Il 31 Maggio compie ottant’anni. Che effetto le fa?
Poco o niente, sono troppo occupato a vivere e lavorare. Non festeggio più i miei compleanni da quando ho compiuto settant’anni.
Le rimangono 12 ore di vita: cosa fa?
Sono sul set di un mio film, dietro la cinepresa, e giro una scena stupenda, con gli attori che mi riempiono il cuore di emozione. Poi posso anche morire d’infarto.
Il segreto di una relazione duratura con una donna?
Riconoscere che uomo e donna sono diversi. Pensare che siamo uguali è folle. Lo siamo di fronte alla legge e in altri modi, e per molti versi la donna è superiore. E io amo proprio il fatto che sia un animale molto diverso da me.
Come spiegherebbe a un bambino cos’è la felicità?
Lavorare divertendosi, cosa che a me succede ancora, senza fermarsi. Aver voglia di cambiare, guardare oltre.
E accettare allegramente che non tutto ruota intorno a se stessi.
Quando si sente giovane?
Trascorro gran parte del mio tempo libero dietro i miei figli più piccoli, che mi tengono in forma. Anche se alle loro partite di calcio sembro il nonno.
La tecnologia salverà il cinema?
Io lavoro ancora con la pellicola. Uso il digitale solo per il montaggio. Mi sto adattando lentamente. Ma a salvare il cinema ci penserà sempre e solo un bravo sceneggiatore, cioè la qualità del copione.
Cos’è più importante di recitare?
Avere una famiglia e amarsi con i figli. Aggiungerei giocare a golf e mandar giù una Budweiser bella ghiacciata.
Da
D Donna, supplemento settimanale della Repubblica,
Anno 15° – N°696 del 29 Maggio 2010




