In una scena soffusa di luce lunare
ho visto cosa accadrà
e cioè che il globo si dividerà in due, una metà non sarà più illuminata,
l’altra resterà rigogliosa, con acqua, luce e verde.
Ho detto “Che ne sarà dei miei amici dall’altra parte del mondo?”
Ma non c’è da preoccuparsi più,
la fine è un taglio a metà,
una scissione.
“Non c’è da preoccuparsi più”
hai detto ingollando caffé al mattino e guardando fuori con la faccia da lupo.
Ha chiamato tua sorella che combatte da sei anni un carcinoma,
ma a lei non hai detto lo stesso,
con lei hai recitato formule consolatorie.
Col suo corpo impazzito,
è più vicina alle sue cellule di quanto noi non saremo mai prossimi alla comprensione.
Onestamente, non si possono amare questi occhi blu selvaggio che chiedono ogni giorno sorprese.
Sorprese fino al massacro. Chi potrebbe amarli questi occhi?
Le suore della porta accanto hanno tanto spazio verde.
Pagano un bell’uomo robusto perché sistemi tutte le piantine.
Ho avuto con lui una discussione interessante sui fiori che si comprano per
scusarsi, amarsi, dirsi, lasciarsi, arricchirsi.
L’uomo vigoroso ha detto “Allora c’ha più senso tagliarsi le unghie e regalarle. Davvero.”
Era serio. Ha preso in mano la vanga e mi ha fatto un sorriso come la bella signora detta morte,
ma avevo solo tra le mani il silenzio mite di un grosso felino affamato, solo questo mi è riuscito di restituire.






