Archivio per 3 gennaio 2010

Urbs, -is

Roma zona Pigneto

Roma che sembra Genova.
Roma che se immagini bene riesci a pensare ad un porto.
Roma che invece di là a sinistra c’è, mi sa, il colosseo o comunque S. Giovanni (abbiate pietà, non mi oriento nemmeno nella mia città natale).
Roma delle feste alle terrazze con candele e ragazzi abbronzati, dorati.
Roma delle antenne paraboliche.
Roma che è impossibile ma se ti penso, sento il mare.
Roma che fai un salto alla mostra di Schifano prima di un aperitivo come si deve.
Roma che ti lascia e si prende. Come ogni splendida fottuta matrona.

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Il bel paese in musica

Se Alex Britti suonasse la chitarra….EBBBASTA.
Se  Francesco Renga smettesse di fare canzoni sulle nonnette, le mamme e le figlie; se sua moglie recitasse sempre come recita in “Saturno contro“.
Se Giorgia trovasse qualcuno che le scrive i testi. Oppure si desse del tutto e per sempre al jazz con gorhgheggi e poche sillabe in inglese.

Jovanotti va bene così, mi piace, piace, no?
Gianna Nannini, bene così, sine dubio.

Fabri Fibra c’ha dei contenuti, se solo fosse meno impegnato a dimostrare di avere dei contenuti.
Max Gazzè alla fine va bene, e pure il fratello poeta che gli scrive i testi.
Se i Matia Bazar si mettessero in testa che devono suonare solo con la Antonella Ruggiero, cazzo, e smettessero di cercare tipe che sembra che le scelgano per i cognomi strani e la faccia impostata.

Mina resta lì che qui è un brutto mondo e sfornaci qualche splendida canzone come fai tu, dea.

Irene Grandi…cazzo la ragazza ha delle potenzialità, non mi si applica…!
Biagio Antonacci è troppo impegnato a fare la parte del latin lover amato dalle donne mediterranee per fare musica come si deve, con quelle camicie aperte sul petto e l’abbronzatura, che rottura di coglioni.

Patti Pravo nulla da dire. Afterhours nemmeno.

Se gli alberi oltre una certa vengono abbattuti, i Nomadi?…Chi accende la motosega?
Circa Claudio Baglioni ormai mi chiedo solo quanto può lampadarsi e farsi le sopracciglia un uomo.
Tiziano Ferro alla fine ha un suo perché.
A Elisa, Elisa Toffoli, non si capisce bene cosa sia successo da Then comes the sun in poi, ‘na tragggedia, lei che era così geniale, particolare, con il suo mondo, l’Asile’s world.

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