In modo molto sincero, bevendo dal mio vino, hai detto: “Il premier fotte e ci fotte.” E io sono stata a sentire. E quando qualcuno ha ricordato le orge romane, tu eri lì come sul triclinio, i tre divani assemblati. In modo molto spontaneo abbiamo raccolto le ceneri di questo paese e ci siamo guardati negli occhi ribadendo che l’importante sta in quello che fa il singolo.
Mi hai chiamato di notte chiedendo poi, come una pulce insidiosa, un germe insidiato:
“Ma tu, a Berlusconi, gliela daresti?”
Charlotte Roche è una scrittrice tedesca.
Ha offerto il proprio corpo al presidente Christian Wulff in cambio del veto sulla legge che prolungherebbe il funzionamento delle 17 centrali nucleari del paese.
Quanto al nostro paese, sotto certi terreni ci sono cartucce di stampanti, lo credo non solo perché me lo ha detto Saviano, lo credo perché l’ho visto, equazione quasi biblica, apostolica, amen. Non basterebbe il mio corpo per salvare questa penisola cara a Goethe che ne vedeva solo i limoni o quasi?
Sono troppo vecchia per gli standard del Cavaliere e di certo troppo bassa, 1.65 non possono niente contro certi parametri da cubo.
Però non si fa che parlare di sesso qui, e intanto esce pure il libro di Melissa P. (Non è che volessi solo far la rima eh, un nesso c’è).
Se ne parla in un modo lontano dal sacro, del sesso.
Ma non è niente di ohmiodio, ce ne eravamo accorti tutte e tutti di questo dato di fatto.
Accendi il televisore ed è così. Io non ho il televisore, ma.
Però, almeno, ci salva la letteratura, come è sempre stato, perdio, no?
Manco a dirlo.
L’Aspesi, su Repubblica, Cultura, Sabato 30 otttobre 2010, pezzo intitolato “Niente sesso. Siamo scrittori”:
“Autori troppo giovani per sapere di cosa si parla, o troppo vecchi per ricordare “come si fa”.
Oppure è colpa della pornografia, che domina la nostra era e uccide l’immaginazione. [...] Allora, si può scrivere oggi un romanzo avvincente, magari d’amore, addirittura un best seller, non soffermandosi su penetrazioni, eiaculazioni, orgasmi, vagine, peni (nominati in modo più crudo), lingue, scroti, labbra su e labbra giù e anche il più riposto degli angolini genitali, masturbazioni, posizioni, fellatio, ect.? Oppure è possibile far dilagare penetrazioni, eiaculazioni, orgasmi, vagine, peni (nominati in modo più crudo), lingue, scroti, labbra su e labbra giù e anche il più riposto degli angolini genitali, masturbazioni, posizioni, fellatio, ect. in un romanzo non classificato come pornografico, senza avvilire il suo valore letterario? Risposta alla prima domanda: certamente. Risposta alla seconda: non sempre o addirittura quasi mai.”
Riprendeva la parole di Martin Amis, la Aspesi, il sessantenne burbero scrittore inglese che a un festival letterario ha dichiarato: “Forse è possibile scrivere bene di pornografia, ma di eros è molto difficile.”
Aiuto, lo scrittore manco mi sa raccontare il sesso.
D.H. Lawrence pubblica “L’amante di Lady Chatterley” nel 1928 a Firenze.
Dichiarato osceno, viene messo al bando, per esser poi liberato solo nel 1960.
Henry Miller, vi piace?
Marguerite Duras?
Anais Nin?
Emmanuelle?
Andiamo più indietro?
Ci tocca riprendere Petronio?
Ci diamo sotto di Boccaccio?
A Elefantide?
Oppure oh De Sade oh, dove sei.
Lo-lo-lo-Lolita.
Sexy, divertente Fanny Hill?
Diamine, che dobbiamo fare?
Recuperare una sessualità laddove il retro del libro non esplicita il genere.
Trovare sexy le donne glaciali e acciaiose della Ayn Rand, vedere il brivido quando Diabolik la afferra (la Eva) e il ciuffo si scompiglia, nei russi? Dostoevskij mmm da brivido alla schiena, e Nastenka fredda, non comprende. Nel vestito blu di Miriam. Nel vestito blu di Miriam.
Poi, cosa altro possiamo fare?
Un grande repulisti, prima di Natale.
Repulisti, Latinismo usato dal popolo per Spogliare, Torre via, Consumare interamente e quasi lasciar pulita ogni cosa, tratto dalle parole del Salmo 42, Quare me repulisti.
Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana – Copyright
Un grande repulisti prima di Natale. Promettiamocelo.
Promettiamoci di guardare a tutto con gli occhi del nuovo, sapendo che c’è una erotoauctoritas.
Promettiamoci di scoprire l’erotico nei libri non erotici dichiarati e di divulgare, dire, condividere.
Promettiamo, tra noi, di non sprecare fiato, perché già le prime pagine delle testate nazionali sono piene di culi e labbra.
Wikipedia mi informa che Ruby è un linguaggio di scripting completamente a oggetti. Che non so che cazzo voglia dire, ma iniziamo da questo.
Dal ridare una forma concreta e utile a nomi, cose, notizie. Anche nei dialoghi tra noi, se perdiamo tempo a parlare delle abitudini sessuali di un’altra persona, ci perdiamo tutta una serie di discorsi interessanti su come lavora il cervello, come si vive in Islanda ora, come funziona la Costituzione e come difendersi da chi cerca di modificarla, come sta il wireless in Italia per davvero.
Si perdono pensieri: PompeiPompeiOhdiaminePompei, schierarsi o non schierarsi, trovare il coraggio per baciarlo/a, ma solo Rampini può parlare di oriente?, ma Gifuni può prendersi tutto il cartellone del Valle a Roma?, ma il latte fa bene o male?
Si perdono scelte: decidere di leggere Voltaire, di comprare quel biglietto aereo, di aprire un agriturismo, di capire come funziona il meccanismo di certificazione bio, di scoprire le persone.
Un denudare dal superfluo. Far piazza pulita di tutte queste schifezze. Iniziando inter nos.






#1 da willyco il 16 novembre 2010 - 07:57
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Torre via, il taglio della mano che percorre il tavolo con un arco, e ripulisce. Ri un suffisso del già fatto a cui appendere le azioni nuove. Anche gli occhi per vedere e leggere, per guardare ed attirare, a sé. Com’è necessario sia, per provare ad essere non per interposta persona, per provare a sentire in proprio. Senza pescare nei nomi per un erotismo di accatto, per non riflettere su di sé gli specchi di altri amplessi. Per non scivolare negli standard privi d’oggetto: sotto la sesta non è amore, devi cambiare molto spesso, sono i numeri che contano, ma non quelli che hai addosso. The italian way d’adesso, il parlarne con la giusta distanza, è resistere, contrattaccare, esistere. Già, perché il problema, la necessità, è esistere in proprio, trovare i riferimenti, le voci con cui parlare, il rifiuto del lamento. E dirlo, infine dirlo, che la politica è altro, sussurrarlo nell’orecchio finché si fa all’amore, Dirlo, perdio, noi lo facciamo diverso, davvero diverso: lo facciamo per noi e basta.
#2 da Elx il 16 novembre 2010 - 10:30
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Willyco,
ti rileggo sempre più di una volta.
Poi, quando leggo qualcuno che scrive “fare all’amore”, mi viene in mente come le sorelle Giussani certe volte (rarissime) si lasciavano andare e descrivevano in quei termini, senza aggiungere altro.
Che libro stai leggendo ora?
#3 da willyco il 16 novembre 2010 - 23:32
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il mio fare l’amore è quello dei versi delle canzoni di De André, o di Vecchioni. In fondo quella è la mia età dell’intelligere le cose, le passioni, i sentimenti. Sto leggendo: Il mondo senza di noi di Alan Waissman. poi quando capita rileggo a salti; adesso: L’uomo senza qualità di Musil. In piedi, davanti alla libreria.
Rileggi perché non si capisce, vero?
#4 da Elx il 18 novembre 2010 - 12:55
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No è che vedi, anche adesos ho immaginato un uomo senza qualità in piedi davanti alla tua libreria. Il problema è mio.
#5 da willyco il 18 novembre 2010 - 17:36
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senza di noi, senza qualità: uomini senza. Ciò che manca può essere ricevuto.
A volte.
Quello che si ha in eccesso può essere donato.
Prima o poi.
In piedi si fissa di più ciò che si legge, si rubano le parole, succede anche in libreria. L’hai notato?
#6 da ilMaLe il 18 novembre 2010 - 21:44
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E’ una chiara provocazione. Però Silvio pur dell’ennesima trombatina sarebbe capace di cambiare idea sul nucleare. Qualche volontaria italiana?
#7 da willyco il 19 novembre 2010 - 07:34
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senza di noi, senza qualità, il senza curiosamente si appiccica al mio tempo. Anche questo commento ripetuto è senza, chissà in quale vibrazione elettromagnetica s’era perduto il primo.
Leggere in piedi fa fissare di più le parole, le ruba alla pagina, è una modalità singolare del trattenere, accanto agli altri modi, quasi un tempo diverso del leggere. A te non accade?
#8 da Elx il 19 novembre 2010 - 11:24
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Forse ci vuole sincretismo fantasioso. Proporre al premier di farlo in piedi davanti a una libreria mentre ad alta voce gli si legge un libro. Si accolgono suggerimenti per il libro e si deve immaginare che le parole abbiano poi su di lui un effetto di conversione immediata). Si può anche proporre un libro sul suicidio, anzi no sennò diventa martire.
#9 da Willyco il 19 novembre 2010 - 11:50
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Potrebbe dirti di si, anzi sono convinto che lo farebbe e ti citerebbe a memoria la sua tesi, e tutti i libri che ha pubblicato il gruppo Mondadori. Sapresti resistere a tanto fascino? Alla fine potresti concordare che le centrali nucleari sono il male minore.