Al mercatino della solidarietà un uomo è salito su una bancarella dei formaggi francesi e si è messo a guardare tutti dall’alto, strillando “Ho la forfora, mi si desquama la pelle sul cranio! Ho la forfora il male del 2000 dopo Facebook, ho la forfora, il male del 2000 dopo Facebook.” L’hanno tirato giù a forza e quando le autorità gli hanno chiesto i dati anagrafici, tutti gli astanti hanno affilato le orecchie per sapere a chi dovevano andare a chiedere l’amicizia.
Passeggiando un lui prende la mano di lei e le dice “Se non mi senti, quando sono lontano è perché sto male, e devo risolvermela da solo.” Il cuore di lei si intorpidisce, proverà ad amarlo in questo modo, che però non è il suo, non è lo stesso e dunque scatteranno rabbie, incomprensioni, menefreghismo, ossessioni, gelosia da far star male i denti e i muscoli.
Tra le lucine e l’odore delle paste per le vie, lei si rese conto che l’amore c’entra con le cose in comune. Sì, la diversità. Sì, ma le cose in comune, le cose che dentro alle vene ti fanno inchiostrare tutto, anche tra le gambe. C’entra, quell’amore sconquassante, con la risata che viene su spontanea e la frase detta quando meno te l’aspetti e il dormire bene insieme. Per cui si prese la sua croce e quel regalo che le era ventuo in mente, lo fece. Entrò nel negozio e lo fece, perché la mente e il cuore erano all’unisono. C’era una parte che bisbigliava rovina e dolore, ma non potè fare a meno di ignorarla.
Adesso aspetta un attimo e scardina quella cosa cattofinta del non pestare piedi. Adesso aspetta perché io credo che le bestie affini debbano darsi affinità elettiva, putativa, fiera, felina. C’è un essere più adatto a, un essere più interessante, oggettivamente delle creature lo sono di più, mi spiace, anzi non mi dispiace, non siamo uguali tutti, santiddiodemiurgo. Perché ce ne vogliono convincere? Adesso aspetta perché il concetto di fisso e dinamico aqppartiene a un’era che non c’è più, ora sono baluardi dietro cui ci si para per nascondere la mano che pugnala la schiena. Adesso aspetta perché mi viene da scrivere cattiveria a parole e proprio al ridosso del natale, ohchepeccato. Adesso aspetta perché non capisco questo essere contenti mai ma lo si vive comunque, spesso, volentieri non so.
Adesso aspetta perché la solitudine che alcuni attanaglia per te può essere una barca d’oro con dentro tanti pensieri interessanti che prendono le forme di binocoli con cui guardare il futuro.
Adesso aspetta perché non ci si deve fare del male, io conosco tante persone per benino che si fanno del male, ma sbattono le ginocchia, quindi è come se andasse bene questo loro farsi del male. Cedere non vuol dire dolcezza a ogni costo. Cedere spesso è anche resistere.
Gli abbracci non sono tutti uguali. Sento gente sola, sento un’infinità di paura, sento terrore, come puoi pensare che non mi tocchi? Che questa incertezza non arrivi fino al trapezio e agli altri muscoli? Come puoi non volere bene a questo paese e al contempo farti venire il mal di stomaco? Come puoi non capire che ogni parola è densa e che siamo qui per darci quelle in egual misura di gesti e tocco. Aspetta perché, forse mi sbaglio, ma il più e il meno valgono per le pile quanto per le anime. Spiegami come mi salvo da questa umidità di intenti e clima, spiegami come mi salvo da questo parlarsi non per davvero. Spiegami perché sono riusciti a farmi dire la parola “salvezza” e chi sono questo “loro”.
Immagine | Daniela Malusardi
D. Malusardi davanti all’obiettivo
D. Malusardi WikiBio







#1 da willyco il 19 dicembre 2010 - 13:18
Cita
Parole di cioccolata. Buona, Amara, densa, fondente sulle labbra prima che sul palato. Passa la punta della lingua. Ascolta. Hai detto molto. Ascolta adesso, il pensiero viene piano:voglio bene al mio paese. Cazzo. E nessuno me lo può impedire. Cazzo. Neppure Berlusconi. Adesso sento la cioccolata, me la portava a letto mia madre la mattina di natale. Ma è cosa mia diverso è lo spirito del natale che ci pervade, come quel pezzo d’alluvione che sta ai margini della piena. Pigramente. Una lingua d’acqua può trascinare, oppure no. E’ lo spirito del natale, quello che rende tutte suore, anche gli uomini, diventano suore. Cattive ed acide quanto basta per mostrare i buoni sentimenti. Ma anche se non lo voglio, con questo spirito del natale faccio i conti. Affino sensazioni, comprendo e mi sento ignorante, avverto. Hai mai pensato che solo la felicità lascia macerie?
#2 da willyco il 19 dicembre 2010 - 13:25
Cita
sei co autrice del post che nascerà dal commento. Chapeau
#3 da Elx il 20 dicembre 2010 - 01:33
Cita
Chapeau richiama il cognome,
il mio, non so se è un caso.
Ad ogni modo,
oggi mi è stata raccontata la storia di un uomo benefattore, prete ma non di quei pretini spaccaginocchia sul confessionale. Insomma, Sul punto di morte, un uomo con camice bianco si presenta sempre al capezzale di quersto benefattore moribondo. Ogni giorno. E ogni giorno gli porta un pacchetto incartato, glielo lascia all’ingresso, saluta e va via. L’uomo col camice, il burbero del paese, di mestier efaceva il ciccolataio. E quella confezione era dell’ottimo cioccolato. I modi multipli dell’esserci.
#4 da willyco il 20 dicembre 2010 - 07:48
Cita
il cioccolato prefigura la vita, trasmette sensazioni ed energia, forse era quello che il burbero voleva portare. Come un abbraccio trasfuso.