Archivio per 1 gennaio 2010

Imbarazzo italiano

Un bandito mi potrebbe svegliare chiedendomi se voglio far colazione con lui. Allora si potrebbe andare in un bar dove tre cinesi fanno il vero espresso italiano. Mi potrei far raccontare quante ne ha stuprate la scorsa settimana. Poi lo inviterei a considerare l’ipotesi di farsi una legge ad hoc come si usa qui in Italia, una proprio per un bandito come lui. Potrei consigliargli di farsi trapiantare i capelli e diventare una specie di tappo e sudato Big Jim con la cravatta sempre a  posto. Accetterebbe. Lo incontrerei di nuovo, tempo dopo, a Piazza Colonna, ricco sfondato, saccente, dentro una macchina tutta lucida con una sirena blu elettrico che inghirlanda il tettino. Mi saluterebbe con un sorriso di plastica. “Mi dai un passaggio? Devo arrivare a Trastevere.”
Nemmeno tirerebbe giù il finestrino, farebbe una faccia tipo “Oh avanti, non siamo ridicoli.”

Impermalosita e ingenua: “Ehy, io ti ho offerto un espresso, quando non eri nessuno.”
Solo a quel punto abbasserebbe il finestrino, mentre l’auto mi passa davanti moooooolto lentamente e sfavillando lucidi brilluccichii da sere di gala per sole auto.
Mia cara, presto o tardi ti regalerò orecchini, poi collana poi anello poi tutto il completo.

E, avanti, non farmi la comunista, questo pezzettino di strada puoi farlo a piedi.”

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PPP & la sua Medea


"Callas-Pasolini"

La Divina e Pasolini


Dove andate al mare quest’estate?
Pasolini il fisico lo aveva ereditato da suo padre o sono state tutte le partite di calcio giocate?
Perché mi ha sempre affascinato il rapporto che la Callas aveva col suo corpo (in special modo le caviglie)?
Dove sono questi due adesso, in quale “popolato deserto“?
Detesto i barboncini. Avere un cane così mi sembra come dormire con un plaid di lana in piena estate.
Come si può sentire la mancanza di due persone mai conosciute?…. Si può, si può.

Due modi diversi di dire il vuoto

“Da giovane contrassi la tubercolosi: sputavo sangue e tossivo senza fine. Dopo aver praticato il T’ai-chi ch’uan, migliorai di nuovo. Quando ero più giovane ero uno sciocco, poiché non appena miglioravo il mio stato di salute, abbandonavo gli esercizi. Dopo aver contratto la tubercolosi capii che la mia costituzione era debole. Che senso aveva esaurirmi ulteriormente con la pratica? Guardando la mia condizione fisica e immaginando quella futura, fui sopraffatto dallo sconforto. Ma, con mia grande sorpresa, dopo aver praticato solo per qualche mese, la mia malattia scomparve del tutto. Conclusi perciò che nulla era più efficace per me di quest’arte. Come potevo abbandonarla?”

Cheng Man-ch’ing, Tredici capitoli sul T’ai-Chi Ch’uan


“[L’esercizio che il tai ji quan] mostra praticamente che wu-wi non significa affatto rinunciare all’agire, ma piuttosto agire utilizzando l’efficacia del vuoto.”

Giangiorgio Pasqualotto, Estetica del vuoto

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Travellin’

"sì,viaggiare"

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