Archivio per aprile 2010

Frou frou, dicevi

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“Stai girata e respira.”

dicevi tenendomi la vita.
Io pensavo intanto agli scaffali,
ai dondoli, ai tarli.
“Stai girata. Respira.”
ma non avevi la voce
che hai con i tuoi amanti,
immagino.

Allora ho preso a dentare con la mascella,
stringere la pancia
per non farti vedere
che mi piacevi e molto.

Intanto, piroette contro lo specchio e
cieli che sapevano di induismi vari,
ciglia che battevano forte.

Squashetii di natiche sudate,
le nostre, immaginavo.
Gli acari intanto sul pavimento non solo,
diciamocelo,
acari un po’ ovunque.

La tazzona bianca
ha dentro quel residuo marrone
come di non lavata bene da tempo.
Sul tavolo ci sono carote e
gli affanni di tutto il sesso
che ci ho immaginato sopra.

Sarai un bellissimo uomo con le pieghette
attorno agli occhi
e chi ti vorrà
maledirà di gusto
genere (femminile/maschile),
fedi (al dito/nel cuore, se si riesce)
e messette (amen) varie.

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Questione di macchie


Non credo dio intervenga in questi casi, penso che ci abbia messi qui per trovare ognuno la sua pace o il suo inferno.
Penso che la direzione non puoi credere di trovarla tra le braccia di qualcuno, penso che ti ho pregato tanto di mostrarmi il senso e tu me lo disveli quando meno me lo aspetto, me lo disveli mentre sto attraversando la strada, mentre c’è della natura anche tra i palazzoni con innumerevoli serrande e provo a calcolare quante persone ci sono solo idealizzando un nucleo di tre persone e moltiplicandolo per i campanelli o robe simili. 
Penso che credo nel rito e nel fare rito e nel rendere sacro, in questo senso io ti sono molto devota.

Siamo devoti a te anche nello scieglierci sentieri e dolori.

Ogni sera accendo una candela per i poeti, una per quelli che lavorano ai caselli autostradali, una al signore che vedo sempre qui sotto, che ha dei tubi che dal naso gli vanno direttamente su una specie di stufetta che sembra anche un thermos per tener caldo il caffé, un cosino di plastica che ha feritoie come costole da cui si sporgono i polmoni.

Altre candele vanno a chi la notte prima, facendo un lavoro di bocca, è andata o è andato a fondo, fino a lacrimare. 
Altri ai nottambuli, ai fisici, ai malati immaginari, a chi lavora con le mani, a chi lotta contro allergie varie.

Al risveglio immagino molti cavalli discutere durante una colazione-pranzo. Parlano proprio gesticolando con gli zoccoli.
Sono così belli che mi viene voglia di essere un ghepardo e invitarli a correre con me. 

P.s.: 
Ieri sera un’amica mi raccontava che per molti bambini l’insieme ANIMALI si limita all’insieme ANIMALI DOMESTICI, nel senso che conoscono solo quelli, ignoranoIeri sera un’amica mi raccontava che per molti bambini l’insieme ANIMALI si limita all’insieme ANIMALI DOMESTICI, nel senso che conoscono solo quelli, ignorano l’esistenza di cavalli, galline e vari altri.

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Lotte e letti


Marilyn (Chérie in "Bus Stop" also know as "The wrong kind of girl"- Joshua Logan - 1956)

Marilyn (Chérie in "Bus Stop" also know as "The wrong kind of girl"- Joshua Logan - 1956)



Altrove. Dove la luce non ha linee sparse e gli occhi si indondano facile e non chiedono né temono pulviscolo o sporcizia di dita.
Altrove si ameranno, forse non in questo luogo di ex lattai che giocano il gioco dei papponi e donnine ossigenate senza cuori, Altrove,
non in questo vicolo arrabbiato che somiglia al luogo in cui l’ha afferrata per un bacio (dovere di pancia),
in quel luogo per non infervorire animi o indurirli.

Sul tavolo ha messo una tazzina con gli schizzi neri che si rincorrono.
Ci ha posato attorno le mani, come in una seduta spiritica.

Sono giorni davvero strani, amore, vado a fondo per cercare e trovo solo la bellezza
e mi chiedo perché il mondo non ne voglia sapere, della bellezza. La natura e gli animali e il movimento.
E non lo dico tanto per sanare o riprendermi. Lo dico come reale.

Un giorno tornerà a trattarla con quegli occhi speciali.
Nel frattempo, andrà per lotte e letti.
Sarà tutto un lotte e letti.

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99 desideri proibiti



99 desideri proibiti - Elisa Cappelli / Cristina Fabris

99 desideri proibiti - Elisa Cappelli / Cristina Fabris


E va bene, è uscito.
Lo trovate un po’ in tutte le librerie.

Questi deliri tu li vedi raffigurati e detti, parlati e messi nel tratto.
E’ come se quello che piace a me o a te dovesse uscire allo scoperto di nuovo e trionfare come si deve.
Come il piacere comanda.

C’è un po’ bisogno che il corpo venga detto di nuovo. Ancora.

Sono fantasie che hanno una vita propria e che significano un sacrosantissimo volere, ogni volta diverso.
Il progetto del libro, così come lo sento io, vorrebbe provare a stare fuori da logiche di colpa o vergogna, quelle cosette su cui si fa leva proprio bene.
“Sedurre” è un verbo che indica il condurre fuori da un qualche bene con la b grande.
“Delirio”, poi, è l’allontanamento dal solco.
Questi testi vorrebbero allora un po’ sedurti, portarti fuori.

Tutto quello che entra in questo libro può benissimo avere a che fare con l’amore romantico.
Azzarderei che alcune fantasie ne sono il trionfo. C’entrano con il gioco, anche.
Non so perché e come siamo arrivati a pensare che le due cose si possano scindere.
C’è da fare marcia indietro per andare avanti nel senso dell’erotico.
Non dovremmo smettere un attimo di sentirci divini per avere questa cosa umana con cui amiamo altri umani.
E li tocchiamo, e ci facciamo l’amore.




99 Desideri Proibiti
Pubblicato da Alberto Castelvecchi Editore
Collana Toys
In uscita a Marzo 2010
Immagini: Cristina Fabris
Testi: Elisa Cappelli
Pagine: 224
Euro: 24,00
Formato: 15×22,5

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