Archivio per marzo 2011

Quel mazzolin di fuochi incrociati



In quel giorno lì, dell’Unità d’Italia, c’era quel mazzolin di fiori in piazza, la banda degli alpinisti e quasi mi commuovo che cretina, ma perché mi ricorda sempre quando mia mamma mi dice che andava sul Vettore quando ancora mi aveva in pancia e mio fratello invece già per manina con lei.
C’era una moglie grassoccia tutta rasserenata in volto e piena di sentimento fa al marito: Che bello il nostro inno.
Valle a spiegare che era quel mazzolin di fiori.


Poi d’un tratto mi cambia l’umore e vedo tutti quelli intorno a me lobotomizzati.
Poi d’un tratto mi cambia l’umore e vedo tutti quelli intorno a me pilotati.

Proprio come si pilota un aereo. Un caccia.
Proprio come i 6 Tornado italiani partiti ieri sera da Trapani Birgi.

Intanto ci fomentiamo nel tricolore, eccheccefrega no?





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L’ingegnere ambientale risponde sul nucleare

 

 

 

Immagine | Rosen

Immagine | Rosen

 

 

 

Stufa di essere indottrinata solo a un livello superficiale intorno a temi che riguardano da vicino noi e la vita del pianeta, ho intervistato Fabiana Zangheri, ingegnere ambientale che si occupa di progettazione di impianti fotovoltaici. Trovate l’intervista anche su Cure naturali.


Ci spiega perché prima di parlare di smaltimento di scorie radioattive, l’Italia dovrebbe affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti soldi urbani; ha inoltre chiarito questioni sul nucleare, il fotovoltaico e il risparmio energetico.

Ma, soprattutto, ha risposto alle mie domande con pazienza, sensibilità, professionalità e una dote che dovrebbe essere prerogativa di chi lavora in settori che toccano da vicino il benessere naturale del pianeta: la trasparenza.


Cosa hai studiato?

Ingegneria per l’ambiente ed il territorio.

 

L’esame più bello all’università?

Pari merito:
 Energia da biomasse e Sistemi energetici.

 

Perché proprio questi i più belli?

Contenuti interessanti che, se bene applicati, possono cambiare il futuro.

 

Di cosa ti occupi ora?

 

Progettazione di Impianti Fotovoltaici.

 

Il governo Berlusconi vuole costruire 8 nuove centrali. Quali potrebbero essere i danni che una centrale nucleare normalmente funzionante potrebbe procurare alla salute dell’uomo e all’ambiente? Sono scientificamente provati? E quelli che ricadrebbero sulle persone che vivono vicino alle centrali?

 

Una centrale nucleare ben realizzata e normalmente funzionante non produce danni diretti molto maggiori di quelli che siamo abituati a subire ogni giorno a causa dell’utilizzo di combustibili fossili. Chi abita nelle vicinanze di una centrale ad olio combustibile o a carbone o al centro di una grande metropoli, rischia lo stesso di morire di cancro a causa dei numerosi inquinanti rilasciati in aria. 
E’ vero che una centrale nucleare in esercizio emette continue piccole dosi di radioattività sotto forma di radionuclidi rilasciati dall’impianto insieme al vapor acqueo che tende a trascinarli; tuttavia, il rischio più grande è connesso allo smaltimento delle scorie radioattive.

 

Le scorie, per essere smaltite correttamente, devono essere racchiuse in celle di cemento armato e vanno “seppellite” ad elevate profondità. Il cemento armato che costituisce la cella deve avere buone caratteristiche, perché deve resistere a elevati sforzi meccanici, ad alte temperature e all’azione di dilavamento degli agenti esterni.
 Se non si rispettano perfettamente tali procedure, il rischio è per tutti, non solo per chi vive vicino ad una centrale nucleare.

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo in cui il sistema di smaltimento dei rifiuti solidi urbani più utilizzato è ancora la discarica, nonostante esistono incerenitori di rifiuti che inquinano molto di meno di una centrale a petrolio. A Brescia abbiamo un eccellente esempio dal punto di vista ingegneristico. 
Eppure continuiamo a cercare siti per discariche ai piedi del Vesuvio, perché i rifiuti sono ad oggi una delle più grandi macchine da soldi che si ha a disposizione.
 Quindi, personalmente, non credo che un paese che non è in grado di gestire lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, possa affrontare in tutta tranquillità lo smaltimento delle scorie radioattive.

 

È vero che le centrali durano solo 40 anni? Ed è vero che il nucleare ha il peggior rapporto costo kWh prodotto?

Non è detto. In America ancora producono energia centrali realizzate negli anni ’60 anche se ben mantenute. Per quanto riguarda il costo: una centrale nucleare costa molto più di una qualsiasi altra centrale per produzione di energia, ma produce anche dei quantitativi di energia molto più alti. Il tempo di ritorno dell’investimento dipende da molti fattori ma si tratta comunque di una tecnologia che rende molto. Chiaramente la convenienza maggiore si ha quando si dispone della materia prima (giacimenti di Uranio).

 

Nei giardini dove giocano i bambini della cittadina tedesca di Krümmel sono state ritrovate palline di materiali solido con diversi radionuclidi all’interno che vengono liberati se si rompono. In quella zona, sede di una centrale nucleare, molti bambini negli ultimi anni si sono ammalati di leucemia. Andiamo incontro a qualcosa del genere?

 

Possibile. Sembra che ancora non sia stato dimostrato il legame tra presenza di centrali nucleari e aumento di mortalità da leucemia, ma esistono studi che ipotizzano che i radionuclidi rilasciati dagli impianti insieme agli effluenti liquidi e gassosi, possano essere incorporati nel suolo e nei vegetali ed essere assunti insieme al cibo dal corpo umano provocando lo sviluppo di cellule tumorali.

 

I cittadini si sono organizzati con una catena umana di 120 km per chiedere che la Germania esca dal nucleare, come prevede già una legge approvata in parlamento. Credi che gli italiani riuscirebbero a fare una cosa del genere?

No, chiaramente no. 
Gli italiani hanno l’abitudine di far valere i propri diritti solo nel momento in cui subiscono direttamente l’ingiustizia. Probabilmente, protesterebbero solo i genitori di quei bambini. Gli altri crederebbero di non essere toccati da quella tragedia.

 

In base a quali criteri si decide il luogo dove collocare una centrale nucleare?

Principalmente, alla sismicità. In Italia, i siti migliori sono in Puglia ed in Sardegna.

 

Pale eoliche. A che servono? Che danni producono? Se non ne producono, perché in Italia se ne vedono così poche?

Sono il sistema di produzione di energia più pulito, anche tra le rinnovabili. L’unico inquinamento prodotto è quello relativo alla fondazione in cemento armato (del tutto paragonabile alla fondazione di un condominio) e hanno una durata di vita media superiore agli altri sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile. 
Qualcuno parla di rumore eccessivo. Per fortuna in Italia abbiamo una legge che impone di realizzare impianti eolici a una distanza tale da non produrre inquinamento acustico. Pertanto, i casi in cui si è verificato questo problema, costituiscono una sorta di “abuso edilizio”.
 L’Italia è uno dei paesi sviluppati che utilizza di meno l’eolico, nonostante si tratti di una risorsa molto abbondante (si pensi solo alla ventosità della Sardegna).

Eppure, si tratta di un sistema di produzione dell’energia che viene disincentivato dallo Stato e dalle Regioni. La giustificazione principale risiede nel forte impatto visivo. 
Le antenne per la ricetrasmissione televisiva sono accettabili. 
Le pale eoliche sono orribili.
Normalmente, si tende a pensare che le antenne sono necessarie, le pale eoliche no.
 E’ proprio questa la chiave: realizzare un impianto eolico in più, significa bruciare tonnellate di petrolio in meno, quindi inquinare di meno. 
Di conseguenza sono necessarie.

 

Alternative al nucleare ci sono? Se sì, perché non se ne sente parlare?

Nì. Le fonti rinnovabili non sarebbero comunque in grado di produrre quanto il nucleare ma, se ben sfruttate aiuterebbero moltissimo. 
La vera alternativa al nucleare potrebbero essere i rifiuti. 
Personalmente, penso che sia meglio utilizzare un prodotto di scarto che dovremmo comunque smaltire.

 

Hai visto la campagna TV per il forum sul nucleare? Cosa ne pensi?

Uno specchietto per le allodole.

 

Hai scelto tu questo mestiere o lui ha scelto te?

Lui ha scelto me. 
Io volevo diventare un vulcanologo. 
Durante gli studi ho scoperto le rinnovabili e ho pensato che potessero migliorare il futuro di tutti.

 

Pensi che svolgeresti il tuo lavoro in modo più snello ed efficace all’estero?

Non c’è bisogno che ti risponda io. Basta guardare le quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili nel Nord Europa. L’uso di petrolio, gas e carbone libera anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra.

 

Alcuni credono che il nucleare sia l’unica fonte pulita utilizzabile su vasta scala. È così?

Produrre rifiuti radioattivi e liberare radionuclidi in aria significa utilizzare una fonte pulita????????? 
Certo non favorisce le piogge acide, il riscaldamento terrestre e l’aumento del buco dell’ozono, ma le energie pulite sono altre.

 

Il mondo ha fame di energia. Nei gesti quotidiani ognuno di noi può saziare meglio questa fame. Se ne hai, ci sveli piccoli trucchi per il risparmio energetico?

 

  • Spegnere completamente la TV quando si esce o si va a dormire.
  • Chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti.
  • Spegnere le luci che non si utilizzano.
  • Accendere il condizionatore estivo a 25° invece che a 18°. (Mi sono sempre chiesta: perché se in inverno accendiamo il riscaldamento a 22° e siamo in maglia di lana, l’estate che siamo in maniche corte, dobbiamo stare a 18°?)
  • Evitare di aprire le finestre quando è in funzione l’impianto di riscaldamento.
  • Installare sul tetto della propria casa un impianto fotovoltaico e un impianto solare termico e magari un microeolico in giardino per l’illuminazione esterna.

 

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Meglio la zizzania


Immagine | Adriaan Garritsen

Immagine | Adriaan Garritsen


Sono belli, ti assicuro.
Mi è capitato di sentirli parlare a una cena; ero molto stanca, ma questa coppia catturava tutta l’attenzione. Li ho beccati lì a immaginare che un mondo apre tante chiavi e che la sicurezza dei pensieri traballa quando l’asse terrestre si sposta. Si amano molto ma se lo dicono poco.
Lui per lei ha lasciato “la prima lei”, quella con cui ha messo al mondo tre figli. E tutti lì a dire che lui per quella lì c’aveva lasciato la famiglia, ‘sto farabutto.

Io non lascio la famiglia, lascio te. Non ti lascio veramente, perché tra noi c’è un filo. Ci sarà sempre, tre fili/figli bellissimi.
Clara, la prima moglie, nervosa: Puoi non giocare con le parole anche ora che mi stai lasciando per favore? Puoi fottutamente smettere un attimo di fare il Munari del mio gran cazzo?
Usava sempre quella brutta espressione lì, ma quando la diceva aveva un che di Lana Turner ne Il postino suona sempre due volte.

Lui aveva solo lasciato lei per vivere la storia con Heina, la donna che aveva aspettato per tutta la vita. Pittrice, disinvolta coi suoi capelli bianchi e lunghi e le rughe verticali sulle labbra. Ironica come nessuna, d’una magrezzza delle persone serene, sorridente, tranne quando vedeva gente picchiarsi o che non sorrideva a bambini o che faceva del tutto per non aderire a se stessa.

Lui aveva lasciato Clara perché la donna che si aspetta certe volte viene, quella che non ti ammazza le idee matte sul nascere, quella che ti riempie anche quando ti senti saturo di stimoli. E insieme ti viene voglia di andarci a vivere, vedere se è una che ama le candele, scegliere insieme il divano, mangiare solo quando viene fame, trasferirsi in città, ma in una parte speciale della città, bere vino prima della cena, mentre ognuno legge la sua posta.

Lui aveva lasciato Clara perché certe volte  la chiave per leggere il mondo arriva e allora ti esplode dentro la voglia di dire che ti senti dentro tutte serrature che a loro volta danno sul mare, mentre la mente fa pace con ogni altro elemento naturale.

Nessuno però se la diceva così, nessuno dei compaesani che stavano nelle abitudini e radicati nelle cose di chiesa, diocesi e bar Sport e panchine verde smunto. Nessuno in paese la diceva così. Perché nessuno è nell’intimità di altri e perché è bello raccontarla con aneddoti inesistenti e avvelenati, no?
Meglio la zizzania, senti che suono, zizzania.

Immagina cosa hanno detto in paese quando alla Clara è venuto un tumore.
Tu prova soltanto a immaginare.

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Qui è globalità, babe




Foto | Adriaan Garritsen

Foto | Adriaan Garritsen




Caro,

il punto, caro, è che non si può più parlare di zone liminari sessuali. Non si può parlare nemmeno di paesi.


Qui è globalità baby, la stessa merda che tocca noi tocca voi. La stessa voglia di fumare senza un senso, la stessa voglia di andare a cena fuori e fare tutte quelle cose per cui leccarsi le personalità a vicenda.

Qui è globale babe, siamo nel pieno dei caffé senza dirsi nulla e delle rivoluzioni fatte a pezzi e bocconi, dei pupazzi messi al posto di qualcun altro. Ma c’è anche il lato bello della cosa. C’è che un giorno sei qui, domani altrove. C’è che per affrontare tutto questo ci si deve armare bene di una cosa detta elasticità.
Oggi ho parlato con te perché mi hai riempito. Domani mi svuoto allo stesso modo. C’è una pratica santissima che è quella del coltivare le regole del gioco per infrangerle quando ti pare.


Qui devi star dritto babe, perché l’esistenza lo richiede, dritto di spalle e flessibile di mente. Qui è il poi, babe. Lascia perdere l’Acquario e i Maya.

Qui ti si richiede di avere impulsi ma stare sereno, avere istinti ma viverteli con calma, essere acceso sempre ma senza andare in tilt. La nostra abilità sta qui, babe, nel restare lucidi e calmi. Nel sorriso dopo aver schivato il macigno. Qui è globale, babe, non c’è più omosessuale o lesbica, non c’è più timbrare il cartellino, non c’è più mente diversa da corpo. Ci son entità che si toccano. Usa guanti umani buoni per farlo. Confonditi e buttiamoci. Qui non sappiamo niente, ma abbiamo capito tutto. Qui è tempo di divertirsi e restare determinati.

Fai giocare il fanciullino che ti abita e ogni tanto rimpinzalo col senso del tragico.

Mi raccomando.


Baci, tanti
stammi bene e male
che son due identiche,
complementari.

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