Dalla nostra, il plusvalore straordinario della morte.
L’atto di misericordia che ci dà la vita sta nella sua fine.
Intanto, bagnarsi di vita.
Non c’è da usare concetti complessi per spiegare questo, che è facile come dire la parola che si ama tra tante. O come guardarsi le mani.
“Una farfalla che sbatte le ali a Berlino può provocare un uragano a New York.” E’ del Dalai Lama.
Guardo un angolo della cucina penso che vorrei ballarci dentro.
Sì, lo so, c’è vento.
Sì, lo so, è più vivibile, è meno caldo.
Sì, lo so.
Ora però parliamo di come ti sei sentita quando è morto tuo padre.
Ora parliamo di come stai quando fai un lavoro che non ti piace e ti ripeti che ti serve solo per arrivare da un’altra parte.
Ora dimmi come stai a pensare che il mondo finisce qui.
Ora spara l’elenco dei vini che ami. Decidi tu se distinguere tra i rossi e i bianchi.
Sì, lo so, la crisi.
Stiamo o non stiamo scrivendo la personale sceneggiatura?
Stiamo o non stiamo girando il nostro bio-documentario?
Sì, lo so, il cibo, il sonno.
La ruota bucata, il bucato ancora da avviare, l’incontro saltato, il salto sbagliato, l’errore conclamato, il proclama azzardato, l’azzardo malato, la malattia come stato, lo status come condanna, la sentenza come giudizio altrui, gli altri come armi, puntate contro, da puntare contro.
Ora però descrivimi il tuo ultimo orgasmo. Per favore.







#1 da willyco il 12 gennaio 2011 - 23:51
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vorresti, eh,
in fondo hai ragione l’orgasmo è una piccola morte se fatto con intenzione. La morte alle abitudini che c’aspettano oltre il letto, la morte ai problemi che tra un mese non ricorderemo, la morte ad un sentimento sproporzionato che perde i trampoli, la morte ad un sogno che ci pareva d’aver sognato. Poi si rinasce e a volte, solo a volte, dietro l’angolo c’è qualcosa di buono che c’aspetta.
I particolari della cronaca, me li tengo. Per ora.
#2 da Elx il 13 gennaio 2011 - 11:23
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A sentir Tricky, hell is just around the corner…
http://dailymotion.virgilio.it/video/x7yn3m_tricky-hell-is-around-the-corner_music
#3 da willyco il 13 gennaio 2011 - 16:28
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a volte il diavolo non è così brutto come lo si dipinge
#4 da Elx il 13 gennaio 2011 - 17:10
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Specie se ti dice: “A woman’s shoulders are the front lines of her mystique, and her neck, if she’s alive, has all the mystery of a border town. A no-man’s land in that battle between the mind and the body”…mentre, davanti allo specchio, ti alza la chioma e parla piano dietro al collo, richiamando brividi ovunque.
(Cit.: “The devil’s advocate”, di Taylor Hackford)
#5 da willyco il 14 gennaio 2011 - 01:38
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dipende dalla vicinanza delle labbra, dal loro calore e dalla morbidezza del gesto della mano. Dipende se lo specchio riflette due figure oppure solo una. Dipende dal profumo della polvere, del catrame, del lampo di luce raccattati prima di rientrare. Dipende da quel gruppetto di neuroni che fino a poco tempo prima chiaccheravano tra di loro e adesso si voltano stupiti. Dipende…
#6 da Duke il 14 gennaio 2011 - 12:05
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Più che il diavolo, è l’attimo che si ferma che è bello! No? Alla Goethe!
#7 da Willyco il 14 gennaio 2011 - 13:07
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Chi ferma l’attimo domina il tempo. Sono d’accordo elix, metto ordine nelle sollecitazioni che fai pullulare. Quasi un dialogo altro nome del diavolo.
#8 da Melissa il 19 gennaio 2011 - 12:20
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Dovremmo parlare di quanto è scura la nebbia, o di quanto è più chiara la tua pelle.
Di quando c’erano i tiranni, poi cacciati dalla forza dei poeti.
Dovremmo parlare di una casa sul mare e di come si muore su una scrittura monumentale. Ciclica. Perenne. Un orgasmo dopo un altro.
E la morte che guarda, iniettandosi una speedball. Plusvalore. Forse non più importante della notte.
#9 da Elx il 19 gennaio 2011 - 13:38
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Qualcuno, un giorno, era al mio fianco, ma io voltata altrove, sentii domandare: “Riesci a immaginare che morte sia cugina di sonno?”
“…Per smettere di averne paura.” completai la domanda mentalmente tirando su la tazzina piano.