Archivio per giugno 2012

L’alluvione a colazione

 

 

Pic | Adriaan Garritsen, "Kadıköy"

Pic | Adriaan Garritsen, "Kadıköy"

 

Di te mi piace che non sbottoni pensieri superbi mentre uno parla. Tu ascolti, hai questa arte. E non ti fai progetti di parole da dire dopo. Tu ascolti. Hai questa arte.
Vedi…abbiamo fatto tanto per fare questo sorriso e ora tu mi dici che il sorriso è fratello del pianto e noi dobbiamo liberarci di entrambi per fare colazione serenamente mentre il mondo finisce, finirà per un’alluvione gigante, una lacrima gigante. La lacrima che Polifemo non ha pianto mai, la lacrima dei brutti, degli orfani, della gente divisa per un aereo o una cucina che vengono giù. 

 

Nella foto che ti ritrae sul bordo del terrazzo hai uno sguardo tenue. Un Fai qualcosa che ti piace davvero detto con sincera stima e fiducia vagava nell’aria quella sera, si rivoltava mentre la sagra di paese andava coi suoi tumultuosi pettegolezzi di ragazze troppo giovani per rimanere incinta o muratori troppo extracomunitari per non esser trattati come bestie dal fattore. 

 

Abbiamo osservato ballare a lungo una coppia di anziani. Ballavano vicini, come corde arrocciolate.
Quando, mentre toglievo le scarpe alte e scomode, mi hai chiesto: “Non vorrai mica ballare?”
Fischiettando un motivo di Coltrane, sono riuscita solo a usare le brillanti parole: “Andiamo al mare.”
“Il mare qui non c’è.”
“Quante ore di macchina ci vorranno?”
Hai fatto tre con le dita. Ma senza usare il pollice, tre con medio, anulare e indice. Un gesto tanto sensuale, troppo per una donna scalza.
Nessuna voglia di rimettersi al volante, sedevamo sulle sedie bianche sparse per tutto il piazzale, i vecchi continuavano a ballare, io allungavo i piedi come a far finta di toccare la riva. “E’ occupata?” ha chiesto qualcuno già volendo portar via deciso la sedia vuota al tuo fianco.
“…Tanto la sta già prendendo.” hai detto con una certa acidità elegante. 

 

Poi mi hai parlato della tua vita in Spagna, di che provi quando nei film americani la gente riattacca la cornetta prima di congedarsi con un banale ciao. E mi hai fatto ridere di gusto, come se la risata fosse una fragola che esplode nel cuore e in bocca. Io ti ho detto che nessuno ci punirà mai e tu hai risposto con il tuo gesto nervoso della mano, quello che fai quando sei in tensione o a disagio.

 

I due vecchi, continuando a roteare come funi avvolte, spargevano odore di alluvione, quella lì, l’ultima, quella che affronteremo complici e sereni. Il loro abbraccio arrivava al mare come una eco che si spandeva di ruga in ruga.

 

Nessuno li avrebbe potuti fermare e nessuno mai li fermerà, sono ancora lì che ballano, di gusto, come un avocado quando hai fame di qualcosa che ti ripulisca da dentro.

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il coniglio colto sul fatto

 

Abbiamo fermato per un attimo il coniglio che sta saltando verso i Giardini del Frontone di Perugia, luogo dove il 19 e il 20 giugno 2012 sguinzaglierà ottimi corti d’animazione in forma del tutto gratuita. L’evento inizia alle 21.30 ed è in collaborazione con Skunk Prod.

Andateci con qualcuno cui volete bene, per manina o no.


 

RABBITFest 2012

RABBITFest 2012

 

Che mangi per ricaricarti prima dell’evento?
Mangio poco senza regole e senza orari, mi piacciono molto le ciliegie.

 

Siamo alla terza edizione. Tre. Quarto numero della successione di Fibonacci, numerato caro a Dante, tre come trinità, tre come movimenti hegeliani, tre che per la Smorfia è il gatto… Cosa significa per te questo numero?
Il tre è per me un punto intermedio tra passato e futuro, sono felice per i bellissimi lavori proiettati ma anche con tanta voglia di crescere ancora. 

 

Arrugas (Frame)

Arrugas (Frame)

 

Crescendo si perfeziona il salto del coniglio o senti acciacchi alla anche?
Non sono stanco per niente anzi comincio ad avere bisogno di saltare sempre più in alto e sempre più spesso.

 

Parliamo dei corti. 
Quello che consiglieresti alle nonne. “Dove sei, amor mio” di Veljko Popović
Quello che va bene per chi è stato appena lasciato. “Topo glassato al cioccolato” di Milkyeyes
Quello che è perfetto per chi sta trasformando la propria interiorità. “Silenziosa-mente” di Alessia Travaglini
L’ideale per chi ha un progetto silenzioso e ambizioso. “Luminaris” di Juan Pablo Zaramella
Quello che non si deve perdere assolutamente. “Extn.21” di Lizzie Oxby 

 

Birdboy (Frame)

Birdboy (Frame)

 

Chiunque lo volesse fare, come può sostenere il Rabbit anche in vista della prossima edizione?
In vari modi: sponsorizzare l’evento, essere fisicamente presenti al RabbitFest per farlo crescere e coinvolgerci in nuovi progetti. 

 

Stai pensando di saltare all’estero?
Al coniglio piace tanto viaggiare e riportare in Italia tutte le cose belle viste in giro per il mondo: porto l’estero in Italia.  

 

Howl (Frame)

Howl (Frame)

 

RABBITFEST _ Rassegna di cinema di animazione _ III edizione

19, 20 giugno 2012
Perugia – Giardini del Frontone
Ore 21.30

Ingresso gratuito

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Venere sfila davanti al sole

 

 

Dal boschetto sacro di San Francesco d'Assisi

Dal boschetto sacro di San Francesco d'Assisi

 

Creatura di tutte le cose,
creatura non creata che crea,
che ama le forme, lei che ama
la forma di tutte le cose e di tutte le cose ci informa.

 

Adesso arriva e in sintonia con il niente assoluto chiede agli equilibri di sovvertirsi, ai lucidi di voltarsi,
ai non dormienti di attivarsi. 

 

Informaci e dicci quale e quanto tempo passa tra questa nave e le onde che sotto la tengono e un andare qualcuno ha detto per boscaglia,
qualcuno ha detto per onde. Informaci degli animali, quelli che prima sentono i sismi,

informaci di questi soldi sporchi e stanchi,
informaci di ciò che è detto con meschinità,
con un obiettivo che si nasconde dietro denti luccicanti, 

informaci delle cose, informaci del sorgere e del tramontare delle cose,
dacci la morte,
dacci subito la morte, daccela in vita,
facci vedere che è nella vita,
che la morte è nella vita. Che è in ogni cosa.

 

Perché ancora lei, la morte,
quando arriva per noi è forte, è incredibilmente forte.
Incredibilmente rissosa per l’anima e il fiato. 

 

Dacci una forma
dacci la forma
che non esiste.

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nuotare come i delfini nuotano

 

 

Nuotare come i delfini nuotano.
In questi giorni di sisma io ricordo l’Umbria che tremava moltissimo. 
Mi ricordo di una donna incinta, il bambino l’aveva perso, come la casa, la speranza poi no, perché a distanza di un anno mamma lo era diventata, mi aveva detto al telefono, credo piangendo, dall’altra parte della cornetta. La baracca se l’eran costruiti da soli.

 

La torre spaccata, il camino diviso in due.

Tutti in strada con gli occhi apertissimi e grandi, come quelli azzurri delle statue etrusche.

 

Gli astri fanno movimenti interessanti.
Aspettiamo Venere in silenzio, come un’umanità piccola che ha sputato sulle piante, ma un’umanità grande che ha prodotto libri.
Aspettiamo Venere come seduti al fianco di una superbia che dovrebbe appartenerci meno, bevendo un tè con le Idee, che fine hanno fatto le Idee. Ed Er, che fine ha fatto Er, e come si parla agli animali che sentono prima le scosse, perché lo abbiamo disimparato? 

Nuotare come i delfini nuotano.
Ora che è primavera eppure piove e un regalo non viene apprezzato e la zanzara ti tiene sveglio di notte o un rimorso fa lo stesso con le tue meningi stanche. O vorresti della musica vera, classica, che irrompe, invece ti ritrovi compositorini impostorini che fanno le serenate a onda sul piano per darti benesserino scontatino al tramonto.
Nuotare come i delfini nuotano, vi sono ricordi dei sensi che non si tolgono, come questo stare sotto gli architravi mentre tutto fa zig zag, destra sinistra e c’è il brontolare ondulatorio, mentre i bambini vorrebbero solo magia, i bambini hanno la magia.

 

Intanto la regina sfila.
Le multinazionali inquinano le piante e il terreno.
Alcuni si nutrono di schifezze e le riversano nei rapporti.
Ma c’è una forza fiera, la sento, è bianca, alcuni sono invasi da questa forza fiera, gliela vedi negli occhi e la riconosci nelle azioni. E’ lontana da questo picolo essere umani, è lontana dalla paura, è vicina alla melanconia.

L’universo ci ha tra le mani.
Il punto è che l’universo è bellissimo e incerto.

Tags: , , , , , , , , , ,