Quando la amava, lei era caustica, brillavano e fumavano le luci, impazzivano gli animali.
Quando la amava i chilometri erano segmenti e le parole valevano qualcosa.
Quando mi amavi, valevano qualcosa.
La carta era pregiata e la crisi che ha investito l’occidente, la crisi era lontana. Forse lontana.
Cantavano in macchina, mangiavano sushi in tre bocconi e facevano l’amore in mille case.
Quando la amava, lei era il punto cui tornare, l’azzurro per affondarci lo spirito e la carne per affossarci le mani.
Quando la amava, c’erano muscoli allungati per tutte e due le anime, il letto era un satellite e le schiene curve perfette.
Ora i tatuaggi sono sgeni per pazzi, la luna sempre quella- però che bella temeraria- e la neve riempie tutto, gela dita e pellicine.
Ora c’è un regalo che nemmeno hai guardato.
Del cioccolato fondente ancora intatto nel frigo; quasi per prendersi una specie di rivincita.
Quando la amava, era un lumicino caldo coperto dall’amore per l’amore e senza rimpianto.
Potenza e non potere.
Un gatto d’amianto che insegue chimere.




