Archivio per gennaio 2012

L’ondata di gelo

 

Pic | Adriaan Garritsen

Pic | Adriaan Garritsen

 

La luce di un giorno sapendo che il treno fluido della vita
non passa se gli organi sono intasati,
non intasiamo gli organi, prendiamoci le responsabilità,
tutte le responsabilità del caso e poi mi dirai,
guardandomi di lato,
spostando il cuscino, prendendolo a manate sane,
mi dirai, sistemandolo sotto la testa,
durante una di quelle mattinate con brina e sole,
che tutta la vita davanti
sembra un bel foglio di carta di riso,

mi dirai
che in realtà è molto reale sapersi liberi e semoventi. 

 

S’abbatterà, dicono, freddo gelido in questi giorni
e non ci sarai a scortarmi con i tuoi occhi
che sono bue e asinello a scaldare il cuore.

 

Ricordati di bere hai detto
prima di andare, stringendo il volante,
al bivio sovrastato dal monte,
con quel tono tuo da essere umano interessante,
scompigliandomi i capelli come si fa con le bimbe.

 
Non c’è stato un attimo né ci sarà, un attimo in cui
guardarti non è stato o sarà
formare ulteriormente
la mia idea del Bello,
ah le Idee come ci fottono.

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Rinunciare al corpo e dunque onorarlo

 

L’artista marziale rinuncia al corpo già nel confronto.
Muore appena sale sul tatami, anche se magari si batterà vincendo.

 

Ho fatto nel bosco a muscoli freddi una flesso rotazione che non è piaciuta al mio nervo sciatico e il piriforme mi si è ribellato. Bloccandomi.
Di ritorno dall’America non mi ero, di fatto, fermata.
Ho iniziato a viaggiare con un’altra velocità, questo sì, ma fermarsi, no, quando invece era il caso.

 

E mi è presa una gran paura.
Paura pura, niente di più noioso a raccontarla dopo; quella che sta nei reni, quella che va veloce e si espande come l’acqua, quella che sta dall’altra parte della fiducia.
Paura che mi ha ricatapultato ai mesi immobile con la gamba destra per via di un incidente stupido.
Una gestione della situazione migliore a primo impatto, degenerata nel giorno successivo.
Timore per tendini e febbre che si accatasta sopra (timore e tremore quindi, si potrebbe scherzare).
Un’altra lezione.

 

Con l’aiuto di un ortopedico illuminato ne sono venuta a capo.
Tutti i legamenti a posto, nessuno stiramento muscolare. E un aiuto a capire di posizione yoga in posizione yoga, quale non va assolutamente forzata, quale è meglio evitare nel primo periodo di ripresa. Insieme a un discorso completo sugli osteopati e l’osteopatia, e molte domande su alcune discipline orientali. Sì, signori, la nostra sanità pubblica avrà anche grossi baroni bastardi, ma pure uomini innamorati della loro materia, che se ne fregano di schiavizzare l’infermiera di turno e stanno piuttosto sulle cose, ci stanno proprio, studiano, ricercano. E si mettono insieme a te a cercare il titolio di un libro che può aiutarti a capire meglio la biomeccanica del corpo per applicarla allo studio sul movimento incorporato alla MTC che stai facendo. Poi con l’aiuto di un amico kinesiologo abbiamo lavorato per riassestare la condizione a prima del trauma.

Continuo a pensare che ruota dei meridiani, test muscolare, lavoro energetico armonico con annessa respirazione siano insieme potentissimi.


Il libro di riferimento che mi terrà impegnata per qualche anno credo è
Fisiologia articolare. Schemi commentati di biomeccanica umana

 

Fisiologia articolare. Schemi commentati di biomeccanica umana I. A. Kapandji.

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Osservatori di cielo e cose umane

 

 

VicoloBuioCortona

VicoloBuioCortona

 

 

Allora, amore, il mio amore si regge tutto su biglietti del cinema e ninnoli inutili.
Allora, amore, qui si gioca alla tela in cui si entra meglio, la mano che fa ovali energetici sulle spalle.
Allora, amore, volersi non è semplice e quel poco che si riesce a fare di grande è magia, magia pura. 

Gli amanti veri creano questa magia continuamente e lei, di rimando, si mantiene per anni nell’aria, tutti gli altri possono inalarla.
La cocaina qui, quella vera, è la magia di cui tutti sono fottutamente affamati, ma non lo sanno.
Non c’è bisogno di farsi vedere umani, puzziamo molto di questa appartenenza a una specie.
Quel poco che sono riuscita a fare lo devo alle possibilità che si sono spalancate al nostro incontrarsi.
Quel che è vero mai va rinnegato.
E il crine tra il vero e il non vero sta dentro ai reni, ma non lo si butta via con l’urina.
Questa è un’altra magia ma non ne discuteremo in codesta sede.

 

Sii crudele con chiunque non ti ami perché non si ama.
Individua subito tutto questo e stanne alla larga.
Dirlo a te è come ricordarlo a questo corpicino qui che ti ha voluto abbracciare più volte e più volte ci riuscì.

 

Ah, abbracciarsi, che bella pratica umana.
Come ammalarsi e farsi coccolare.
Come passeggiare a braccetto.
Come il caffé quando ci sta tutto.
Come le persone cui ridono gli occhi prima delle labbra.
Come il vestito che mozza il fiato e tu lo sai allora te lo metti premeditando questa certezza.
Come il dattero mangiato al momento giusto e il nocciolo tenuto in bocca poi tutto il tempo che serve a fare un po’ di riflessioni sull’infinito. 

 

Ceniamo con due carciofi cosparsi di semi di sesamo stasera.
Ceniamo e brindiamo al mistero di nervi, tendini e tutto il resto. 

 

Devo dirti un segreto.
Affezionati a un movimento e fallo prima di ogni decisione importante che prenderai.
Svelamelo solo quando saremo in punto di morte.
Ovvero svolta di vita.

 

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Demo – Intro – Foreword Fine Mondo

 

 

Somewhere near Portland

Somewhere near Portland

 

 

Il percorso di vita dell’albero, quell’albero nel bosco, somiglia alla vela che da umana ho nel cuore e che quando parla Seneca o si ascolta Mozart si muove. 

I boschi hanno la memoria dei gesti degli umani.

Il mare ne ha il colore degli occhi, li possiede tutti.

Buon anno, direi.

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