Archivio per luglio 2010

Ci siamo detti tanto è uguale



Eugène_Ferdinand_Victor_Delacroix - "Cheval"

Eugène_Ferdinand_Victor_Delacroix - "Cheval"



Hai disposto tutte sedie davanti alla porta d’ingresso come se tra stipite e maniglia si consumasse un concerto da un momento all’altro.
Ci siamo detti Tanto è uguale alla fine di un modesto pranzo ed è stato forse il sudore a farci ridere senza un motivo, forse il giorno così lungo.
Mi è parso di sentire i vestiti appesi parlare, appesi con le mollette tutte colorate, cromomollette come non mai.
Mi metterò dentro un ritratto di me da cucciola e il tempo si fermerà oltremodo.
A tratti mi dici che le bolle sulla pelle sono risultato dello schifo che si mangia ormai, noi onnivori osservati, onnivori senza intimità.
Mi nutre molto un certo esserti cavalla nella vita, cavalla nella tua vita. Il mio trottare ti ricorda che sei vivo, però, bada, che del cadere circa i cavalli si dice sempre che è la persona a toccare il terreno, mentre un cavallo può spesso e volentieri collassare su se stesso, specie una cavalla con occhi lucidi da giorni, quale io sono.

Hai aperto una pagina a caso e c’era il ritratto di una disfatta; io sono tornata nella stanza a scrivere, ma prima con un bacio sulla guancia ti ho ringraziato.
Perché hai chiesto
Perché ho detto affranta ma euforica insieme con te dimentico la difensiva.

Questo un amico sempre dovrebbe.

Tags:

Lettura per la calura – 2010



Lettura per la calura

Lettura per la calura




Accolgo l’invito di Sogni&Bisogni e, come catena comanda, segnalo un libro da leggersi e tre libri che mi propongo di divorare.


Il libro che vi consiglio di gnam con occhi:


-  “Ricordi” – Marco Aurelio



"Ricordi" - Marco Aurelio

"Ricordi" - Marco Aurelio



Lo so, può sembrare pretenzioso, ma questo testo è semplice e ci riporta alle cose semplici. Marco Aurelio lo scrisse nei ritagli di tempo, quando non lo occupava il diritto/dovere di governare o quando non era impegnato a studiare le strategie di guerra contro le tribù germaniche. Siamo nel tardo stoicismo. Piuttosto, una raccolta di dialogo con se stesso, un assemblaggio di riflessioni private. Un imperatore che cerca di tradurre in coscienza morale la parte divina di se stesso. Nel dirvi di non seguire le cose piccole, di poco valore, di non fare come nelle “zuffe di cani intorno a un osso“.

“Sii eretto in piedi” e “Prima di tutto, non t’agitare. Non vedi? Tutto accade secondo l’universale natura. E poi, fra tempo breve, sarai nessuno in nessun luogo.” Quindi la morte che è fase nobile, non conclusiva, e la vita che è preparazione a quella fase. E svegliatevi una mattina e sentitevi gloriosi, al posto del suo mettete il vostro nome e dite forte: “Come Antonino, la mia città e la mia patria è Roma; come uomo, il cosmo.” (P.s.: ovvio che se abitate a Tortino, mettete Torino, se abitate a Rosarno, mettete Rosarno, se a L’Acquila, L’Acquila e così via.”


I quattro* libri che mi propongo di gnam con occhi:

* Dovevano esser tre, per legge, ma il secondo da solo ne contiene tre. Quindi ho fatto un po’ come mi è parso.


– “Dead Moon – Epilogue” – Luis Royo



"Dead Moon - Epilogue" - Luis Royo

"Dead Moon - Epilogue" - Luis Royo



Ebbene sì, un fumetto romanzato. Parole e immagini, uno dei miei accostamenti preferiti, secondo solo all’olio o alla marmellata di mirtillo lasciati cadere su un pezzo di pane.
Le immagini in questo caso in realtà sono disegni e l’autore è Luis Royo, un disegnatore che di solito mi va anche troppo sul gotico spinto, ma che in questo gioiello mette filosofia, arti marziali, amore, il femminile e il maschile. Un invito a nozze per me.


- “Trilogia della fondazione” – Isaac Asimov



"Trilogia della fondazione" - Isaac Asimov

"Trilogia della fondazione" - Isaac Asimov



Non l’ho ancora acquistato, speravo di trovarlo in qualche bancarella a prezzo ribassato, ma la ricerca non è andata a buon fine. Questa è esattamente l’edizione che ho puntato. Questo libro mi chiama da molto e una serie di coincidenze, cose dette, incontri mi han fatto sentire in pancia che è arrivato il momento.



Buona estate.

Sudate con chi amate.








Tags: , , , ,

Mentre il caldo impazza

 


 


 


BJORK_Bachelorette

BJORK_Bachelorette





Adesso le città hanno quel ventre caldo dentro cui le spalle e i passi affondano.
Tutti sembrano prostrati, come dopo l’orgasmo, ma senza quel freddino leggermente più distante, quello che non vuoi nemmeno stare abbracciata.

Sto scrivendo un qualcosa di organico dentro cui cerco di far confluire le energie giuste.
Lo posso fare ora che la disciplina corporea sta entrando meglio,
ma ciò non toglie comunque la difficoltà di creare qualcosa di esteso.

Lo spettro più grande, che spero di accattivare, il demone che ho ogni giorno è quello di finire con il restituire qualcosa di mediocre, e non mi pare il caso, considerando quanto c’è in giro. Starò in Ekalix in forma di perle fulminee e testi o interviste che siano occasione di una qualche crescita.

Sto poi sviluppando un astio verso lo schermo, non perché ci lavori (d’altra parte il lavoro mi permette di scrivere e allenarmi più serenamente), ma perché ogni porzione di libro viene pregna di maggiore cura se messa per iscritto, nella mia brutta grafia.

Detto questo, confesso che un po’ di felicità c’è, perché ho smesso di costringere il libro che usciva a fatica. Ora c’è osservazione e il farsi.
E’ la cosa più sensazionale che sto imparando e mi è stata insegnata da due creature, un lupo e un gatto.
Aspettare avendo estetica fretta.
Godersela senza voler tirare somme.
Ritirarsi e divertirsi con le immagini e il ritmo.

Mi sento vicina a tutti quelli i cui occhi hanno bisogno di mare.
Ad memorandum: essere meno simile possibile alle persone che fanno delle altre persone dei gradini per salire più in alto.
Facendo così, si diventa inquadrati, poco interessanti, isterici.

Se nell’andare incontrate persone che creano, qualsiasi sia la loro forma d’arte, guardateli come piantine in via d’estinzione e annaffiateli. Daranno indietro soluzioni creative, sorprese e amore.
Sto finendo un saggio di Asimov che mi ha fatto sentire discretamente cretina.
A breve inizio La trilogia della fondazione, già fiutato l’edizione.
E lì ci saranno post doccia pieni,proprio assetati di sfogliare, magari mentre si alza il venticello serale.

Ognuno voglia bene ai suoi pesci, e con pesci si intendano anche speranze, ginocchia, intenti, scoperte, decisioni, valide amicizie, sacrifici, idee. SACRIFICI per dar FORMA / SOSTANZA alle IDEE.



Tags: , , , , ,

La tua estremamente elegante postura dell’anima




Quando sei andato via ho dovuto raggruppare tutti i pezzi di vuoti di stomaco e 
metterci dentro degli strilli forti,
fatti al volante,
quando sorpassi e la gente forse ti guarda,
tu non lo sai,
tu guardi avanti e strilli e non capisci se sono le urla che riempiono le porzioni di stomaco o se sono le porzioni vuote di stomaco che escono fuori dall’esfogaco, finalmente possono uscire come hanno voluto fare da subito.

M’è sembrato che piangessi, poco prima e che quella goccia si andasse a sedere come una vecchia stanca.

Come un gestore di alimentari ormai arrivato alla fine, che lascia salami a tutti, a tutti quelli che vanno, li vende ormai senza un prezzo perché ha capito che l’unico che si paga è quello, il prezzo delle promesse. Non fatte, non mantenute, oppure fatte, sì, ma senza pensarci.

Domani sarà un giorno strano. Non so bene come farò i conti con questo fatto dell’essere leggeri per non cadere.

Domani sarà un giorno strano perché il tuo amore ci sarà, lo sento nell’aria, però mancherà quella cosa che certi filosofi chiamano sostanza e allora mi arrabatterò con quella cosa che certi filosofi chiamano forma e la metterò proprio vicino ai polsi, forse nel mischiume urlagridavuotostomaco e vedremo che ne viene fuori, se un poi o un dio che non conosciamo, un pezzo di dio come dovrebbe essere.

Ci sono girelli di pensieri nell’aria come mulinelli che in acqua ti prendono  le caviglie.

Mi hai lasciato in un paese dove le orchestre sinfoniche non contano più nulla. Il tuo andare via mi fa venire in mente un lungo cammino che feci e prima di arrivare in una vecchia osteria trovai una madonna, o meglio, una santa, tutta in forma di statua, messa nel cuore di una grotta. Su in alto. E questa madonna era piena di figurine, alcune anche di calciatori, avevano mischiato bene tutto: foto di bambini, anziani, figurine che trovi nelle gomme da masticare. Ora che ricordo c’erano anche le gomme da masticare attaccate alla roccia.


Spero tu ti sia dato quel che ti occorre per andare dove devi andare.

La tua estremamente elegante postura dell’anima.


Da quando sei andato via però ho solo sbalzi di umore. Ho messo la marmellata nel freezer e il tappeto come tenda. Da quando sei andato, ecco che si è aperto il varco delle cose che gli altri non danno. Compro biglietti di teatro per amanti su due gambe, gli dico, andate, andateci voi, che siete umani e vi amate.

Compro cavi di rete da mettere in endovena e fili di destino che uso come catene da cesso.

Una volta che impari a lanciare tre palline, poi puoi farlo con le noci? Non è detto. In piazzetta c’era questo saltimbanco che con le noci non riusciva. ‘era anche un fotografo, gli ho chiesto mettimi a posto i capelli e vediamo se dalla foto escono anche le ombre. Ha detto ora allungo i tempi di scatto, tu stai solo ferma.

Va bene io sto ferma. Ma vengo comunque sfocata, vedi? Hai visto?

Tu c’eri sempre.
Ci sei stato quando la gamba piangeva, il padre sudava impazzendo in terrazzo sbraitava.
Restano tracce di te sullo spaventoso Rocci, sull’avambraccio e ovunque nella camera di oggetti ardenti.


Non te l’ho detto, non s’è fatto in tempo, ho capito una cosa: odio chi giocherella con le monete facendo quel suono. Ah, pure un’altra: odio chi ride e rimette la faccia come prima all’istante, subito dopo.


Soprattutto, mi manchi al limite della riga che finisce. La mancanza di te che parlavamo di tutto.
Che mangiavi poco, non ti mettevi elegante.
Tu lo eri sempre.



Tags: