Piegamento sulla gamba destra. L’alba è appena arrivata. Metto la maschera che ti piace. Mi porto con le tette alla finestra.
L’ultima stella sembra la prima. Metto la risata che alla tua s’avvicina.
Giù le tendine, per lasciare un pò d’ombra. Sembra neve e invece sono nuvole, quelle che guardo ora,
mentre tu stai ancora aderente al letto. Tanto movimento di tendini c’è stato qui stanotte.
E io penso che ti amerò per sempre,
maledizione.
Piegamento sulla gamba sinistra. Guarda la notte che arriva. Li hai fatti ridere abbastanza?
Il resto degli umani, intendo.
Hai fatto credere come volevi
che hai una vita perfetta
che i soldi avanzano sempre
che quella risata ci voleva
che non c’è guerra ingiusta
che i simboli salvano
che con la pappa pronta ci fai poco.
Tutte cose in cui credo anche io.
Addominali con le gambe all’insù.
Non ti accorgi nemmeno di quando
da lontano
ti odio e poi t’ammazzerei e poi ti detesto
e poi ti vorrei.
E se questo non è sentire vero,
se queste non sono frattaglie che pulsano.
Allora non so cosa altro lo sia.
Allora non so davvero se l’amore è cosa mia.




