Già non si parla più di molte cose che divampano poi sfiammano, come sappiamo.
Rinunciare all’opera significherebbe rinunciare ad una parte importante e identitaria di noi.
Purtroppo in Italia i giovani e non solo, leggono poco, non vanno all’opera sono attratti da veline e calciatori ossia vacuità e superficialità, ma non credo che possa essere solo colpa loro, all’estero di contro, si legge molto ed i teatri sono sempre pieni di persone di tutte le età, come mai? Forse c’è un problema a monte!
- Terme di Caracalla: Rigoletto di Giuseppe Verdi dal 28 luglio all’8 agosto
- Teatro dell’Opera : Roberto Devereux di Gaetano Donizetti 1 – 6 ottobre
Per gli appuntamenti successivi si può consultare www.operaroma.it








#1 da Lisa il 22 luglio 2010 - 12:31
Cita
Ebbrava Cappelli!!!! Mi complimento con la tua capacità e volontà di non lasciare indietro niente, di interessarti a tutto! E poi questo è davvero importante!! (lo so che non c’è paragone…..ma anche il mio è Johann Sebastian Bach!!)
#2 da maurizia il 22 luglio 2010 - 12:44
Cita
Sempre stimabile Elisa!!!complimenti! un poco di profondità non guasta!Anzi grazie per gli stimoli…forse scamperemo il rischio che i nostri cervelli si sciolgano come gelato!!!
un’ammiratrice di Ekalix.
Vorrei anche stimolare il confronto sull’arte contemporanea. Se mai con una critica d’arte eccezionale quale Angela Vettese.
thanks
#3 da Elx il 23 luglio 2010 - 10:19
Cita
Maurizia,
se tu hai modo di sentire il suo parere, la sua voce è la benvenuta.
Magari, e mi ci metto io pure, ad avere cervelli buoni almeno la metà di quelli che si possono trovare in alcune speciali gelaterie romane. Pistacchi da urlo, gusto mora da brividi, cioccolati fondenti purissimi
E grazie, surtout.
#4 da Elx il 23 luglio 2010 - 10:23
Cita
Lo sapevo che era Bach. A proposito, dobbiamo far stretching con Bach sotto.
A proposito dell’interessarsi e produrre arte, cito te, che mi hai dato una cosa preziosa da condividere:
Ti mando una cosina molto bella e da ragionarci sopra….io l’adoro e ne sto facendo inconsapevolmente la mia bibbia quotidiana:
“Conviene rinunciare all’arte, se questa è un esercizio privilegiato, selezionato, limitato a pochi luoghi staccati dalla vita; e conviene invece promuovere la nozione di un comportamento estetico che ci deve accompagnare momento per momento, qualificare la nostra vita in ogni occasione. Il valore estetico non lo si raggiunge solo dipingendo una superficie o scolpendo un blocco di marmo, ma ache andando a passeggio per una strada, curando l’abbigliamento, disponendo i mobili nel proprio appartamento. Ed evidentemente esso non si fruisce in solitudine, ma in una dimensione sociale: sono i nostri rapporti con gli altri (rapporti di lavoro, di coabitazione, di divertimento) che chiedono di riqualificarsi sul piano estetico; ed è l’intera società che deve avere come sua meta ultima l’integrazione e l’armonia estetica. Dove questa non compare, vuol dire che sono le strutture economiche della società borghese ed i connessi metodi di produzione dell’industrialismo a impedire tutto questo. La lotta per il valore estetico diviene azione rivoluzionaria, seppure in nome di un progetto di tipo utopistico.”
Renato Barilli, 1971