L’enorme filo che mi è parso di vedere tra yoga e tai chi chuan come si arricciola dentro al corpo quando il corpo sta male?
E con corpo si intenda la mente e la psiche pure, il soffio vitale e l’emotività.
Che so io, dopo un evento traumatico, come ci si relaziona alla pratica, al tapetino, al tatami, al luogo sacro della palestra?
La pratica solitaria (che solitaria non è mai) può diventare scomoda.
Pigrizia al mattino, voglia solo di lasciarsi andare a qualcosa che non ha a che fare con le “commissioni e lavoro e gestione attività quotidiane” e per gestione attività quotidiane si devono calcolare anche pensieri su quale cibo cucinare, che vestiti mettersi, quando lavarsi i capelli, quando fare la doccia.
Lì c’è sempre un limite sottile, non si deve forzare secondo me.
Però un po’ anche sì.
Ho conosciuto alcuni maestri che si pongono sempre su un livello un pochino più alto rispetto agli allievi. Che peccato.
Gli allievi sono quelli che si sono messi su un percorso che non appartiene alle persone, ma al simbolo che tutto comprende, il Tao.
E possono restituire moltissima energia, quando essa manca in chi insegna, perché non è sempre detto che chi trasmette ne abbia, ovviamente.
A me è successo ieri. Si è fatto molto Tui shou e in un momento, nel Loi (ritirarsi ruotando, mantenendo struttura), io ho ceduto all’allieva, ma ho ceduto veramente. Quando nella spinta le ho detto di mettere il respiro, l’ho accolta, ma veramente. Il dolore reale toglie le resistenze, ed è per questo che è buono non smettere di praticare anche mentre lo si prova o mentre sta fluendo nel corpo.
Un evento come la morte di chi ci ha dato la vita ingloba:
1 Il cedimento di fronte all’imprevisto
2 La comprensione anche solo parziale di quanto la vita sia puzzle di fasi di un ciclo unico
1 —> Ci serve per la cedevolezza nel confronto, non molle ma morbida.
2 —> Ci serve per non spezzare la forma nell’esecuzione, dare armonia ai diversi momenti.
Queste cose si sperimentano bene con coloro che si sono messi in cammino, essendosi instradati con te.
L’arte marziale e discipline che vanno verso l’unità sono strumenti.
Effetto boomerang.
Si fa un lavoro che viene restituito e si può restituire.




