotto in fronte. Allora lì si, sono eccitata,ho anche paura e sono curiosa.

 

 

Un’estate lavorai per pittori americani a Rapolano Terme. Tra questi c’era un cinese che nella pausa pranzo mi raccontò la storia di una modella newyorchese con la quale aveva lavorato. Lui la ritraeva spesso, erano amici o quasi. Lei si faceva solo ritrarre da pittori, nonostante fotografi glielo chiedessero di continuo. Era convinta che i clic le rubassero la bellezza i pennelli no. Che le diresti se te la trovassi davanti?
Come faceva a comunicare con il pittore cinese? Quale lingua usavano? Secondo me, ‘sta tipa pensa che con il pennello la cellulite non si vede. Ma non conosce i prodigi di photoshop.

 

Se due persone che si amano si abbracciano troppo a lungo, va a finire che i sessi si fondono?
No, non penso, al massimo fanno la stessa puzza quando finiscono di abbracciarsi.

 

E se quell’istante lì di fusione fosse una fotografia, che colori avrebbe?
L’istante in cui si abbracciano? Bianco e nero.
L’istante in cui potrebbero fondersi? Colori e toni caldi leggermente sovraesposti con qualche riflesso di luce. un po’ alla pubblicità di Flora by Gucci.
Io però mi divertirei di più a fotografare l’istante in cui, finito l’abbraccio si annusano e sentono che fanno la stessa puzza!

 

 

Mi dici una cosa che hai in mente adesso? 
Ho tante cose da fare ma io sono una procrastinatrice.
Anzi, procrastino prima di procrastinare. Domani devo partire, e non ho fatto la valigia.. ma anzi,non ho neanche lavato i vestiti.

 

L’anima sta negli occhi? Rispondi facendo una veloce carrellata degli scatti che hai nel tuo portfolio finora, come si fa con la vita quando si sta per morire.
Sì.

 

 

C’è un alimento che mangi che ti fa scattare foto più belle ma è un segreto e non lo dici a nessuno e quindi non lo dirai nemmeno qui?
Non posso permettermi di dare consigli sulla dieta a nessuno, sono sovrappeso da quando sono nata! E comunque no, al massimo posso dirti che mi rode il culo, e quello mi fa venire idee.

 

 

Ti sei ubriacata mentre rispondevi?
NO! lo giuro.

 

Dormirai tranquilla stanotte?
Forse non dormirò.

 

Se non avessi più le mani, con cosa fotograferesti?
Non saprei, magari spingerei il tasto di scatto con la punta della lingua…

 

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Il coniglio colto sul fatto

 

Abbiamo fermato per un attimo il coniglio che sta saltando verso i Giardini del Frontone di Perugia, luogo dove il 19 e il 20 giugno 2012 sguinzaglierà ottimi corti d’animazione in forma del tutto gratuita. L’evento inizia alle 21.30 ed è in collaborazione con Skunk Prod.

Andateci con qualcuno cui volete bene, per manina o no.


 

RABBITFest 2012

RABBITFest 2012

 

Che mangi per ricaricarti prima dell’evento?
Mangio poco senza regole e senza orari, mi piacciono molto le ciliegie.

 

Siamo alla terza edizione. Tre. Quarto numero della successione di Fibonacci, numerato caro a Dante, tre come trinità, tre come movimenti hegeliani, tre che per la Smorfia è il gatto… Cosa significa per te questo numero?
Il tre è per me un punto intermedio tra passato e futuro, sono felice per i bellissimi lavori proiettati ma anche con tanta voglia di crescere ancora. 

 

Arrugas (Frame)

Arrugas (Frame)

 

Crescendo si perfeziona il salto del coniglio o senti acciacchi alla anche?
Non sono stanco per niente anzi comincio ad avere bisogno di saltare sempre più in alto e sempre più spesso.

 

Parliamo dei corti. 
Quello che consiglieresti alle nonne. “Dove sei, amor mio” di Veljko Popović
Quello che va bene per chi è stato appena lasciato. “Topo glassato al cioccolato” di Milkyeyes
Quello che è perfetto per chi sta trasformando la propria interiorità. “Silenziosa-mente” di Alessia Travaglini
L’ideale per chi ha un progetto silenzioso e ambizioso. “Luminaris” di Juan Pablo Zaramella
Quello che non si deve perdere assolutamente. “Extn.21” di Lizzie Oxby 

 

Birdboy (Frame)

Birdboy (Frame)

 

Chiunque lo volesse fare, come può sostenere il Rabbit anche in vista della prossima edizione?
In vari modi: sponsorizzare l’evento, essere fisicamente presenti al RabbitFest per farlo crescere e coinvolgerci in nuovi progetti. 

 

Stai pensando di saltare all’estero?
Al coniglio piace tanto viaggiare e riportare in Italia tutte le cose belle viste in giro per il mondo: porto l’estero in Italia.  

 

Howl (Frame)

Howl (Frame)

 

RABBITFEST _ Rassegna di cinema di animazione _ III edizione

19, 20 giugno 2012
Perugia – Giardini del Frontone
Ore 21.30

Ingresso gratuito

 

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L’ingegnere ambientale risponde sul nucleare

 

 

 

Immagine | Rosen

Immagine | Rosen

 

 

 

Stufa di essere indottrinata solo a un livello superficiale intorno a temi che riguardano da vicino noi e la vita del pianeta, ho intervistato Fabiana Zangheri, ingegnere ambientale che si occupa di progettazione di impianti fotovoltaici. Trovate l’intervista anche su Cure naturali.


Ci spiega perché prima di parlare di smaltimento di scorie radioattive, l’Italia dovrebbe affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti soldi urbani; ha inoltre chiarito questioni sul nucleare, il fotovoltaico e il risparmio energetico.

Ma, soprattutto, ha risposto alle mie domande con pazienza, sensibilità, professionalità e una dote che dovrebbe essere prerogativa di chi lavora in settori che toccano da vicino il benessere naturale del pianeta: la trasparenza.


Cosa hai studiato?

Ingegneria per l’ambiente ed il territorio.

 

L’esame più bello all’università?

Pari merito:
 Energia da biomasse e Sistemi energetici.

 

Perché proprio questi i più belli?

Contenuti interessanti che, se bene applicati, possono cambiare il futuro.

 

Di cosa ti occupi ora?

 

Progettazione di Impianti Fotovoltaici.

 

Il governo Berlusconi vuole costruire 8 nuove centrali. Quali potrebbero essere i danni che una centrale nucleare normalmente funzionante potrebbe procurare alla salute dell’uomo e all’ambiente? Sono scientificamente provati? E quelli che ricadrebbero sulle persone che vivono vicino alle centrali?

 

Una centrale nucleare ben realizzata e normalmente funzionante non produce danni diretti molto maggiori di quelli che siamo abituati a subire ogni giorno a causa dell’utilizzo di combustibili fossili. Chi abita nelle vicinanze di una centrale ad olio combustibile o a carbone o al centro di una grande metropoli, rischia lo stesso di morire di cancro a causa dei numerosi inquinanti rilasciati in aria. 
E’ vero che una centrale nucleare in esercizio emette continue piccole dosi di radioattività sotto forma di radionuclidi rilasciati dall’impianto insieme al vapor acqueo che tende a trascinarli; tuttavia, il rischio più grande è connesso allo smaltimento delle scorie radioattive.

 

Le scorie, per essere smaltite correttamente, devono essere racchiuse in celle di cemento armato e vanno “seppellite” ad elevate profondità. Il cemento armato che costituisce la cella deve avere buone caratteristiche, perché deve resistere a elevati sforzi meccanici, ad alte temperature e all’azione di dilavamento degli agenti esterni.
 Se non si rispettano perfettamente tali procedure, il rischio è per tutti, non solo per chi vive vicino ad una centrale nucleare.

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo in cui il sistema di smaltimento dei rifiuti solidi urbani più utilizzato è ancora la discarica, nonostante esistono incerenitori di rifiuti che inquinano molto di meno di una centrale a petrolio. A Brescia abbiamo un eccellente esempio dal punto di vista ingegneristico. 
Eppure continuiamo a cercare siti per discariche ai piedi del Vesuvio, perché i rifiuti sono ad oggi una delle più grandi macchine da soldi che si ha a disposizione.
 Quindi, personalmente, non credo che un paese che non è in grado di gestire lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, possa affrontare in tutta tranquillità lo smaltimento delle scorie radioattive.

 

È vero che le centrali durano solo 40 anni? Ed è vero che il nucleare ha il peggior rapporto costo kWh prodotto?

Non è detto. In America ancora producono energia centrali realizzate negli anni ’60 anche se ben mantenute. Per quanto riguarda il costo: una centrale nucleare costa molto più di una qualsiasi altra centrale per produzione di energia, ma produce anche dei quantitativi di energia molto più alti. Il tempo di ritorno dell’investimento dipende da molti fattori ma si tratta comunque di una tecnologia che rende molto. Chiaramente la convenienza maggiore si ha quando si dispone della materia prima (giacimenti di Uranio).

 

Nei giardini dove giocano i bambini della cittadina tedesca di Krümmel sono state ritrovate palline di materiali solido con diversi radionuclidi all’interno che vengono liberati se si rompono. In quella zona, sede di una centrale nucleare, molti bambini negli ultimi anni si sono ammalati di leucemia. Andiamo incontro a qualcosa del genere?

 

Possibile. Sembra che ancora non sia stato dimostrato il legame tra presenza di centrali nucleari e aumento di mortalità da leucemia, ma esistono studi che ipotizzano che i radionuclidi rilasciati dagli impianti insieme agli effluenti liquidi e gassosi, possano essere incorporati nel suolo e nei vegetali ed essere assunti insieme al cibo dal corpo umano provocando lo sviluppo di cellule tumorali.

 

I cittadini si sono organizzati con una catena umana di 120 km per chiedere che la Germania esca dal nucleare, come prevede già una legge approvata in parlamento. Credi che gli italiani riuscirebbero a fare una cosa del genere?

No, chiaramente no. 
Gli italiani hanno l’abitudine di far valere i propri diritti solo nel momento in cui subiscono direttamente l’ingiustizia. Probabilmente, protesterebbero solo i genitori di quei bambini. Gli altri crederebbero di non essere toccati da quella tragedia.

 

In base a quali criteri si decide il luogo dove collocare una centrale nucleare?

Principalmente, alla sismicità. In Italia, i siti migliori sono in Puglia ed in Sardegna.

 

Pale eoliche. A che servono? Che danni producono? Se non ne producono, perché in Italia se ne vedono così poche?

Sono il sistema di produzione di energia più pulito, anche tra le rinnovabili. L’unico inquinamento prodotto è quello relativo alla fondazione in cemento armato (del tutto paragonabile alla fondazione di un condominio) e hanno una durata di vita media superiore agli altri sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile. 
Qualcuno parla di rumore eccessivo. Per fortuna in Italia abbiamo una legge che impone di realizzare impianti eolici a una distanza tale da non produrre inquinamento acustico. Pertanto, i casi in cui si è verificato questo problema, costituiscono una sorta di “abuso edilizio”.
 L’Italia è uno dei paesi sviluppati che utilizza di meno l’eolico, nonostante si tratti di una risorsa molto abbondante (si pensi solo alla ventosità della Sardegna).

Eppure, si tratta di un sistema di produzione dell’energia che viene disincentivato dallo Stato e dalle Regioni. La giustificazione principale risiede nel forte impatto visivo. 
Le antenne per la ricetrasmissione televisiva sono accettabili. 
Le pale eoliche sono orribili.
Normalmente, si tende a pensare che le antenne sono necessarie, le pale eoliche no.
 E’ proprio questa la chiave: realizzare un impianto eolico in più, significa bruciare tonnellate di petrolio in meno, quindi inquinare di meno. 
Di conseguenza sono necessarie.

 

Alternative al nucleare ci sono? Se sì, perché non se ne sente parlare?

Nì. Le fonti rinnovabili non sarebbero comunque in grado di produrre quanto il nucleare ma, se ben sfruttate aiuterebbero moltissimo. 
La vera alternativa al nucleare potrebbero essere i rifiuti. 
Personalmente, penso che sia meglio utilizzare un prodotto di scarto che dovremmo comunque smaltire.

 

Hai visto la campagna TV per il forum sul nucleare? Cosa ne pensi?

Uno specchietto per le allodole.

 

Hai scelto tu questo mestiere o lui ha scelto te?

Lui ha scelto me. 
Io volevo diventare un vulcanologo. 
Durante gli studi ho scoperto le rinnovabili e ho pensato che potessero migliorare il futuro di tutti.

 

Pensi che svolgeresti il tuo lavoro in modo più snello ed efficace all’estero?

Non c’è bisogno che ti risponda io. Basta guardare le quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili nel Nord Europa. L’uso di petrolio, gas e carbone libera anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra.

 

Alcuni credono che il nucleare sia l’unica fonte pulita utilizzabile su vasta scala. È così?

Produrre rifiuti radioattivi e liberare radionuclidi in aria significa utilizzare una fonte pulita????????? 
Certo non favorisce le piogge acide, il riscaldamento terrestre e l’aumento del buco dell’ozono, ma le energie pulite sono altre.

 

Il mondo ha fame di energia. Nei gesti quotidiani ognuno di noi può saziare meglio questa fame. Se ne hai, ci sveli piccoli trucchi per il risparmio energetico?

 

  • Spegnere completamente la TV quando si esce o si va a dormire.
  • Chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti.
  • Spegnere le luci che non si utilizzano.
  • Accendere il condizionatore estivo a 25° invece che a 18°. (Mi sono sempre chiesta: perché se in inverno accendiamo il riscaldamento a 22° e siamo in maglia di lana, l’estate che siamo in maniche corte, dobbiamo stare a 18°?)
  • Evitare di aprire le finestre quando è in funzione l’impianto di riscaldamento.
  • Installare sul tetto della propria casa un impianto fotovoltaico e un impianto solare termico e magari un microeolico in giardino per l’illuminazione esterna.

 

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In Italia, 4 secoli fa, nasceva l’opera. Oggi, la si mutila.

 

Ekalix <–> Alessandra Malusardi

 

 

 

 

Schroeder riflette e suona dopo aver letto l'intervista ad Alessandra Malusardi

Schroeder riflette e suona dopo aver letto l'intervista ad Alessandra Malusardi

 

 

 

 

Già non si parla più di molte cose che divampano poi sfiammano, come sappiamo.

Allora la parola va ripresa. Ekalix ne scambia qualcuna con Alessandra Malusardi, Viceresponsabile dell’Archivio Storico ed Audiovisuale della Fondazione Teatro dell’ Opera di Roma. Alessandra è diplomata in Arpa al Conservatorio di S.Cecilia di Roma e laureata in Storia della Musica all’ Università “La Sapienza” di Roma. Dopo aver ricoperto il ruolo di prima arpa in diverse orchestre italiane ed aver suonato in formazioni cameristiche nel 2005 inizia a collaborare con l’Archivio Storico de Teatro dell’Opera.

Oltre titoli e onoreficenze, donna di cultura che nella cultura lavora e di cultura si nutre.  La sua sensibilità può aiutarci a capire meglio cosa sta succedendo. Perché le cose non sfumino all’ombra dell’ombrellone.  Capiamo meglio cosa implica la conversione in legge del Decreto sulle Fondazioni Lirico-Sinfoniche. Chi manifesta, chi condivide, perché, a quale prezzo, con quale intento. Per un’intenzione che resti viva e accesa, in nome della bellezza, del bagaglio culturale. Bagaglio che DEVE restare più forte del bavaglio.


1- Il latino è una lingua morta. “Per l’estate, ragazzi, leggete Moccia, non Voltaire.” Il teatro è complicato, sperimentale e noioso. La tv, quella sì.
Dimmi, l’opera, quella cosa che per dire una roba ci vogliono tremila parole e tutti stanno male e si lamentano dandoci di acuti e mille smorfie e poi alla fine lei muore. Ecco, è inutile, no? Tanto vale tagliare, no?
Indubbiamente i tempi ed i gusti cambiano ma l’opera è un genere inventato in Italia quattro secoli fa, lo abbiamo esportato con successo in tutto il mondo, inoltre abbiamo anche inventato il luogo nel quale rappresentarlo (Vedi Teatro all’Italiana). Nel teatro si sommmano  tutte le arti: canto, ballo, suono, arti figurative, regia, arti applicate etc.  Attraverso regie e scenografie nuove, l’opera si rinnova continuamente pur nel rispetto della partitura voluta dal compositore. La Traviata non è mai uguale a se stessa, si potranno sempre ascoltare nuovi cantanti ed ammirare scene ed interpretazioni registiche diverse.

Rinunciare all’opera significherebbe rinunciare ad una parte  importante e identitaria di noi.

Purtroppo in Italia i giovani e non solo, leggono poco, non vanno all’opera sono attratti da veline e calciatori ossia vacuità e superficialità, ma non credo che possa essere solo colpa loro, all’estero di contro, si legge molto ed i teatri sono sempre pieni di persone di tutte le età, come mai? Forse c’è un problema a monte!


2- So che ti sei occupata della parte relativa all’archivio musicale del Teatro dell’Opera. Quanto lavoro c’è voluto? Siete soddisfatti? Ci dai il link dove le persone possono cliccare e spieghi in breve cosa trovano se lo fanno?
L’8 febbraio 2010 abbiamo inaugurato il sito web interamente dedicato all’ Archivio Storico del Teatro dell’Opera di Roma, nel quale progressivamente stiamo mettendo  on-line tutta una serie di documenti (cronologie degli spettacoli, fotografie, video, rassegna stampa, bozzetti , figurini) che testimoniano la ricchezza e lo spessore di un percosro artistico iniziato 130 anni fa. Attraverso un’interfaccia intuitiva costruita per nessi logici, sia il neofita che lo  studioso, possono navigare nelle diverse sezioni del sito e conoscere  processi produttivi del teatro, normativa, percorsi tematici e molto altro. L’indirizzo è www.archivioperaroma.it

 

3- Il tuo compositore preferito?
Johann Sebastian Bach.

4- Il 17 maggio 2010 orchestra, coro e corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma si sono esibiti nella piazza davanti al Teatro dell’Opera piazza B. Gigli per sensibilizzare l’opinione pubblica contro il noto Decreto Bondi volto alla precarizzazione di chi lavora nel mondo della Musica Lirica e Sinfonica. Eri presente? Esiti della manifestazione?
Ero presente alla manifestazione che a causa del cattivo tempo si è poi spostata all’interno del teatro in platea. E’ stata una giornata molto importante per tutti noi che lavoriamo nelle 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche, erano infatti convenute delegazioni provenienti da tutti i Teatri d’Italia. Hanno partecipato sindaci, presidenti di regioni, parlamentari, senatori ed anche il nostro presidente il Sindaco Alemanno.
E’ indubbiamente stata una giornata di confronto ed anche di scontro. Io credo sia importante manifestare per dimostrare vitalità e rifiutare logiche che tendono a smembrare per poi far cadere il “tesoretto” nelle mani delle solite “cricche” di turno che lo amministreranno con i soliti sistemi clientelari. In fondo siamo un settore di nicchia (solo 5000 lavoratori in tutta Italia) ma fondamentale nel panorama della cultura italiana

5- Spiegaci, come se avessimo 2 anni d’età, cosa comporta la conversione in Legge del Decreto sulle Fondazioni Lirico- Sinfoniche
La conversione in legge comporterà: ulteriore riduzione del FUS (fondo unico per lo spettacolo). Dal 1998 questo fondo è stato continuamente ridotto portando le Fondazioni a non,poter più sostenere le spese fisse. I tagli sono stati apportati sempre dai governi di centrodestra. In questa legge non c’è un elemento fondamentale ossia la defiscalizzazione delle donazioni di eventuali sponsor, negli altri paesi esiste ed i teatri si mantengono in larga parte con sponsor privati. Ripeto che il decreto mira a precarizzare l’intero sistema, e sappiamo tutti che nella precarietà è difficile mantenere un alto standard di qualità. Nel decreto si intuisce, tra le righe, da una parte la volontà di controllo totale  esercitata dal ministero dei Beni Culturali il quale elargirà fondi su base discrezionale e dall’altra la volontà di abbandonare alle Regioni alcune fondazioni più periferiche e ritenute meno prestrigiose innescando una lotta tra poveri.


6- Un cittadino deciso a farlo come può sostenervi e sostenere il teatro in generale?
Il cittadino potrà sostenere il teatro frequentandolo il più possibile, non è affatto vero che sia un fatto elitario, negli altri paesi non lo è ! E sino a qualche anno fa il teatro era molto frequentato, era un fenomeno di massa, poi ha cominciato a subire la concorrenza di tv, cinema, computer etc.

7- Segnalaci qualche appuntamento del Tatro dell’Opera da mettere in agenda.
I prossimi appuntamenti saranno:

- Terme di CaracallaRigoletto di Giuseppe Verdi dal 28 luglio all’8 agosto
- Teatro dell’Opera : Roberto Devereux di Gaetano Donizetti  1 – 6 ottobre

Per gli appuntamenti successivi si può consultare www.operaroma.it

 

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