Ti diranno che la vita è una lotta e te lo diranno forse quando per te sarà il momento esatto di sostare sull’essere con le mani tra le gambe, le mani a palmo contro palmo dentro alla gambe, strette dalle tue stesse cosce.
Ti diranno che si gira la testa in segno di educazione quando vedi gente ammassata alla stazione e a te proprio lì verrà di studiarli a fondo e bene.
Ti diranno che viaggiare costa ma non menzioneranno quanto più valore abbia imparare a farlo adattandosi.
Ti diranno che tutto è in lento declino ma tu starai studiando il movimento degli occhi di un anziano su uno scalino, un movimento magnetico e vivo.
Al punto esatto di nero che scompare quando la luna s’impiega, in quel punto lì che non è un punto ma una direzione, tu vienimi a cercare e dammi quel bacio che sa lasciare senza fiato alcuno, non perché è dei sensi che noi abbiamo bisogno per forza, ma perché è dei tuoi che io vorrei occuparmi ora.
Al punto esatto di vuoto nello stomaco che non è un punto ma un serbatoio, in quel bacino di roba, tu mi ci stai mettendo la mano. La giri bene, articolando i polsi e andrà a finire che pescherai un numero di tombola. Finirà nel sogno di qualche dormiente che lo giocherà pensando di sollevarsi dalla crisi.
Al punto esatto che inumidisce le cose, incontriamoci lì, tu vieni con le tue linee, chissà mai che, intrecciate alle mie forme, non diventino spirali.




