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	<title>EkaliX &#187; Arte Marziale</title>
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		<title>Rinunciare al corpo e dunque onorarlo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 21:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; L&#8217;artista marziale rinuncia al corpo già nel confronto. Muore appena sale sul tatami, anche se magari si batterà vincendo. &#160; Ho fatto nel bosco a muscoli freddi una flesso rotazione che non è piaciuta al mio nervo sciatico e il piriforme mi si è ribellato. Bloccandomi. Di ritorno dall&#8217;America non mi ero, di fatto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">L&#8217;artista marziale rinuncia al corpo già nel confronto.</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Muore appena sale sul tatami, anche se magari si batterà vincendo. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Ho fatto nel bosco a muscoli freddi una flesso rotazione che non è piaciuta al mio nervo sciatico e il piriforme mi si è ribellato. Bloccandomi.</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Di ritorno dall&#8217;America non mi ero, di fatto, fermata.</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Ho iniziato a viaggiare con un&#8217;altra velocità, questo sì, ma fermarsi, no, quando invece era il caso. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">E mi è presa una gran paura.</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Paura pura, niente di più noioso a raccontarla dopo; quella che sta nei reni, quella che va veloce e si espande come l&#8217;acqua, quella che sta dall&#8217;altra parte della fiducia.</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Paura che mi ha ricatapultato ai mesi immobile con la gamba destra per via di un incidente stupido.</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Una gestione della situazione migliore a primo impatto, degenerata nel giorno successivo.</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Timore per tendini e febbre che si accatasta sopra (timore e tremore quindi, si potrebbe scherzare).</span><br />
<span style="font-family: helvetica;"> Un&#8217;altra lezione. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Con l&#8217;aiuto di un ortopedico illuminato ne sono venuta a capo. </span><br />
<span style="font-family: helvetica;">Tutti i legamenti a posto, nessuno stiramento muscolare. E un aiuto a capire di posizione yoga in posizione yoga, quale non va assolutamente forzata, quale è meglio evitare nel primo periodo di ripresa. Insieme a un discorso completo sugli osteopati e l&#8217;osteopatia, e molte domande su alcune discipline orientali. Sì, signori, la nostra sanità pubblica avrà anche grossi baroni bastardi, ma pure uomini innamorati della loro materia, che se ne fregano di schiavizzare l&#8217;infermiera di turno e <em>stanno</em> piuttosto sulle cose, ci stanno proprio, studiano, ricercano. E si mettono insieme a te a cercare il titolio di un libro che può aiutarti a capire meglio la biomeccanica del corpo per applicarla allo studio sul movimento incorporato alla MTC che stai facendo. Poi con l&#8217;aiuto di un amico kinesiologo abbiamo lavorato per riassestare la condizione a prima del trauma. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Continuo a pensare che ruota dei meridiani, test muscolare, lavoro energetico armonico con annessa respirazione siano insieme potentissimi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Il libro di riferimento che mi terrà impegnata per qualche anno credo è </span><br />
<span style="font-family: helvetica;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/886521001X"><img title="Fisiologia articolare. Schemi commentati di biomeccanica umana" src="https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/51jOCHepgnL._SY100_.jpg" alt="Fisiologia articolare. Schemi commentati di biomeccanica umana" width="74" height="100" border="0" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/886521001X"> Fisiologia articolare. Schemi commentati di biomeccanica umana </a>I. A. Kapandji.</span></p>
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		<title>Leggeri e potenti. Sopra e sotto</title>
		<link>http://www.ekalix.eu/2011/11/leggeri-e-potenti-sopra-e-sotto/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 20:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte Marziale]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Dopo una pratica intensa con la discendenza diretta della dinastia Chen, il qi è potenziato e così le gambe. Le spirali interiori si sentono bene e così i 3 movimenti principali del dantien. Sudore da ferma per riscaldamento del corpo, andamento dell&#8217;energia interna e realizzazione della forma che davvero libera la parte superiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/11/Foto-del-70298281-10-2455862-alle-1931.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1540" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/11/Foto-del-70298281-10-2455862-alle-1931-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Dopo una pratica intensa con la discendenza diretta della dinastia Chen, il <em>qi </em>è potenziato e così le gambe. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Le spirali interiori si sentono bene e così i 3 movimenti principali del <em>dantien</em>. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Sudore da ferma per riscaldamento del corpo, andamento dell&#8217;energia interna e realizzazione della forma che davvero libera la parte superiore del corpo. </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Attualmente il pensiero ricorrente parte da quel che NON ho sentito dopo la pratica. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">No libertà, no creatività, no allungamento muscolare. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">La parte superiore è vuota e la parte sotto è potente. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Ma non vogliamo solo potenza per le nostre gambe. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Vogliamo agilità, ritmo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Sarebbe tutto qui l&#8217;essenziale per certi versi. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Ma si deve continuare a cercare, se qualcosa manca.</span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">I nostri corpi &#8220;occidentali&#8221; sono diversi dai corpi &#8220;cinesi&#8221;. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Non è un discorso razzista, è molto delicato, è una faccenda molto delicata. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Non veniamo da quel contesto culturale, i nostri eserciti si muovevano diversamente, l&#8217;individualità o personalità ha una rilevanza diversa. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Sto generalizzando molto, ma quel che voglio dire è che la nostra mente ha una forma diversa e così il corpo, andando insieme. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">La mia ricerca sarà sempre aperta, ma qui siamo a un punto interessante. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Il corpo &#8220;occidentale&#8221; deve riprendersi il corpo prima di tutto, attraverso un lago di pace interiore di immobilità ma anche mediante una consapevolezza fisica che si riceve anche solo provando lo stesso gesto per tante volte o gesti diversi. In seconda istanza, abbiamo un rapporto diverso con l&#8217;etichetta, non avendo conosciuto Confucio. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Il corpo quindi ha bisogno di una qualche disciplina marziale, ma è facile prendere quest&#8217;ultima come una gabbietta o, reazione opposta, sbraitare alla prima mezz&#8217;ora di standing position per silk reeling. Allora, mi sono detta all&#8217;inizio, se non si sostiene non si è semplicemente fatti per questa disciplina. Poi ho passato 5 mesi a studiare altri orizzonti del movimento consapevole. Ed ho sondato una libertà indomita. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Poi ho provato l&#8217;intensità della pratica marziale abbandonando per un attimo questo lavoro non-lavoro fluente che stava influendo così bene sull&#8217;apertura delle anche (proprio perché il punto non era più aprirle). </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">E il risultato non fluisce bene, ora che ho ripreso va meglio, ma all&#8217;inizio l&#8217;assenza è stata schiacciante.<br />
 </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora che succede se si uniscono i due versanti? </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Se non c&#8217;è davvero solo sempre mai una sola strada? </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Per quanto sia sempre stata inquieta in qualsiasi scuola io abbia mai frequentato, per quanto abbia scalciato di continuo, divergere o mischiare mi è sempre sembrato un tradimento rispetto alla forma originaria. Ma poi vedo i risultati. I corpi parlanti degli altri studenti avanzati, le esagerazioni, il lucro, le crisi poco sane. Tante di quelle pippe mentali sul <em>qi</em> che ci si discosta in maniera pazzesca dalla medicina tradizionale cinese. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora, io dico. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Stiamo nella forma, tracciamo i meridiani che si attivano con quella o questa posizione, passiamoci proprio sopra il dito. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Ma integriamo con un tipo di movimento che dia spazio a quella sensazione di lunghezza e luce tra ciascuna fascia muscolare, quella sensazione che pare si possa avere al meglio con un movimento non codificato. Un andamento del corpo, in pratica, che non limita l&#8217;imprevisto e non procura infortuni. </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Sto facendo delle prove insieme alla mia insegnante Naomi Milne, da sola, ne ho parlato con il discepolo della scuola Chen ma non c&#8217;è verso, </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">non si deve divergere dalla forma tradizionale di allenamento che è uguale ogni giorno. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Perché, mi dice, questo è l&#8217;unico modo per diventare maestri. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Ma se il punto del maestro è trasmettereè anche di sciuro ricevere domande e mettere in dubbio. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Non so se il maestro è anche quello che fa star bene gli allievi, che li fa stare bene da dentro profondamente attraverso quel che veicola. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla mia prospettiva, sì. Un sì deciso. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">E se invece la risposta è no, non me ne frega una mazza di diventare maestra. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">APPUNTI </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Se il primo versante tradizionale marziale lo chiamiamo Tai Chi Chuan 太極拳 </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">e il secondo, la mistura di movimento consapevole e qi gong, la chiamiamo qinetica </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">(non so, non faccio che pensare a questo miscuglio tra la parola greca e il qi), </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">allora potremmo provare ad assemblare:</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">TCC &#8211; Riscaldamento degli organi interni e non alternato a qi gong</span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">TCC -Studio della postura nel tai chi</span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">QINETICA &#8211; Lavoro a terra</span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">QINETICA &#8211; Lavoro alla barra</span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">TCC &#8211; Studio della forma nel tai chi </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">TCC &#8211; Applicazioni marziali </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Questo mi sembra un po&#8217; accettabile, un po&#8217; completo. </span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Si fraziona bene se si hanno a disposizione due giorni alla settimana e uno extra di tanto in tanto per chi vuole.</span><br />
 <span style="font-family: verdana,geneva;">Ma ancora non so.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tecnica e spirito &#8211; Osservare le meduse</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 16:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; L&#8217;esplorazione marziale prosegue. Si allarga l&#8217;orizzonte del movimento, il repertorio dei gesti. Sto sviluppando un mio pensiero personale che non credo sia originale ma non riesco a smettere di formularlo e ri-formularlo e ri-formularlo, specie ora, dopo 3 mesi di pratica intensa tra qi gong, yoga taoista e tai chi e fusione improvvisa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/11/311020118476.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1500" title="Shhhht" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/11/311020118476-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">L&#8217;esplorazione marziale prosegue. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Si allarga l&#8217;orizzonte del movimento, il repertorio dei gesti. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Sto sviluppando un mio pensiero personale che non credo sia originale ma non riesco a smettere di formularlo e ri-formularlo e ri-formularlo, specie ora, dopo 3 mesi di pratica intensa tra qi gong, yoga taoista e tai chi e fusione improvvisa inaspettata con il lavoro di <strong><a title="Naomi Milne" href="http://www.cure-naturali.it/danzaterapia/971/danzaterapia/1445/a">Naomi Milne</a></strong>, le cui classi mi mancano da morire, anche per questo tornare a Santa Fe, dopo San Francisco e Los Angeles, sarà bellissimo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: helvetica;">TECNICA </span></strong><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Allora, il punto è questo.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Nel <strong>tai chi di stile Yang</strong> si accentua molto l&#8217;apertura dell&#8217;ombrello, la posa regale, il peso sulla gamba che sostiene la sequenza. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Nel <strong>tai chi semplificato trasmesso da Chen Man Ching</strong>, che a quanto pare  ha la meglio qui negli USA (forse perché, in apparenza, facile, spendibile, allettante per chi vuole imparare una forma e via), i gomiti sono interni,  In nessun caso il ginocchio si flette interiormente o le spalle guidano.  Io però ormai sono entrata nel pensiero delle spirali da cercare nel corpo, non posso più vedere se non con questo filtro bellissimo; ecco perché ora capisco le lontane parole di un amico che mi disse che sarei facilmente caduta in amore con lo <strong>stile Chen</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Ognuno fa quel che crede e tutto va bene, ma ora ho parole per dire ciò che noto: molti insegnanti (specie quelli occidentali) dello stile Yang o del semlificato, puntano tutto sul movimento minimo dall&#8217;esterno e sul condurre una pratica che sia basata sull&#8217;immobilità e le radici che partono dai piedi e affondano nel centro caldo della terra, per usare una metafora che mi viene ora. Così facendo però molti finiscono con l&#8217;irrigidirsi, specie nella zona sternocleidomastoidea. E&#8217; come se a forza di dire che le braccia non fanno niente e il collo non fa niente, questi ultimi si glaciassero del tutto. Di certo il <em>qi (ch&#8217;i)</em> non fluisce, s&#8217;annichilisce prima di arrivare al petto. Il che non è bello affatto. Il mio interesse invece è nel mantenere molte spirali che partono da sotto sotto e percorrono il corpo in più direzioni, slanciandolo verso l&#8217;alto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: helvetica;">SPIRITO <br />
 </span></strong><span style="font-family: helvetica;">La disciplina e l&#8217;irrigidimento del collo vanno insieme. Non avendo una formazione da ballerina o da trainer di girotonica o che ne so io, ero molto vicina a prendere questa direzione, senza che davvero ne fossi consapevole. Con questa visione nuova sul movimento (non posso dire occhi nuovi, perché sono gli stessi con cui seguo il mio maestro <strong><a title="Enrico Vivoli" href="http://www.cure-naturali.it/profilo/enrico-vivoli/234" target="_blank">Enrico Vivoli</a></strong>), poso dire che vale la pena osservare le <strong>meduse</strong>, come ho fatto ieri alla <em><a href="http://www.calacademy.org/">California Academy of Science</a></em> di San Francisco (disegnata dal nostro grande Renzo Piano) non so per quanto tempo, forse un&#8217;ora. Queste creature planctoniche originano il movimento dall&#8217;immobilità e viceversa. Per cui, ridere, respirare, muoversi in più direzioni durante una lezione. Il bilanciamento sta nel mantenere il carattere della sequenza, se serve, quando serve. Non tradire l&#8217;arte marziale ma sperimentare. fare le applicazioni ma tenere caldo il corpo con l&#8217;imprevisto del colpo che arriva o del farsi vento in un attimo. Saltare, ridere. Altrimenti è una lezione persa.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Concludo dicendo che ho ottenuto il sì per lo stage del<a href="http://www.tamalpa.org/"> Tamalpa Institute</a> che si terrà qui a San Francisco. Uno stage di un giorno nel fine settimana, con esplorazione ra arte marziale e altre forme di movimento espressivo. Molto importante. Poi si vola verso la culla dello stile Chen per una settimana,<em><a title="Chen Bing Academy" href="http://www.chenbing.org/english/"> Chen Bing Academy.</a></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Reduci di un brainwash</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 16:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte Marziale]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Virgilio perse i suoi terreni che andarono ridistribuiti ai veterani come ricompensa per i servigi da loro resi. &#160; Insomma leggevo questo pezzo del TIME (VOL.178, NO.8 &#124; 29 August 2011), pezzo strillato in copertina, dove troneggia il titolo: &#8220;The new Greatest Generation&#8221;. Come i giovani veterani di guerra stanno contribuendo a ridefinire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1435" class="wp-caption alignnone" style="width: 351px"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/09/P8232437.jpg"><img class="size-medium wp-image-1435" title="Foto | Adriaan Garritsen" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/09/P8232437-300x225.jpg" alt="Foto | Adriaan Garritsen" width="341" height="255" /></a></span><p class="wp-caption-text">Foto | Adriaan Garritsen</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Virgilio perse i suoi terreni che andarono ridistribuiti ai veterani come ricompensa per i servigi da loro resi. </span><br />
<span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Insomma leggevo questo pezzo del <a href="http://www.time.com/time/magazine/0,9263,7601110829,00.html">TIME (VOL.178, NO.8 | 29 August 2011)</a>, pezzo strillato in copertina, dove troneggia il titolo: <br />
 <em> &#8220;The new Greatest Generation&#8221;</em>. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Come i giovani veterani di guerra stanno contribuendo a ridefinire la direzione in patria. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">La tesi di fondo è che i veterani che hanno combattuto in Iran e in Afghanistan (<em>IAVA &#8211; Iraq and Afghanistan Veterans of America</em>) stiano riportando a casa competenze diverse da quelle dei loro predecessori. Questo, spiega il giornalista Joe Klein, si deve al fatto che le guerre stesse in questione, per essere combattute degnamente, richiedono qualità di cui &#8220;il paese ha davvero bisogno ora&#8221;. Decisioni da prendere in fretta, soluzioni creative, rigore, ottimismo, una forma di patriottismo vero, non basata solo sulle stellette stampate sulla bandiera. Competenze più sofisticate, diverse dal sissignore nossignore.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">L&#8217;articolo è pieno zeppo di testimonianze sorridenti, con dettagli cruenti su gambe amputate che ora sorreggono uomini fieri che hanno creto qualcosa in patria, hanno reso concrete realtà abitative e lavorative. Un nero robusto circondato da ragazzi, &#8220;usa le competenze acquisite in guerra per orientare e guidare i giovani.&#8221;. Giovani con grandi spalle e braccia che ora sono in grado di contribuire e mobilitarsi nelle situazioni conseguenti a disastri naturali.    Viene da annuire con entusiasmo, l&#8217;articolo poi è avvincente, quindi ti viene di leggerlo tutto d&#8217;un fiato, tutte le 6 pagine. Alla chiusa del pezzo c&#8217;è anche una testimonianza che spiega come certe lezioni di vita possono essere coltivate nelc uore degli United States Marines piuttosto che all&#8217;Harvard Business School. Un buon modo di rovesciare e riutilizzare potenziale umano puro. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Ecco però che c&#8217;è questa vocina dentro al diaframma che non riesco a zittire, per tutta la lettura. Che ci sia forse una nemmeno tanto implicita esaltazione alla guerra? Forse che il messaggio di sottofondo è che la guerra ha migliorato queste persone e le ha rese utili alla patria? Ho capito ma manca un passaggio, cazzo. Non dovremmo proprio ripensarla, la guerra in sé? Non abbiamo più bisogno di articoli che ci spieghino come il modello che abbiamo seguito finora stia crollando (vedi Borsa) e quanto questo sia legato a filo doppio all&#8217;attività bellica?   Starò in fissa, ma ultimamente, dpo aver letto un pezzo, la domanda per valutarlo è: questo articolo produce un cambiamento? Per cambiamento si intende una forza come quella di alcuni giovani italiani stanchi del premier e pieni di voglia di viaggiare e scoprire, per cambiamento si intende pannelli fotovoltaici e ritorno alla semplicità, visto che le risorse andranno scarseggiando. Ritorno al corpo, agli occhi, ai piccoli gruppi, allo scambio. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Questo articolo sui veterani spinge al cambiamento o alimenta il fervore con cui si sta in una posizione fissa?  Sempre nel pezzo viene riportata la testimonianza di John Nagl, ufficiale direttore del dipartimento del Center for a New American Security (CNAS) (non ne avevo mai sentito parlare, sembrerebbe essere un think thank costituito essenzialmente proprio dai veterani di nuova generazione. Nagl: <em>&#8220;World War II was fought by companies. Vietnam, by platoons. The current wars are all about small teams who have to interact with the local Iraqi and Afghan populations. That has required a different kind of soldier.&#8221; </em> L&#8217;assunto di base è qualcosa che non si questiona e in questo caso sembra essere una necessità di guerre sequenziali di cui, di conseguenza, si osserva la natura e se ne descrivono le forme.  Nell&#8217;articolo poi è riportata come una lezione di onore la scelta di un soldato che, persa una gamba, di fronte a due anni di terapia per riprendere l&#8217;uso dell&#8217;altra, decide di farsele amputare entrambe.  Viene da scuotere la testa o darsi pizzicotti. Sveglia. Sveglia.   Tutte le qualità illustrate nel pezzo, si ottengono anche con un costante allenamento marziale. Non sono mai stata in guerra, non sono mai stat in trincea, ma conosco gli artisti marziali e so quanto valore riposa nelle loro anime, mi hanno insegnato loro cosa significa davvero battersi ed è una condizione che è preceduta da moltissime altre forme di applicazione marziale silenzio e forme di intelligenza strategica. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Non è un pacifismo blando, le guerre ci sono sempre state, ma qui ora tutto brucia e un eccesso di Yang ha sempre dentro una carenza di Yin. Inoltre, qui sto conoscendo alcune persone che l&#8217;hanno vissuta e sono sempre più convinta del fatto che non ci sia bisogno del San Martino del Carso ungarettiano, non c&#8217;è bisogno di fare del &#8220;cuore il paese più straziato&#8221;, non c&#8217;è bisogno della bocca aperta del compagno morto che riposa vicino al tuo corpo confinato in un incubo rosso. Disordini post traumatici, ferite multiple, danni al cervello e anime scuoiate. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Per non parlare dell&#8217;altra parte, quella che riceve la disciplina in forma di proiettili, il cosiddetto nemico. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
 </span></p>
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		<title>Pratica e vino</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 20:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/09/150920117904.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1413" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/09/150920117904-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">La pratica procede. Il lavoro che ho ora da remoto mi consente di gestirmi bene, anche se diventa difficile stare ore davanti al pc, allora mi metto in posizioni che intanto allungano gli arti, specie quelli inferiori. Chi lavora con me ha capito quanto importante sia e potrò stare un po&#8217; di più.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>APERTURA</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Le gambe strillano perché hanno capito che le anche vogliono o vorrebbero aprirsi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Al mattino, due volte a settimana, faccio lezioni di movimento, molto presto, con un&#8217;insegnante fantastica, Naomi Milne. L&#8217;apertura delle anche si rispecchia nell&#8217;apertura del mio femminile, dentro. Che sbraita e adesso esce di più. Non parlo di frivolezza, parlo di Yin puro, per quanto noi umani possiamo avvicinarci a quelle due forze immani che il padre della macrobiotica chiamava &#8220;le mani dell&#8217;universo&#8221;, come mi ha insegnato il mio collega di tai e cuoco meraviglioso Sauro Ricci.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>QI GONG</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Faccio la forma Yang tradizionale quasi ogni giorno. Poi si passa al <em>qi gong</em>. Che è sempre un modo ulteriore per aprirsi all&#8217;imprevisto e contemplarlo. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> La qualità del <em>qi gong</em> che pratico qui è molto buona. A volte le dita sudano dopo poco tempo dall&#8217;inizio della sessione. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Credo anche mi si stia velocizzando il metabolismo, forse è anche per questo, non so. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> C&#8217;è una spiegazione sui meridiani che correda sempre il gesto e questo ho cercato per molto tempo. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> C&#8217;è anche un innesto di molte cose che non credo appartengano al <em>qi gong</em>, </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> una poesia in più &#8211; che a volte si traduce in fronzoli- interna all&#8217;anima di chi trasmette e dunque nulla si può e forse si deve contro ciò. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Credo sia dovuto alla trasposizione di una pratica sacra orientale in occidente e la fame spaventosa di poesia che abbiamo oggi come oggi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>YOGA E TAO</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Lo yoga daoista. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Che dire. Le torsioni, potrei parlarne per ore. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Del &#8220;semplice&#8221; sedere comodamente a gambe incrociate, che per me richiede, strano a dirsi, lavoro. Molto lavoro. <br />
 Non so se sia per la mia conformazione fisica o perché non siedo e non mi sono mai seduta così; credo sia conformazione, perché in generale non sono a mio agio con tutte le posizioni da seduta. <br />
 Fatto sta che le gambe iniziano a stare comode in <em>Sukhasana</em> solo ora, dopo due mesi quasi, e le ginocchia piano piano scendono. <br />
 In ogni libro è descritta come una posizione facile, quindi all&#8217;inizio è stato abbastanza un colpo al mio orgoglio. <br />
 Continua a esserlo, la fatica è immediata perché i muscoli lavorano contro la gravità. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Allora cerco di sedere con le anche più alte rispetto alle ginocchia, metto un blocco di legno sotto, come mi ha suggerito il maestro con cui sto studiando ora. Quando gli ho detto: &#8220;Ma se metto il blocco non apro mai, le ginocchia non si abbassano mai.&#8221; E lui mi ha spiegato che non è così, che se non lo metto rischio di lavorare con i muscoli sbagliati e comprimere quelli addominali e che piano piano le ginocchia scenderanno. E l&#8217;ho ringraziato, perché avrei rischiato di farmi male.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
 E&#8217; un mistero come possa essere così poco flessibile in questa zona. <br />
 Ci sto lavorando anche con la respirazione e stando a ranocchia prima di addormentarmi. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Piedi, caviglie, ginocchia, articolazioni coxofemorali, bacino, mi pare che tutto stia cambiando. <br />
 Sto imparando a fare le flessioni con il dantien, allungarmi usando il respiro. <br />
 Passare fluentemente da una posizione all&#8217;altra a volte è davvero sia tuffarsi che fare l&#8217;amore.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
 Le posizioni in piedi, in particolare <em>Uttanasana</em> (Piegamento in avanti), <em>Vrksana</em> (Posizione dell&#8217;albero), <em>Virabhadrasana</em> (Posizione del Guerriero) nelle sue varianti, Utthita <em>Parsvakonasana</em> (Posizione estesa ad angolo), <em>Parivrtta Baddha Parsvakonasana</em> (Posizione ad angolo con torsione), <em>Trikonasana </em>(Posizione del Triangolo, anche con rotazione)</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Per le posizioni in ginocchio, posso dire di essere già da tempo in amore con <em>Setu Bandhasana</em> (Il ponte, per intenderci).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>COSTUMI</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Dimenticare se stessi, questo vedo riesce poco a questa popolazione, per quanto sia difficile generalizzare. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>CIBO (<em>Gu ch&#8217;i</em>)</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Di certo sono diventata più sensibile ai formaggi, non mangiandone quasi più. Non per scelta, ma perché qui costano tanto. Un pezzo piccolo ma davvero piccolodi Gouda te lo fanno pagare anche 12 dollari. Per non parlare dei formaggi francesi e di quelli italiani. Quindi, visto anche il protagonismo del mio intestino, tendo a virare verso le proteine del salmone o della carne. Anche se il salmone ha la meglio piuttosto spesso. La cipolla poi, che ho scoperto mi scalda molto.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Sto finendo il caffé inviatomi dalla tenera madre, è stato un pensiero bellissimo che è servito anche a capire quanto sia facile stare senza caffé, prima della spedizione per un mese sono andata avanti a tè. In generale, sarebbe interessante vivere sul segno del &#8220;quanto sia facile stare senza&#8221;, magari senza inoltrarsi in luoghi impervi (tipo le mutande ecco, quelle dai, vale la pena).</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Stare senza bidet, anche interessante. Non da un punto di vista di cultura, ma di igiene profondo. In molto libri di pratica quotidiana taoista è scritto che l&#8217;igiene profondo dell&#8217;ano è importantissimo. Anzi, molti taoisti dedicavano a questa pratica diverso tempo, prima di andare fuori all&#8217;aria e mettersi letteralmente con il sedere contro il sole in modo che lo Yang annullasse i batteri.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Sono circondata da persone che vanno avanti a integratori, dietary supplement, Goldenseal, vitamina C, coenzima Q10. Possono anche pranzare con una manciata di mirtilli, un pezzo di pane di quelli da confezione e un burro di arachidi o pistacchi o mandorle. Quando mi vedono cucinare la pasta a pranzo rimangono un po&#8217; così. Io continuo a pensare che nel mio piatto di riso con zucchine, pomodori e radicchio o nel mio primo caldo o in qualsiasi altra cosa, ecco lì ci sia il carburante per fare anche più ore di pratica continuativa, come accade la domenica. Io prendo solo l&#8217;alga spirulina consegnatami dalla mia Red Witch, (a proposito, momento pubblicità: Erboristeria del Pigneto, Circonvallazione Casilina, 22). Mi serve e mi è servita per il ferro. Ne ho una scorta necessaria per i mesi qui.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Mi guardano strana anche col bicchierino di vino alla sera. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> E lì sono risate nette, perché ovviamente il vino non è contemplato (madonnina, certi vini dal Cile e dall&#8217;Argentina o dalla California, mmm), in questa cultura del sto-bene-mangio-bene-sono-rilassata-mangio-bio-credo-in-un-mio-dio-sorrido-guarda-quanto-sorrido-sono-tonica-sono-sociale-guarda-quanto-sono-sociale-anche-se-controllo-ogni-3-sec-l&#8217;iPhone-mentre-sei-vicino-a-me-o-altri-esseri-umani-lo-sono. Ovviamente, questa è una generalizzazione simpatica. Non sono tutti così, alcuni ti guardano negli occhie  quando ti abbracciano ti abbracciano per davvero. E per fortuna, non avrei resistito una settimana altrimenti. C&#8217;è anche, in altre parole, chi sa godersi la vita, chi non è incastrato in religioni di cibo o di movimento che rispondono a divinità con tanto di nome e cognome, bel culo e bel sorriso. E qui andiamo sull&#8217;ego.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>EGO</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Se mai insegnerò, se mai mi sentirò pronta, voglio restare sul piccolo forse. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Per me gli eccessi di alcuni di questi maestri sono tutte lezioni. Mi arrabbiavo, prima. Adesso c&#8217;è da imparare, mi dico. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> E&#8217; tutto materiale su cui riflettere. Il maestro non gode se qualcuno gli è devoto. Di certo c&#8217;è un certo senso di benessere interiore nel vedere che la trasmissione funziona su binari interessanti, di certo c&#8217;è un piacere che è simile a quando si sorride chiudendo gli occhi. Ma, appunto, si sorride chiudendo gli occhi, non lasciandoli aperti per guardarsi allo specchio.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Allo stesso modo, approfondiamo sul fronte dell&#8217;allievo. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Qui spesso accade che le pause dalla pratica, metti anche solo una settimana di ferie in un altro luogo, </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> si trasformino, per alcune persone, in un inferno. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> Perché si pratica con e soprattutto davanti al maestro ma poi la vocazione a farlo non esiste.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Il progresso personale luminoso del singolo viene azzerato dall&#8217;adulazione del punto luce unico.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Ti guardano con occhi disperati quando provi a dire qualcosa (ormai ho smesso), gli altri allievi: &#8220;Ma LUI ha inventato! Lui!&#8221; Riferito al maestro. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"> E io rido, perché è stato proprio un mio maestro a dirmi che nessuno inventa niente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>PAURE</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Mi spaventa il mio ritorno in Italia per un certo ridurre e pensare piccolo, qui c&#8217;è l&#8217;opposto e i suoi lati negativi ovviamente (ad esempio, diventare, letteralmente, la business card, nel senso che una persona si esaurisce in quello talvolta). Ma se dici che vuoi scrivere e lavorare col corpo e viaggiare la gente non ti guarda come se fossi scema totale. Mi spaventa perché qui il mio ritmo è scandito dal movimento. Quando non lavoro mi muovo e conosco. Farò in modo di tenere questo ritmo o forse portarlo su un livello corporeo ancora più alto, ma non nascondo che la pigrizia mi spaventa e quindi tanto vale stringerle la manina. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Ho paura, papà, che tu sia troppo lontano per vedermi accadere. <br />
 Ho paura che tu stia soffrendo e non riesci ad andare dove devi andare. <br />
 Ho paura di non sentirti nell&#8217;aria come invece qui riesco, in questa fetta di terra detta mondo nuovo</span><span style="font-family: helvetica;">. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>VOGLIE</strong> </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Vedere il Ghost Ranch, prima di lasciare il New Mexico.  Vedere un alieno,  prima di lasciare il New Mexico.  Andare a Black Hole, prima di lasciare il New Mexico.   Vedere il bimbo del mio maestro in Italia. Nuotare dopo aver speso un giorno con l&#8217;Oceano e aver solcato il Rio Grande. Riabbracciare quella quindicina di persone indispensabili che ti stanno dentro le vene, roba di osmosi di anime. Roba sacra.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">E altre cose che non dico perché me le dico tutti i giorni, me le dicono le mie mani tutti i giorni. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">In ultima istanza, </span><span style="font-family: helvetica;">viva er vino, viva Bbbacco, viva Orazio e Lao Tzu, viva la gente spontenea, viva chi viaggia, <a title="Viva tutto / Bolelli e Cherubini" href="http://www.collettivosoleluna.net/?page_id=3271">&#8220;viva tutto&#8221;</a>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
 </span></p>
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		<title>Misurarsi costantemente cambiando</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 05:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/08/P08-09-11_20.051.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1351" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/08/P08-09-11_20.051-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Il lavoro sul <strong><em>qi </em></strong>può davvero temprare ogni pratica fisica. <br />
 Si possono fare addominali, flessioni, posizioni capovolte, combattimenti, vasche a nuoto, affondi. <br />
 Ma del lavoro sul <em>qi </em>non si dice o si dice con difficoltà. <br />
 Ho conosciuto almeno due maestri che potemmo definire delle Barbara D&#8217;Urso del <em>qi</em>. Ammazza se si riempivano la bocca di parole.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Il <em>qi </em>si coltiva e basta. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Si arano i giorni, col <em>qi. </em></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Qui dove sono ora la pratica è un far venir fuori e al contempo introdurre; un andamento biunivoco interessante. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Non ho ancora capito se la scrittura sta facendo bene alla pratica o è la pratica che tira fuori parole, ma definire questo punto è impossibile, forse inutile. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Forse la pace che respiro dentro a questo cielo tanto vicino al viso è avere la penna in una mano e nell&#8217;altra pronta sia l&#8217;applicazione marziale sia la cura per chi potrebbe voler coltivare un&#8217;arte così antica e delicata. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Non c&#8217;è un grande studio legato alla forma, che coltivo ogni mattina da sola; questo per una scelta consapevole del maestro in questa fase del suo trasmettere. Ma c&#8217;è un lavoro sottile<em> in levare.</em> </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Sto unendo lo yoga taoista al qigong e al tai chi, come assemblato insieme dal maestro in questione. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Le mani che premono contro il tappetino in un&#8217;<em>asana</em>. Partiamo da qui. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Ci vuole in pancia un grande fuoco profondo come abisso di acqua. <br />
 Ci vuole leggerezza negli arti inferiori e alla testa e al collo, che si lasciano andare. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Ci vuole l&#8217;intenzione ferma che è il pieno nel vuoto. Ci vuole il contatto col terreno che è poi assorbimento ed espansione. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Lo stesso, lo stesso non si ritrova nell&#8217;esecuzione della forma, quale che sia delle infinite esistenti? </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;"><br />
 E allo stesso modo si costruisce un racconto o un romanzo o un personaggio. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Allo stesso modo ho visto agire nel mondo, con questa energia vitale, un&#8217;erborista con gli occhi pieni di passione. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Allo stesso modo mio fratello quando cucina e mi spiega le cose con un&#8217;efficienza marziale e ci aiutiamo nel percorso. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">O mia madre quando  guarda le cime dei monti umbri o porta a termine qualcosa.</span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Nel mio primo maestro, quando combatte o parla del figlio in arrivo. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">In una fotografa le cui vibrisse sono i potenziali scatti che la scovano mentre si muove nel mondo. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">In te, <br />
 nei rari momenti in cui eri sereno e mi spiegavi gli anni &#8217;70 e i numeri e i Peanuts e la teoria economica dei giochi e Dio o come vogliamo chiamarlo. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Quando facevi trillare le bacchette della batteria o imbracciavi la Fender. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Sei ovunque, perché la morte, sto vedendo, non è di preciso in nessun luogo. <br />
 </span><span style="font-family: helvetica;">Questa strana apolide.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Sai, qui fa buio alle 21.00 (loro scrivono 9 pm).</span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Le vedove nere sono di casa, ma un&#8217;amica che pratica con me mi dice di non preoccuparmi, mi dice che sono shy, son timidine. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Ecco, però quando stamane mi son svegliata e sulla spalla destra c&#8217;avevo questo ragno voluminoso, ecco, una cosa stupida l&#8217;ho fatta, gli ho soffiato contro. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Non mi ha morso, s&#8217;è immobilizzato. Molto rapidamente l&#8217;ho sventolato altrove per poi accompagnarlo verso la porta. </span><br />
 <span style="font-family: helvetica;">Ma non mi sono allarmata più di tanto. Alla fine, il ragno è il femminile, il tessere, quindi il creare, dunque anche la scrittura, dunque anche il percorso della pratica. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Il saluto qui è un: <em>come stai?</em> Capito, proprio invece del ciao, detto di corsa, chiesto senza interesse. Ci resto sempre un po&#8217; così, perché per me è una domanda un po&#8217; impegnativa e non mi spiego come per un popolo sia entrata nel comune interloquire.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Il congedo suona come un: <em>abbi una giornata strepitosa</em>.  Ecco, non mi sento di augurare una cosa così a caso a chiunque, qui invece te lo dicono tutti e senza sentire assolutamente niente. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">L&#8217;aggettivo <em>huge</em> va per la maggiore. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">La solitudine che sento a volte ci riguarda a tutti in quanto esseri umani e sono felice di sperimentarla ora, anche se all&#8217;inizio mi aveva spaventata. <br />
 La vicinanza che sento con certe nuove anime ci riguarda tutti, perché ha a che fare con i punti di contatto, le scintille tra vivi. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Collegamento cielo-terra</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 03:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Volendosi sganciare dalle forme e dalle suddivisioni tra discipline che noi abbiamo creato, cerchiamo i punti che sono fedeli non tanto a questa o quella scuola, ma al cosmo stesso. Un&#8217;asana di bilanciamento ha un suo centro nella tensione piacevole e protettiva che deriva dal sentirsi presi per i capelli dal cielo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1317" class="wp-caption alignnone" style="width: 193px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/07/images9.jpg"><img class="size-full wp-image-1317" title="Loretto Chapel (Santa Fe - NM) | Pic_Afnos" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/07/images9.jpg" alt="Loretto Chapel (Santa Fe - NM) | Pic_Afnos" width="183" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">Loretto Chapel (Santa Fe - NM) | Pic_Afnos</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Volendosi sganciare dalle forme e dalle suddivisioni tra discipline che noi abbiamo creato, cerchiamo i punti che sono fedeli non tanto a questa o quella scuola, ma al cosmo stesso. Un&#8217;asana di bilanciamento ha un suo centro nella tensione piacevole e protettiva che deriva dal sentirsi presi per i capelli dal cielo e radicati in modo incandescente alla terra. Se prendiamo una qualsiasi spinta delle arti marziali abbiamo l&#8217;efficacia nella stesso fiumiciattolo energetico che entra da sotto nei piedi e  sale su per tutti meridiani, vorticosamente incontra il dantien e abbraccia i due polmoni, ricrea piccole spirali nelle braccia, penetra su nella testa, arriva oltre. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Non ho ancora capito se siamo su questa terra per imparare a diffidare o imparare ad affidarsi, forse entrambe le cose perché entrambe le cose sono alla fine una sola. Però, ecco, diffiderei abbastanza di coloro che usano gli schemi per salvarsi (salvarsi da cosa? da che?) o per tenere su sistemi strutturati basati sul soldo. Per questo forse un insegnamento degno deve passare anche attraverso altri lavori per la sussistenza, lavori che siano consoni e che non scindano l&#8217;insegnante. Credo sia l&#8217;unico modo per non vincolarsi a un sistema di soldi da dare a, soldi da mettere in, conti da far tornare per. </span></p>
<p><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Qualche tempo fa ho avuto modo di praticare con un giovane maestro valido, una persona di cui riconosco l&#8217;essenza. Ecco, vorrei riportare questa idea che la pratica è una disciplina, chi la veicola obbedisce a qualcosa senza sapere bene di cosa si tratti. Ma basta guardare il corpo. Certe volte, in generale, basta guardare i corpo (fisici e non). </span></p>
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		<title>Praticare quando tutto è in tempesta</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 08:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte Marziale]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_1217" class="wp-caption alignnone" style="width: 335px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/04/Picture-012.jpg"><img class="size-medium wp-image-1217" title="Adriaan Garritsen" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/04/Picture-012-300x225.jpg" alt="Adriaan Garritsen" width="325" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Adriaan Garritsen</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">L&#8217;enorme filo che mi è parso di vedere tra yoga e tai chi chuan come si arricciola dentro al corpo quando il corpo sta male? <br />
 E con corpo si intenda la mente e la psiche pure, il soffio vitale e l&#8217;emotività. <br />
 Che so io, dopo un evento traumatico, come ci si relaziona alla pratica, al tapetino, al tatami, al luogo sacro della palestra? </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">La pratica solitaria (che solitaria non è mai) può diventare scomoda. <br />
 Pigrizia al mattino, voglia solo di lasciarsi andare a qualcosa che non ha a che fare con le &#8220;commissioni e lavoro e gestione attività quotidiane&#8221; e per gestione attività quotidiane si devono calcolare anche pensieri su quale cibo cucinare, che vestiti mettersi, quando lavarsi i capelli, quando fare la doccia. </span></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Lì c&#8217;è sempre un limite sottile, non si deve forzare secondo me. <br />
 Però un po&#8217; anche sì. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Ho conosciuto alcuni maestri che si pongono sempre su un livello un pochino più alto rispetto agli allievi. Che peccato. <br />
 Gli allievi sono quelli che si sono messi su un percorso che non appartiene alle persone, ma al simbolo che tutto comprende, il Tao. <br />
 E possono restituire moltissima energia, quando essa manca in chi insegna, perché non è sempre detto che chi trasmette ne abbia, ovviamente. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">A me è successo ieri. Si è fatto molto <em>Tui shou</em> e in un momento, nel <em>Loi </em>(ritirarsi ruotando, mantenendo struttura), io ho ceduto all&#8217;allieva, ma ho ceduto veramente. Quando nella spinta le ho detto di mettere il respiro, l&#8217;ho accolta, ma veramente. Il dolore reale toglie le resistenze, ed è per questo che è buono non smettere di praticare anche mentre lo si prova o mentre sta fluendo nel corpo. </span></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Un evento come la morte di chi ci ha dato la vita ingloba:</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><br />
 1 Il cedimento di fronte all&#8217;imprevisto <br />
 2 La comprensione anche solo parziale di quanto la vita sia puzzle di fasi di un ciclo unico </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">1 &#8212;&gt; Ci serve per la cedevolezza nel confronto, non molle ma morbida. <br />
 2 &#8212;&gt; Ci serve per non spezzare la forma nell&#8217;esecuzione, dare armonia ai diversi momenti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Queste cose si sperimentano bene con coloro che si sono messi in cammino, essendosi instradati con te. <br />
 </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">L&#8217;arte marziale e discipline che vanno verso l&#8217;unità sono strumenti. <br />
 Effetto boomerang. <br />
 Si fa un lavoro che viene restituito e si può restituire. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></span></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elegante e brutale assieme</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 16:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte Marziale]]></category>
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		<description><![CDATA[Da tenere a mente: imparare dalla leggerezza. La sensazione che segue uno sforzo fisico di qualsiasi tipo non è né più né meno rispetto alla sensazione che succede a una seduta intensa di chi kung o lavoro sull&#8217;energia. Sono due cose diverse. L&#8217;ideale sarebbe avere entrambe. Prendere il calcio in faccia e lavorare sull&#8217;armonia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_1108" class="wp-caption alignnone" style="width: 221px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/01/Sarbacana_jacqueline_Dioptaz2_1997.jpg"><img class="size-medium wp-image-1108" title="Sarbacana - Jacqueline_Dioptaz" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2011/01/Sarbacana_jacqueline_Dioptaz2_1997-211x300.jpg" alt="Sarbacana - Jacqueline_Dioptaz" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sarbacana - Jacqueline_Dioptaz</p></div>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Da tenere a mente: imparare dalla leggerezza. <br />
La sensazione che segue uno sforzo fisico di qualsiasi tipo non è né più né meno rispetto alla sensazione che succede a una seduta intensa di chi kung o lavoro sull&#8217;energia. Sono due cose diverse. L&#8217;ideale sarebbe avere entrambe. Prendere il calcio in faccia e lavorare sull&#8217;armonia del gesto. Capire cosa significa non essere pronti essendo sempre pronti. Il punto di domanda si scinde in due di fronte alla consapevolezza di una forma estetica e di un lavoro sudato muscolare. <br />
Paragonato a un essere umano, si dovrebbe immaginare qualcuno che sa tirare bene di arco anche dopo una giornata passata a lavorare in miniera. Non perde smalto e precisione. <br />
Una ballerina che ha lame per braccia e negli occhi il fuoco, sotto le punte l&#8217;aria. <br />
Un&#8217;atleta che ha le mani di chi sa impastare e fare l&#8217;orto. <br />
Uno yogino che sa muoversi meglio di un tarantolato. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><br />
Queste forme intense, altissime di verità che sta negli opposti, di sensazione che sta al centro di due estremi. <br />
Questa alternanza che nobilita la faccia bifida dei giorni e delle cose che ci accadono quotidianamente. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><br />
</span></span></p>
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		<title>Tieni alta la guardia ma perditi nell&#8217;abbraccio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una buona pratica passa per le dita. Si tratta di un momento molto particolare perché il piacere della trasmissione affiora sempre più. La trasmissione che passa per il gesto e gli occhi. Oltre alla forma tradizionale Yang ho iniziato a studiare con Daniel Villasenor, incontrato per caso nel percorso. Pratico con loro a Gubbio da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_847" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/09/the_fountain10.jpg"><img class="size-medium wp-image-847" title="&quot;The Fountain&quot;, di Daniel Aronofsky (2006)" src="http://www.ekalix.eu/wp-content/uploads/2010/09/the_fountain10-300x200.jpg" alt="&quot;The Fountain&quot;, di Daniel Aronofsky (2006)" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;The Fountain&quot;, di Daniel Aronofsky (2006)</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Una buona pratica passa per le dita.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Si tratta di un momento molto particolare perché il piacere della trasmissione affiora sempre più. La trasmissione che passa per il gesto e gli occhi. Oltre alla forma tradizionale Yang ho iniziato a studiare con Daniel Villasenor, incontrato per caso nel percorso. Pratico con loro a Gubbio da circa 3 mesi e oltre. La settimana scorsa ero con la mia mano dietro alla schiena di una praticante per cercare di farle rilassare le spalle in una posizione che la irrigidiva non poco. Quando ho chiesto al maestro come fosse possibile aiutarla e ho ottenuto la risposta ho sentito molto caldo dentro, perché la mano ha avuto un effetto.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Il terreno è fertile perché ho trovato quel che da un po&#8217; ricercavo, quella nota antica che fece risuonare yoga e tai chi insieme, su quella montagna, un tempo, forse mai nel reale. Il punto è che se lo yoga è unione e il tai chi crea sfere e lavora sull&#8217;energia che è al centro, sviluppa efficacia, ecco, insomma, la radice non deve essere così lontana. Il ginocchio sta meglio, il fisico sta cambiando e io pure tutta. </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Un acrobata ciclista lungimirante e squisito mi ha fatto imbracciare una bici, attrezzo che ho sempre guardato a distanza. Quel tipo di movimento fa molto bene alla mia gamba invece, come il movimento in acqua, come nuotare in aria. Sono stati giorni di pratica intensa. Accade con le persone come con le cose. Quando ti lasciano dei semini che non vuoi perdere. Ti appartengono e dunque non li perderai ma vanno coltivati.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Quando senti il tuo percorso c&#8217;è una specie di euforia anche un po&#8217; triste. E dunque non vedi l&#8217;ora di iniziare. Perché non ce l&#8217;hai ancora in mano e davvero non lo avrai mai. Una melanconia del dire senza dire qualcosa e dunque non parlare. In realtà è il modo migliore per sospendersi e sospendere.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">E sto così, sospesa.</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Anche rispetto all&#8217;amore. Anche rispetto ai libri, a Roma. Sospesa e, dentro, quasi graziata, dopo giorni neri, convulsi.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">La sospensione può anche essere turbolenza, così come, circa la forza che non ci appartiene ma che è dell&#8217;altro, avvicinarcisi, può voler dire liberare.  Nel mio caso è comprendere che ci si può anche fidare, affidare, essere in sosta e non essere sostegno, per una volta. Come conoscere qualcuno che ti dice di tenere alta la guardia, di difendere il viso. E che poi ti abbraccia. </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>[...] Cela va sans dire (trad.it.: va da sé), [...] una di quelle felici formule che provengono non sappiamo bene da dove, che permangono, levigate dall&#8217;uso, nel cuore del linguaggio più familiare e nelle quali si coglie all&#8217;improvviso un invito a filosofare. [...] Essa dice ciò che va da solo, e senza trascinarsi dietro la pesantezza referenziale di quel sé, e in quel va che non ha bisogno di giustificarsi. </em></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>Ora, se fosse la parola a divenire essa stessa il soggetto di tale &#8220;va&#8221;, la parola che, spinta esclusivamente dal suo slancio, si dispensa dall&#8217;insistente controllo di questo &#8220;dire&#8221;?</em></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>Parlare senza parole &#8211; Logos e Tao</em>, François Jullien, Sagittari Laterza, 2008 <br />
 </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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