Le ciliegie per le formiche

 

 

 

2016-06-05 19.41.05

 

Ci sono precipizi scoscesi tra le ossa e lì – dicono – dovrebbe penetrare la luce.
Quando? Non avere fretta. Come? Non importa la modalità. 

 

Non voglio ritrovare niente e anche bruciare mi sembra idiota. 
Non voglio nutrire bestie eppure una bestia mi sento,
nella confusione delle lingue e di quel che per me significa una cosa e per te l’opposto.
Non ci possiamo ritrovare nemmeno nei boschi, eppure pensavo di sì.
Non fermerai nessun flusso creativo stavolta,
nemmeno uno slancio.
Chissà se ti guadagnerai i tuoi,
ché guadagnarseli vuol dire non avere paura e scommettere e non pensare.  

 

Vedi di riprenderti, alza il culo e muoviti, mi dico,
lascia soli quelli che non vogliono il sole ma fingono di averne a palate.
Un sorriso, costante, vicino, tanto vicino da essere interiore. 

Vedi di ricordarti che sei causa ed effetto di quel che fai accadere. Anche della rabbia che avvicini, e delle lamentele.
Ti odio e mi odio. Quindi si può scoppiare a ridere.
No, io se penso a te che ridi non sono felice e questa è proprio la fine di ogni cosa o l’inizio.
Diventerò forte, lo giuro, scalerò il piano vasca e mi tufferò a muso duro. Nell’acqua di tutto il divertimento leggero che mi sono negata. Chiederò al Bianconiglio come ci si ama al meglio.

 

Non esiste capitale, non esiste città, non esiste crisi. Non esistono supposizioni o caffé da riscaldare, devi farlo con la moka nuova, niente uguale. Quante altre volte arbitrio altrui, quante altre volte soccombere come un cane, tenersi pronti a pappare e poi mordere, mordere forte, fino a sanguinare. Occorre invece il mare. Occorre invece il mare. 

 

Occorre invece il mare. 
Dillo a tutti, occorre il mare. 

 

Non ti posso nascondere in nessun luogo, nemmeno sottopelle, e quindi cammino e sudo e me ne sto zitta. 

 

Sprofondano tonnellate di donne che pensano la scrittura non serva e la danza nemmeno. Sprofondano dal dirupo e quando riemergono sono sirene, bellissime. Vuol dire che hanno imparato tutto dai pesci e adesso si mettono a cantare, come conviene. E adesso fanno ballare le stelle perché hanno capito quanto conti, tanto quanto la parola. 

 

Sprofondano dal dirupo quintali di uomini che pensano che il silenzio e il sostegno e la risata non contino, quintali di “tu non puoi eccellere” detti ai più vulnerabili animi. Riemergono come marinai e ciascuno di loro ha un tatuaggio valido per chiunque si possa ancora innamorare. Si illumineranno tutti, questi tatuaggi e andranno a rinverdire gli intestini. 

 

Qualcuno ha preparato il sugo. Pare buono, non ricordavo il sapore. Credo ci sia la carne dentro, ma mi va benissimo per oggi. Oggi va bene tutto. 

  
Il vento muove i fiori e una ragazza russa invitata a pranzo per salvataggio da un diluvio mi parla di Putin, fa la scrittrice e mi precisa che solo una cosa si può far bene nella vita, se ne deve scegliere una. La faccio uscire di casa presto. Ché la voglia di star sola va ascoltata. 


Mi ci vorranno anni per capire e forse non capirò mai che per fortuna la vita si riattiva da sola, anche dopo che mi sono fatta scannare e ho scannato per bene.
Nello yoga una posizione va pensata in termini di eternità. O di respiri.
Anche sott’acqua. Anche nel grembo.
Anche stamattina a colazione davanti al cappuccino che mi fa male ma mi piace.
Anche nel sole forse si pensa così. In termini di quel che contiene, ciò che può contenere.
Il grande contiene il piccolo. Quanto grande pensavo di essere, per prendermi talmente tanta roba?

 

Prima di andarsene la russa mi chiede dei miei spettacoli, delle mie opere, dei miei libri, dell’arte.
Niente, io non ho fatto niente, non mi va di parlare di niente, non esiste arte.

Anzi, mi viene in mente il ciliegio piantato in giardino.
Allora le rifilo 5 ciliegie e la invito a uscire. Sarà molto produttivo iniziare a rispettarsi.

Gli animali amici già si sfregano le mani al solo pensiero, si leccano il musetto e spargono grinta.
Sarà così fluido iniziare a rispettarsi. Sempre meno inadeguata, sempre meno capace di gestire libertà, tempo, ossa. E le ciliegie non scendono da sole, se non le si colgono restano paradisi rossi per le formiche.

 

Alza il culo e raccogli quel che hai seminato. Poi fatti un bagno lungo in vasca, come quando da piccola lo avevi visto poche volte ma già non riuscivi a sentire che il mare. Mettici il sale grosso nell’acqua, che ti si porta via l’acido lattico, mettici la prima frase di un libro che ti ha cambiato la vita e dimentica il tempo.

 

Sento che se continuo a meditare a lungo posso anche smettere di vomitare parole, forse, di sicuro, negatività. È molto più attraente la prospettiva del fare e poi dire del fato, dell’accidente che vuole esser manifesto. Medita per diventare te, te. Il mare dentro te, per nuotarci meglio. Ed evitare di dire fesserie che muovono carri armati. Evitare di costruire cimiteri di pensieri dorati ma pieni di niente. 

 

Sempre meno inadeguata, sempre meno capace di gestire libertà, tempo, ossa. E le ciliegie non scendono da sole, se non le si colgono restano paradisi rossi per le formiche.

 

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LaUriE AnDeRsOn_”Heart of a dog” – Di passaggi, fantasmi, amore e tenacia

 

 

 

 

 

LaUriE AnDeRsOn_”Heart of a dog” (INGL e ITAL review down below)

_ And some of us were waiting for a movie about her passed by lover – that terrific musician and tai chi teacher that Lou Reed has been – instead she gave us a probably verbose but of course dreaming movie about her dog, Lolabelle. The story of this creature becomes an open mic to death and love. Laurie Anderson deeply digged into personal memories and universal enquirings. Of course you can have the feeling that is movie is made by a person familiar with meditation and pain transformation process. What happen to all the questions merging when someone near die? “What if?…if only I…maybe I could…?” It’s all about who stays. But when an animal die you really become aware of the total love you experienced while you had the chance to share your life with him or her. It is a powerful wave of fidelity, involvement, tenderness, devotion. This film is outstanding , warm and cold at the same time, it seems to come from the unconscious.

Ah, and to the ones who might tell you “how many things you do! How talented you are!” with a bit of sarcasm, do not react at all, just think about this wonderful music, drawer, spoken poet, improvisation performer, director Laurie Anderson is.

P.s.: actually there is also Lou Reed playing in a very special role you could not expect.

…E qualcuno di noi si aspettava un film sul suo amore che ha lasciato la carne – il grande musicista e maestro di tai chi Lou Reed – invece Laurie Anderson ci ha consegnato un film forse verboso ma di sicuro sognante sul suo cane, Lolabelle. La storia di questa creatura diventa un microfono aperto su morte e amore. Laurie Anderson scava a fondo dentro memorie intime e domande universlai. Di certo si ha la sensazione che questo film sia stato fatto da qualcuno che ha familiarità sia con la meditazione che con il processo trasformativo che il dolore innesca. Che accade a tutte le domande che is creano quando una persona cara muore? “Se solo avessi.. che sarebbe stato se?…se io?” Il fuoco è su chi rimane. Ma quando è un animale a morire diventiamo consapevoli dell’amore totale di cui si fa esperienza mentre gli o le si è stati vicino. Un’onda potentissima di fedeltà, coinvolgimento, tenerezza, devozione. Questo film è quasi sospeso, caldo e al contempo freddo, pare venire dall’inconscio.

Ah, e davanti a quelli che con sarcasmo vi dicono “oh ma quante cose fai, quanti talenti hai!” voi non reagite, pensate solo a questa meravigliosa musicista, disegnatrice, performer, poetessa, regista che è Laurie Anderson.

P.s.: in realtà Lou Reed compare nel film e fa una parte davvero insapettata.

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CadaVeri e Squisiti

 

 

Nella serata che ha visto accadere una Cena Random nel cuore dell’Umbria in data 18 Febbraio 2016 – 49º giorno del calendario gregoriano, data di nascita di Fabrizio De André (1940 – † 1999) e data di morte del filosofo apolide Jiddu Krishnamurti e di Cecil Louis Wilton, aracnologo neozelandese – sono state generate parole di immensa beltade e utilità per l’evoluzione della coscienza umana.  

 

Per questo abbiamo deciso di condividerle e darle all’umanità tutta. 

 

Immagine | Cadaveri squisiti

Immagine | Cadaveri squisiti

 

A originare e coagulare è stata Chiara Dionigi, artista di poliedrica natura e forma e materiali. 
A seguire i nomi dei creatori, uomini e donne che fanno il loro destino ogni giorno in modo più o meno umano.  

L’ordine cerca di essere alfabetico:  

Arianna Bartoloni
Laura Calzolaio
Elisa Cappelli
Francesca Cenciarelli
Valentino Ciri
Chiara Dionigi

Edoardo Elisei
Chiara Fabrizi
Daniele Guttilla
Jacopo Marocco 
Julia Perry
Ilaria Proietti
Stefania Romagnoli 
Daniela Sabatini 

Poi sono arrivate altre persone ma io ora non riesco a ricord…are..le voci…ops. Dicevamo.
Ecco le composizioni. Nella loro somma forza e grazia.  

 

Avete presente quando sentite nella testa delle
voci veni vidi vici voci a tratti mi sento
accesa il mio cuore con la tua risata
ironico sogna di vivere in un altro
mondo aperto, fertile sui miei passi
liberi di dire
basta! Il random per superare
il blocco degli
scrittori curiosi in cerca
di parole idee desideri
luminosi…come gli occhi quando sono
chiusi come gli spoletini nella vallata
incantata dalla cerva gigante algida
albina come una coniglia dagli occhi
rossi i capelli ora famosi
nei siti porno come
Red Head meglio dei Red Neck villani
come il perineo dell’oracolo di Delfi. 

 

 

Il mio sogno di svegliarmi pareva durare tanto importante è l’amore in tutte le sue forme. 
L’amore vince
sempre, inopportuno, giunge Luca Giurato cavalcando uno struzzo viola tra l’altro allergico a tutto ciò che è
viola era una bambina magica che però aveva sempre il raffreddore e, soffiando il naso, faceva uscire solo
brillantini appiccicati sul tuo alluce destro per 
sembrare  per giocare a nascondersi nella cassetta della 
posta davanti a me eppure non c’era quando sono
uscito, rientrando precipitevole con uno 
starnuto è aprirsi, lasciarsi andare, evacuare,
all’aprirsi per accendere la speranza
di trovare la vedova nera
nel tacco della scarpa rossa
ma comunque sono stato
male oggi bene
domani voglio andare al
museo, indossando solo un
pareo usai per coprire le mie vergogne e
piansi  

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