Dare è un atto che non è detto tutti vedano.
La cecità intorno però non deve incattivire, perché incattivirsi rende più difficile poi svuotare la mente.
La pratica tutti i giorni la riproduco da sola, sulla forma Legno ho strutturato sia modalità Yang che Chen di realizzarla, per quel punto di contatto iniziale che ho con il Chen.
Del M° Gianfranco Pace ho visto qualcosa che manca in moltissime scuole della dinastia Yang, ovvero:
Rilassato, non molle.
Rilassato, non molle.
E’ raro trovare persone che si battano davvero o tengano la schiena bella fiera, che siano ironici perché vivi nel loro corpo.
In molte scuole esiste solo il vociare moscio e lagnoso tra sequenza e sequenza, esibizioni di stanchezza dopo la prima linea, tensioni psicologiche che si allontanavano da una passione profonda per allenarsi, dimostrazioni di presunto qi. Forse disciplina ci vuole e Pace lo vedo comunque basico, non ti monta storie assurde sul qi, non ti vuole vendere un prodotto. Torna al corpo, sempre. Per cui se c’è da seguire una struttura c’è da andare verso quella che ci pare sincera.
L’allenamento dello stage con Pace è stato molto bello specie nel secondo giorno: con bastone al centro, salti, allenamento della percezione e training all’imprevisto.
A volte quando pratico i suoi insegnamenti da sola mi sembra di avere intorno tutti i miei colleghi/praticanti della comunità di Santa Fe ed è bellissimo.
Circa i maestri, ognuno forse ha il suo tarlo che è il suo demone che è la sua emozione.
Capire dove si trovano gli organi sotto i piedi e a quali logge o elemento corrispondono è magnifico.
Mi mancano molto le lezioni con Naomi Milne, riprodurle da sola a volte non è semplice.
Al contempo, credo mi abbiano aperto il cuore e questo conta, perché pare resti nel tempo.
Stiamo parlando di farne anche in video, è stata una buona idea la sua, appena si attrezza con Skype, provvederemo.
Nel frattempo mi è venuta questa bizzarra idea di farne una qui, di lezione di movimentoterapia e danzaterapia, con tale Fernando Di Battista che mi ha accolto nel suo studiolo, gli ho spiegato il discorso che stavo facendo con Naomi (uscire dall forma per rientrarci più fluida). Quando qualcuno entra nella tua stanzetta tu dovresti scomparire. Tu che insegni, tu che veicoli, tu che. E invece lui è rimasto con la sua folta presenza a gambre incrociate, un piccolo riscaldamenti per ristare dentro al copro (Ora muoviamoci come alberi suuuuu suuuu nel cielo – giuro ho fatto tanta fatica, mi veniva da ridere a oltranza).
Lui a gambe incrociate, mi suggeriva con voce profonda e impostata, ogni tanto controllava l’orologio, non si sa mai.
Ha messo un po’ di Gotan Project, ha messo un po’ di musichetta afro.
Io alla fine mi sono mossa, mi sono autodivertita, ma mi mancava l’aria.
Alla fine mi ha fatto sganciare 50 euro e mi ha salutato chiamandomi Lucia.
Premetto che al telefono ho insistito più volte per capire quanto venisse una singola lezione: Poi vediamo, poi vediamo. Mi è stato risposto più volte.
Questa cosa all’estero non mi era mai capitata.
Ho tenuto duro sullo sganciare quei quattrini perché non credevo li meritasse, c’è stato una specie di ricatto implicito (se torni con costanza saldiamo poi alrimenti se facciamo una volta tanto saldi ora e poi vediamo. Saldi ora. Salda ora. si è fatto deciso perché era chiaro come fossi insoddisfatta, non so fingere); siamo giunti a un punto di tensione per cui glieli ho lasciati come si fa con chi non stimi per niente.
Su questo versante il ritorno in Italia continua a deludermi, mi sembra ci sia sempre una possibilità in più di prenderla nel culo, scurrile ma ci vuole.
Uniche due eccezioni, appunto, Pace e Pozzato.
L’intervista a Silvia Pozzato e OLIT leggetela se volete capire perché ho rispetto verso la strutturazione di questo metodo cui è giunta una donna con una ricerca sincera nel cuore e nei muscoli. L’addominale è forte, le transizioni sono importanti, l’allungamento è dinamico, la mente sintonizzata in quella zona che molti chiamano zona alfa, la stessa della meditazione zen.
Sento che stretching e addominali, per dire, andare a correre, il movimento in acqua, studiare l’anatomia e la fisiologia, saltare la corda sono tutte cose funzionali a un corpo sveglio, pronto per la pratica del taiji. Sento che le due cose non vanno l’una contro l’altra. Al ritorno dal New Mexico la mia pressione oculare era alta e il ritmo ormonale sotto stravolgimento. Potrebbe essere la carne che hanno in USA, potrebbe essere la mancanza di un esercizio aerobico forte (sono andata a correre poche volte, era un caldo rapace). Entrambe queste cose, al mio ritorno, si sono trasformate in ulteriore studio.
I giorni sono una continua variazione e un raggio di luce bianca non si dà sia visibile forse.
O ci vuole un prisma che la renda visibile.







