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“Stai girata e respira.”
dicevi tenendomi la vita.
Io pensavo intanto agli scaffali,
ai dondoli, ai tarli.
“Stai girata. Respira.”
ma non avevi la voce
che hai con i tuoi amanti,
immagino.
Allora ho preso a dentare con la mascella,
stringere la pancia
per non farti vedere
che mi piacevi e molto.
Intanto, piroette contro lo specchio e
cieli che sapevano di induismi vari,
ciglia che battevano forte.
Squashetii di natiche sudate,
le nostre, immaginavo.
Gli acari intanto sul pavimento non solo,
diciamocelo,
acari un po’ ovunque.
La tazzona bianca
ha dentro quel residuo marrone
come di non lavata bene da tempo.
Sul tavolo ci sono carote e
gli affanni di tutto il sesso
che ci ho immaginato sopra.
Sarai un bellissimo uomo con le pieghette
attorno agli occhi
e chi ti vorrà
maledirà di gusto
genere (femminile/maschile),
fedi (al dito/nel cuore, se si riesce)
e messette (amen) varie.



