Da oggi al 16 settembre, Spoleto si carica di arte, arti semoventi, muscoli rampanti, fiaccole roboanti, teatri pulsanti, energie fragorose.
Si raccomanda il trasferimento in zone limitrofe al Ducato longobardo,
in quanto, più o meno in ogni fase della Luna da qui a metà settembre,
avrete modo di godere a livello olfattivo, visivo, tattile e altri sensi chiamati in causa.
Il programma del Fringe, da leggere con calma e calendario alla mano.
Partiamo dall’etimologia, che fa sempre bene.
Fringe, leteralmente, vuo dire ai margini, al confine.
Nella testa di molti richiama un serial scienti-drammatico scritto da J.J. Abrams (lo stesso di Alias e Los).
In questo frangente, dobbiamo tornare indietro di un po’ di anni, arrivare al 1947, quando per risollevare gli umori e i pori dalla Seconda Guerra Mondiale, diverse compagnie furono chiamate a esibirsi in occasione dell’Edinburgh International Festival.
Otto gruppi teatrali furono rifiutati.
Non mollarono.
E si impadronirono delle strade. Negli anni successivi altre compagnie li emularono.
Nel 1959, nacque la Festival Fringe Society.
Ora il Fringe Festival di Edimburgo muove i suoi passi proprio qui.
La creatura edimburghese, “coccolata” da Keith Mainland (direttrice scozzese dell’evento), lascia che il fratellino spoletino muova i suoi primi passi.
Animati dallo stesso spirito, vedremo artisti aerodeambulare per il Duomo la cui bellezza lascia senza fiato, andare a rivitalizzare i teatri, le piazze, le fontane.
“Babbo e mamma” dell’edizione spoletina, Andrea Paciotto e Adriana Garbagnati.
Ogni nascita è un ingresso molto personale in un futuro ignoto.
Ma, ecco, il “pupo” parte bene, con un calendario da urlo e tutte le premesse per arti – nel senso delle arti performative che sono anche articolazioni per la motricità futura del neonato – che pare si vogliano muovere agili.
Intanto, vi diamo dritte sui primi respiri della nuova creatura.
A seguire il programma completo, con dettagli su battiti cardiaci, forme del viso e prime parole di questo Fringe spoletino.
SITE-SPECIFIC Sabato 30 giugno Domenica 1 luglio
IN CANTIERE Residenza Artistica
A TaskForce Project (USA)
Stabile/Mobile
Danza Site Specific
un progetto di Stephan Koplowitz e John King
Il pluri-premiato regista, coreografo e rinomato artista site-specific Stephan Koplowitz, insieme al noto compositoreJohn King, condurranno in residenza a Spoleto un laboratorio mirato a realizzare una serie di performances di danza “in città”, pensate appositamente in occasione del 50° anniversario della famosa mostra “Sculture in città”, curata da Giovanni Carandente nel 1962.
Koplowitz e King dirigeranno e collaboreranno con un ensemble di ballerini, attori e musicisti provenienti sia dall’Europa, dall’Italia e dagli Stati Uniti. Il gruppo lavorerà in location durante un periodo di dieci giorni, utilizzando i vari spazi pubblici della città come luoghi di lavoro e palcoscenici. Traendo
ispirazione dalle forme architettoniche e scultoree per svilupparle nella dinamiche della danza e della musica, verranno realizzati delle performances dove ancora sono presenti alcune delle più importanti sculture del ‘62, ma anche dove verranno per l’occasione installate nuove opere di artisti contemporanei.
TEATRINO DELLE SEI Sabato 30 giugno, ore 18:30 Domenica 1 luglio, ore 20:30
IN CANTIERE Residenza Artistica
Neil LaBute (USA) e Marco Calvani (ITA) AdA – Author directing Author
Teatro
ROBA DI QUESTO MONDO
di Marco Calvani con Andréa Ferréol, Alberto Alemanno e Bing Taylor regia Neil LaBute aiuto regia Micheal Schermi assistente alla regia Sandra Paternostro
Oggi. Interno di una casa. Una matura e logorroica signora e il suo succube e non più giovanissimo maggiordomo si preparano allo strano rito della cena per le misteriose ospiti del mercoledì. Tra ordini, rimpianti, piccole crudeltà e tenerezze mancate, il rapporto tra i due sulla scena all′improvviso si logora rivelando, per qualche terribile
istante, i contorni di una tragica recita che copre due esistenze fallimentari.
INCANTEVOLE / LOVELY HEAD
di Neil LaBute traduzione Luca Calvani con Urbano Barberini e Elisa Alessandro regia Marco Calvani aiuto regia Lydia Biondi assistente alla regia Giovanni Morassutti
Una Lolita appena sbocciata. Un uomo la cui identità rimane fino all ́ultimo un mistero. Una manciata di minuti da passare insieme. Tre elementi che si fondono dando vita ad una pièce che sfida, senza timori, quello che definiremmo cliché, per approdare in
un ́isola dove il linguaggio è dietro le parole, dove ciò che è non è ciò che sembra. Dove il sesso sta all ́amore come i soldi alla vita.Una produzione Mixò – Titania Produzioni Produzione esecutiva Nestor Saied Realizzato cin la collaborazione di La MaMa Umbria, Independent English Theatre, MTM
(Le due pièce andranno in scena nella stessa serata.) Complici una simpatia ed una stima reciproche, Neil LaBute e Marco Calvani hanno deciso di dare vita a AdA, progetto che vuole celebrare i diversi approcci alla scrittura e alla regia teatrale, ma anche esaltare le differenti cifre stilistiche e le caratteristiche specifiche della drammaturgia contemporanea italiana ed americana, con la diffusione internazionale delle opere. A tal fine, i due autori hanno dapprima concordato un tema comune e poi scritto due brevi atti unici ad esso ispirati. Il tema è sintetizzato in una parola: FAMIGLIA.
OSTERIA DEL ROSSOBASTARDO Sabato 30 giugno, ore 22:30
Dancity Festival
Dancity Festival Preview Musica / DJ/VJ OSTERIA DEL ROSSOBASTARDO Domenica 1 luglio, ore 22:30




