Fin quando quella cosa granchiosa non ti prende più.
Fin quando riuscirai a mandare giù tutto il Martini.
Fin quando volerai leggera con le dita dei piedi affilate sulla vita.
Fino al momento in cui non ti strizzerai da sola l’intestino come un panno e guarderai fuori dalla finestra senza chiederti se sei davvero finita, pensandolo direttamente. Fin quando continuerai a morderti le labbra figurandotele di zucchero e colori. Fin quando avrai pan di zenzero al posto del coraggio. Fin quando la tua nobiltà d’animo leccherà code di topi sotto al tombino di tutti quelli che si sono amati, il tombino che raccoglie le lacrime di tutti quelli che si sono amati.
Fin quando continuerai a scrivere senza conoscere.
Mandare giù tutto il Martini di botto e chiedere al primo che passa: “Scusa, ma come fai a essere così muscoloso?” anche se ha due agretti al posto delle braccia.
Fin quando avrò dubbi senza averne davvero, ma allattandoli come gattini finiranno col tornare in forza e allora potrò maledirmi di nuovo.
Metto una musichetta blanda per far andare la sera e chiedo al letto se può diventare il letto del pede di un gigante, il cavo del piede di un gigante. Di Polifemo, così mi spiega come ci si sente quando qualcuno ti inganna così. E lo interrompo e gli dico: “Non spiegare lo so già.”
Fin quando potrò dire: “L’hai voluto tu” e non cambiare idea, ma continuare a fare la donna apocalittica e non integrata. Fin quando l’urlo bianco smetterà di essere debole. Fino al momento in cui saprai esattamente cosa hai fatto e potrai lavare via l’aragosta dietro alla cervicale. Inviterai allora qualcuno a cena, dicendo: “Ecco, vedi, questo è il corpo del mio corpo, mangialo tutto, amen.” Ecco, vedi, questa è l’entità che mi accingo a diventare. Potrai spostare un oggetto, accendere dentro del marciume, quel che ti pare. Nella stanza risuonerà forte: “Non farti più vedere.”







#1 da junko.ape il 28 luglio 2010 - 11:44
Cita
Mi sono chiesta il permesso -guardate che prima di farlo me lo sono chiesto- il permesso di scrivervi. È il caso che io vi scriva di tanto in tanto? Questo me lo sono chiesto. Evidentemente il permesso me lo sono dato, dato che di tanto in tanto lo faccio, vi scrivo. Perché non buttare giù qualche parola, dopotutto, ogni tanto? Che poi sia per voi, questo è secondario. Quello che c’è d’importante è che io talvolta ho queste parole da dire e, insomma, se ci sono,
se compaiono, tanto vale metterle per iscritto, tanto ormai son comparse. Che stiano a navigare nella mia testa o che siano su di un foglio, mi son detta, che differenza fa? (La fa, la fa, la differenza, ma noi questo abbiamo deciso di ignorarlo.) Dove andate quando ve ne andate via prima? Cosa andate a fare? Perché sorridete malizioso prima di andarvene? Secondo voi vi chiedo queste cose perché me ne importa? Non lo so. Sono curiosa. Avete un Che Guevara appeso da qualche parte che fuma il sigaro? Anche voi fumate il sigaro? Mia mamma mi ha raccontato che quella foto, quella lì, quella del Che Guevara, fu scattata da un fotografo un po’ per caso che la sviluppò e la lasciò sulla sua scrivania da qualche parte, forse dimenticandosi pure di averla, non le diede importanza in un certo senso. Poi un europeo, me lo disse il nome la mamma, non lo ricordo, andò a visitare il fotografo e vide quella foto sul suo tavolo. La volle. L’amico gliela diede, magari dicendo disinvolto qualcosa come ‘Si, si, prendila pure quella’. L’europeo la prese, la portò a casa e la rese famosa. E ora quella è diventata la celebre foto del Che. Volete che vi faccia una foto e poi vi renda famoso? Potrei farvela con la vecchia Pentax K 1000. Ho fatto due mostre fotografiche, sapete, sono state molto apprezzate. Ho fatto anche la fotografa di scena per un certo cortometraggio.
Adesso basta, buonanotte.
#2 da Elx il 30 luglio 2010 - 22:21
Cita
Viene in mente allora che la storia degli oggetti, la storia che un oggetto ha dietro, possa essere di tutto riguardo. E questa volta non si sta parlando dell’influsso delle cose sui legamie gli eventi umani. No, stavolta gli umani li si lascia un attimo da parte.
I permessi che una si autorilascia sono, di tanto in tanto, molto interessanti.